Ancora consigli per gli acquisti… no, consigli di marketing per il Centro Storico di Catanzaro.

 

Proviamo a immaginare una realtà post atomica in cui, tutti, chiamati a ricostruire le vie principali, hanno risolto i problemi più ostici della Città. Ne resta solo uno: ricostruire un’area commerciale dominante, quella di Corso Mazzini.

Ci troviamo nel 2054, il sindaco è ancora Lui, però… il problema trasporti è stato risolto, un mezzo ogni 15 minuti; navette gratuite; isola pedonale per le vie del Corso e sistema parcheggi reso efficiente da promozioni, ticket a basso costo e convenzioni a tutto spiano.

Bene ci siamo.

Ora prendiamo per assodato che “La città si sviluppa dal suo mercato” (e dai corsi d’acqua, per non escludere proprio nulla, in quest’analisi storica possibile) e che a Catanzaro con il progresso tecnico scientifico non è mai stato possibile, vuoi per una scarsa attenzione ad architettura e urbanistica (perché materie troppo pompose, forse) vuoi per un’atteggiamento di PA e cittadinanza del “lasseiz-faire”. Negli anni infatti,  il Centro Storico ha preso la forma di un insormontabile muro, un bel “the Wall” pinkfloydiano, che ha impedito a marketing e mercato di evolversi al passo con i tempi. Anzi, dissolvendosi giorno dopo giorno, decennio dopo decennio.

Così detto, immaginiamo una delle corsie possibili di acquisti che va linearmente da Piazza Roma al Cavatore, differenziando l’offerta e il target di riferimento, così come avviene nei supermercati, in modo che, sul finire, sarà possibile, solo dopo una breve trilogia di esempi, ipotizzare sei semplici consigli di marketing, che tutti sono in grado di seguire, se lo si vuole.

[Laura] Sono Anastasia, parrucchiera cinquantenne, sposata  e con due splendide adolescenti.

marketing-consigli-centro-storico-catanzaro-3Abito a Catanzaro Sala, un quartiere limitrofo al Centro, una di quelle zone a fondo valle. E’ lunedì, il mio giorno libero e devo fare la spesa per tutta la settimana. Prendo la funicolare (che in questo scenario post-atomico funziona tutti i giorni) e alle 9:00 arrivo a Piazza Roma. Subito mi si para davanti il market. Faccio le mie scelte: latte, biscotti, acqua (una bella cassa da sei), un paio di birre da condividere con mio marito, dopo cena, farina, sale, zucchero e tutte quelle cose che non sono necessarie ma non puoi fare a meno di comprare. Me li faccio mettere da parte, cortesemente accettano, li riprenderò sulla via del ritorno. Si non fatte le 9:45. Sì, perché ho chiacchierato con la cassiera mia amica del Liceo. Più avanti trovo quel negozietto nuovo, (proprio carino): una cioccolateria. Qui prendo un po’ di bacche di cacao e il thè, come piace a me. Poi di seguito trovo, uno vicino all’altro, il macellaio di fiducia e la pescheria. Sono tutti fornitori che comprano e vendono direttamente dai produttori del territorio. Guardo l’orologio… 11:00 Tra una sosta e l’altra c’è sempre qualcuno da salutare. Ho quasi finito le mie commissioni, contatto mia cognata e organizziamo l’aperitivo. Da lì a un’ora ci vedremo al Bar che si trova a metà strada, a Piazza Prefettura. In un’ora ho il tempo di ordinare la torta in pasticceria e comprare il regalo per mia nipote: il libro uscito da poco e che tanto desidera. Se non mi sbrigo faccio tardi all’appuntamento! Mi sono dimenticata di comprare i pomodori e le arance, ma fortunatamente dopo il Cinema che hanno riaperto, hanno appena inaugurato una nuova frutteria, di quelle a km0. Perfetto! Arrivo al Cavatore, anzi un po’ prima, zona San Giovanni e compro le ultime cosucce, detersivi alla spina e mi faccio un giro tra i nuovi profumi, che vorrei comprare ma oggi non è proprio il caso. Mezzoretta di break con mia cognata, un aperitivo bio grazie alla lungimiranza del bar che collabora con il market bio a fianco, poi assieme ci dirigiamo verso Piazza Roma. Una fugace visita tra gonne, giacche e accessori e vado a riprendermi la spesa. Ora posso riprendere la via di casa. Alle 14:00 arrivano mio marito e le mie figlie e deve essere tutto bello e pronto.

