Stiamo assistendo alla rapida invasione dei social media zombies: esseri che diresti umani in tutto e per tutto, non fosse per il passo lento e maldestro che li rende più simili a zombie. Ad ogni modo, sono attorno a noi. Ma forse non ce ne accorgiamo, perché abbiamo perso di vista “l’importanza di guardarci intorno”.

social-media-zombiesLa rete è un luogo meraviglioso. Lo dice una persona – il sottoscritto, se non si fosse capito – che ha iniziato ad avvicinarsi a questo mondo naturalmente, complice l’appartenenza alla “generazione X”, quella dei bambini prodigio (dei videogiochi), cresciuti a pane di consolle a 64 bit, per divenire in età matura dei veri e propri world wide web addicted. Una generazione che – sempre sia lodato! – ha avuto modo di approcciarsi ad internet con maturità e doveroso timore, ché chiunque prima di utilizzarlo dovrebbe sapere dei pericoli che questo potentissimo strumento nasconde. Cosa che, purtroppo, sembra mancare alle generazioni attuali. Se io sono cresciuto concedendomi qualche saltuario peccatuccio di gola, oggi la rete la si mastica a colazione, pranzo e cena.

Un mondo dove l’essenza è la comunicazione, ponte invisibile tra universi paralleli, attraverso la quale è possibile raggiungere a velocità praticamente istantanea qualunque persona e qualunque luogo, anche quelli sperduti nell’angolo più remoto del pianeta. La fa da padrona, la comunicazione, e ben venga sia così. Non lo fosse, giammai sarebbe possibile “entrare in contatto” con persone incredibili, interessanti e geniali. Ivana De Innocentis, ad esempio: una ragazza (quasi) mia coetanea, conosciuta proprio attraverso la rete (e che spero vivamente di poter conoscere di persona). La cara Ivana, un bel giorno della sua vita – una vita piena zeppa di social network – ha iniziato ad interrogarsi su quanto, oggi, le esperienze umane siano filtrate dalla presenza, pardon onnipresenza di questi mezzi.

Mi viene in mente un passato articolo dedicato alla fotografia, nel quale sottolineavo il filtraggio delle emozioni attraverso l’occhio digitale della fotocamera. Per i social network è la stessa cosa: sono entrati a far parte della nostra vita in maniera talmente pervasiva da non poterne fare più a meno. Ma non solo. Sono diventati una vera e propria “malattia” che ammanta ogni cosa. I nostri sensi sono stati praticamente ottenebrati, lasciando spazio a due soli gesti: osservare un monitor e muovere compulsivamente le dita sulla tastiera. Due semplici cose, ma che ci gonfiano dell’illusione di appartenere al mondo.

Condividere, commentare, linkare, twittare… un’antologia di verbi di nuova generazione, quelli che la nonna solo a sentirli risponderebbe con un sonoro “ehhh?”, divenuti un nuovo, allarmante imperativo. Fotografiamo per condividere, condividiamo per renderci visibili, commentiamo con toni accesi ma poi, dal vivo, non spicciamo parola neanche a pagarci a peso d’oro. E dei tweet, neanche a parlarne: ne udiamo così tanti da aver perso il piacere di sentire quei fischiettii spensierati sotto la doccia. Possano essi riposare in pace!

Insomma, viviamo in funzione dei social network, come se la nostra vita reale si fosse trasferita lì, sulla piattaforma virtuale. Ma non si può vivere senza stare a contatto diretto con le persone, a tu per tu. Proprio come avveniva una volta, in mancanza di alternative certamente, ma anche per sommo piacere. Come avviene ancora oggi, tra chi non è stato assorbito dalla social generation. Ma, grande Giove, quale terribile futuro si presenta innanzi a noi, sulla base di queste premesse?

Siamo social o siamo sociali? Concetti che inizialmente solevano significare la medesima cosa, oggi purtroppo non lo sono più. Mi guardo intorno e vedo persone concentrate sui propri smartphone e tablet di ultima generazione, intenti a rendere il mondo partecipe della loro vita, come se la vita non fosse già attorno a loro. Sentirsi apprezzati attraverso una manciata di like e tweet è l’unica emozione che sono ormai capaci di provare. Ebbene, cari miei, iamo alla frutta. Siete pronti ad assistere ad un’invasione di social media zombies tale da fare invidia agli zombie di The Walking Dead? Preparati, il prossimo potresti essere tu!

“Lasciate che quello che ci circonda costituisca la parte essenziale della nostra vita.”

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