Ho passato una bella mattinata, unendo l’utile al dilettevole, qualche chilometro di passeggiata e tanta bella vita attorno a me.

[Martina] Mi chiamo Ludovica, ho 25 anni, sono di Sorbo San Basile, ma abito a Catanzaro per motivi di studio in un delizioso appartamentino in via Vicoletto dietro Monte

marketing-centro-storico-catanzaro-1Ho appena finito di pranzare e oggi non voglio studiare a casa, ho bisogno di ripetere con i miei colleghi per capire meglio alcuni concetti, ragion per cui esco e mi reco nella nuova sala lettura che hanno aperto sul corso. Entro, ma devo ancora fare la tessera e scopro, con viva e vibrante soddisfazione, che esibendo la tessera in alcuni esercizi commerciali presenti sul corso ho uno sconto del 20%. Evvai, tra questi c’è anche la cioccolateria di cui mi parlava la mia parrucchiera Anastasia. Ho già il buonumore (eh sì, sono una golosona) e lo studio non mi spaventa più in previsione della cioccolata che prenderò dopo. Bene, si inizia a studiare.
Si sono fate le 17 e in realtà ho pensato più alla cioccolata che allo studio. Poco importa, la mia amica mi ha spiegato ciò che non avevo capito e sono a posto. Finalmente vado alla cioccolateria e scopro una “figata pazzesca” (eh sì,sono ggiovane e uso il linguaggio dei ggiovani): la frutteria a km 0, che sta accanto, gli fornisce la frutta che loro tagliano a pezzettini e la immergono nel cioccolato fuso, e si può scegliere il tipo di cioccolato e le guarnizioni da mettere sopra. Che goduria! Esco con un sorriso a 32 denti (o di più) e sono troppo entusiasta per tornare a casa. Guardo l’orologio e vedo che mancano pochi minuti alle 18 e mi viene in mente che è lunedì, e il lunedì al cinema proiettano vecchie pellicole restaurate. Guardo sul cellulare l’applicazione del cinema Comunale per vedere che film ci sono, a che ora, i prezzi e a quali sconti ho diritto in virtù del mio status di studente. Perfetto! Oggi fanno “Un americano a Roma” del nostro Albertone nazionale, chiamo i colleghi che ho lasciato nella sala lettura e li convinco a raggiungermi al cinema, tanto sono solo pochi passi. Usciamo dal cinema e l’aver contratto così tanti muscoli per ridere mi ha fatto venire un certo languore, prendo la palla al balzo e vado in quel negozietto di stuzzichini in cui fanno l’aperitivo di soli prodotti tipici, in accordo col market di birre internazionali che c’è a fianco; quindi prendo una gustosa birra belga e la accompagno al pecorino con la marmellata di cipolla di Tropea. Un bel contrasto, le mie papille gustative ringraziano.

Torno a casa perché domani ho una lezione di mattina, ma sono felice e soddisfatta: a Catanzaro non ci si annoia mai.

[Matteo] Piacere a tutti, mi chiamo Antonio, per gli amici Tonino.

marketing-consigli-centro-storico-catanzaro-2Ho 40 anni, ne sento 20 e ne dimostro 60. Sarà la pancetta? Abito e lavoro a Catanzaro Lido, dove ho un locale specializzato in street food d’autore, con una carta dei vini esclusivamente calabresi. Il suo nome? “Ingrasso libero”. Oggi è giornata di chiusura del locale e posso approfittare per divertirmi. Che fare? Quasi quasi salgo in centro. Sono le 21:00, quella che alla mia adolescenza era “l’ora del coprifuoco”: tutti i negozi abbassavano le saracinesche e il corso diventava tristemente deserto. Da allora le cose sono cambiate parecchio. Qui, in pieno centro storico, i vicoletti spaccano. E’ bastato riempirli delle “putiche” di un tempo per ricreare la magia. Ogni vicoletto è un susseguirsi di piccoli localini. All’esterno un pullulare di persone di tutte le età in attesa di essere chiamate, allietate dalla musica di orchestre itineranti e dall’onnipresente tarantella. All’esterno i tavolini riposti su un lato, fiori ad arco sulla testa, le persone che passeggiano di fianco. Uno spettacolo, ti dico. Ma sai qual è la cosa più buona, anzi ‘bona? Cucinano un sacco di roba sanizza. E tutta di qualità! Stasera opto per il pesce. Mi dirigo allora alla pescheria alle Cocole, così saluto Spada – il pescivendolo, un amico. Lui ha un segreto: sorride con tutti, sempre. Visto che ci sono mi faccio un aperitivo all’interno della pescheria. Esatto: Spada ha destinato un angolo agli amanti delle crudité, innaffiate da frizzante birra artigianale. Perché, sei ancora convinto che solo il vino bianco stia bene col pesce? Sei proprio giurassico! L’ambiente è molto chic e raffinato, perfetto per quelli come me che vanno sugli “anta”. Prima di andare via Spada mi chiede di farci un instaselfie col piatto del giorno, per condividerlo su Flashgram e prendere per la gola un po’ di clienti. Ti ho già detto che Spada è un commerciante in gamba? All’uscita ho chiamato un paio di amici e siamo andati a ballare in Villa Margherita, dove stasera ci sta DJ set. Come al solito c’è vento e fa freschetto ma, da quando esistono un programma eventi dettagliato e una pagina Facebook puntualmente aggiornata, il cittadino catanzarese ha sembrato gradire, ricambiando con la presenza. E poi vuoi mettere il piacere di ballare all’aperto in mezzo al verde? Si è fatta mezzanotte. Mi sto divertendo alla grande ma mi tocca rientrare, altrimenti domani non mi alzo neanche con le cannonate. Non posso però non passare dalla Maddalena, dove ci sta l’osteria più ganza della città. “U morzeddhu catanzarisa” l’hanno chiamata. Sai perché? Perché cucinano solo morzello. I titolari lo dicono sempre ai turisti: “il morzello si mangiava a colazione”. Però, invece di farla morire quella tradizione, hanno pensato bene di adattarla ai tempi. E allora morzello a tutte le ore! Tradizione e innovazione, binomio perfetto.

Catanzaro, che città affascinate! E se aprissi anche qui un localino? Dista soli 15 km da Catanzaro Lido, ma la clientela è completamente diversa. Quasi quasi…!

 

Consigli di Marketing

Una volta delineata l’identità assembleare dei commercianti, si decide di contattare l’ufficio marketing più competente, quello più vicino, quello più conveniente e quello più efficiente, perché conosce il territorio e le sue esigenze.

1. Ricerche di mercato

Una di quelle interviste intensive a fasce campione della popolazione, per scoprire bisogni, interessi e servizi che più desiderano. Con questi dati si sarà in grado di suggerire a nuovi e vecchi commercianti non solo quali negozi (e attività) aprire ma quali prodotti è il caso di vendere e proporre alla clientela. In queste analisi non pesa solo la quantità di persone di riferimento, ma la loro età, la loro “classe sociale”, l’istruzione, il genere e tutte quelle caratteristiche che rendono eterogeneo ma tipizzabile, il campione. In questo modo l’offerta commerciale sarà in linea con il fabbisogno di: “famiglie, studenti, ragazzi, anziani, turisti, visitatori, professionisti… ecc”.

2. Piano di Comunicazione

Una volta in possesso di un report di analisi sulla ricerca, non sarà difficile elaborare un PIANO DI COMUNICAZIONE che tenga in considerazione ogni più piccolo aspetto. In esso saranno presenti: gli obiettivi, in relazione ai vari target; gli strumenti da adoperare per renderli operativi; i mezzi e le strategie da applicare per non inficiarne l’intervento. In questo caso l’intervento da studiare per le donne-massaie sarà quello di concentrare la dislocazione delle attività commerciali in posizioni comode, con un’offerta che coniughi le più moderne filosofie di consumo sano e sostenibile e che nel percorso “acquisti” possa non dimenticare di respirare. Con i mezzi messi a disposizione dal marketing sarò in grado di comunicare loro dove poter fare la spesa che desiderano e dove incontrarsi con le amiche, dove acquistare i capi d’abbigliamento più indicati per loro e come risolvere i problemi relativi a spostamenti e logistica varia.

3. Eventi

Organizzare eventi è il metodo fondamentale per far sentire la totalità della cittadinanza parte integrante del progetto, per creare una sorta di filo conduttore tra chi partecipa e chi li organizza, ma la sponsorizzazione deve essere adeguata ed efficace, altrimenti l’evento sortirà l’effetto contrario. Quindi è necessario integrare la sponsorizzazione online a quella offline – il web in questo ci aiuta tantissimo, ma non dobbiamo dimenticarci di percorrere anche altre strade – . La prima cosa da fare è creare un sito internet, uno spazio dedicato soltanto agli eventi; deve essere semplice, informativo e chiaro anche ai non avvezzi. Deve contenere:

  1. contatti
  2. servizi
  3. programma
  4. prezzi
  5. promozioni
  6. collegamento ad una pagina Facebook che fungerà da Customer Care, per interagire e accogliere punti di vista, critiche e suggerimenti per l’organizzazione, anche successivi all’evento.

Per quanto riguarda la sponsorizzazione offline, si passa dalle classiche locandine e flyer ai banditori che girano per la città con tanto di tamburo e abbigliamento distintivo.

4. Card-tessere

Qual è un modo per non essere fagocitati dal quadro economico attuale e riuscire a restare in piedi? Card e tessere sono una risposta; mirano a fidelizzare il “cliente” e lo invogliano ad “acquistare” attraverso i relativi sconti e promozioni. Ad esempio, io turista, sapendo che se mi reco a Berlino ho diritto ad una card, grazie alla quale, con soli 30 euro, posso servirmi di tutti i mezzi pubblici e posso accedere gratuitamente a tutti i musei dell’Isola dei Musei per tre giorni, è logico che non solo sarò invogliata a recarmi a Berlino, ma sarò anche ben disposta a sottoscrivere la tessera e ad usufruire dei relativi servizi. Ora, naturalmente, il paragone Berlino-Catanzaro è un po’ azzardato, ma ispirarsi a questi modelli, riproponendoli anche in piccolo, è la strada giusta da percorrere.

5. Guida turistica

Catanzaro ha bisogno di gente. I locali sono tanti, e anche le persone lo sono. Ma forse non abbastanza. Occorre potenziare il turismo. Come fare? Una guida turistica è un buon inizio. Simple and clean: una brochure contenente la mappa del centro storico e una serie di approfondimenti storico/culturali, con alcuni percorsi tematici consigliati (cibo, vino, arti e mestieri, miti e leggende). Tutti i locali – anche il buco di 1 mq – dovranno essere indicati all’interno. E tutti dovranno finanziarne la stampa, in quota proporzionale alle dimensioni e al tipo di attività esercitata – così il costo non pesa a nessuno. Dovrà essere esposta ovunque, e ogni settimana una pagina verrà riservata alla presentazione di un locale diverso, così da suscitare sempre curiosità e interesse alla scoperta. Anche da parte del catanzarese. Il che significa che ci vorrà un cantastorie che compia delle interviste. E che magari dietro queste interviste ci metta su un “teatrino”, attirando l’attenzione sia offline che online, condividendo in Rete il tutto.

6. Social

Abbiamo immaginato un futuro apocalittico, ma è lapalissiano possa essere più reale di quanto non sembri. Molto è stato ripreso dal presente, se non addirittura dal passato. Passato, presente o futuro che sia, i social network sono obbligatori. Facebook? Chissà! Quale che sia, oggi come oggi non si può fare impresa senza crearsi un’identità social. Per le piccole attività basta fare come Spada, che utilizzava il suo megaphone per avvisare i clienti del pesce fresco. Per le imprese più strutturate occorre un responsabile competente, se non addirittura un gruppo. Per la città potrebbe essere utile una pagina dedicata alla segnalazione degli eventi cittadini. Una sorta di aggregatore di comunicati stampa, però in chiave social event. E poi la condivisione degli stessi eventi sui vari gruppi cittadini. E magari la partecipazione agli stessi, con tanto di condivisione live – per i puristi detta newsjacking.

 

Conclusioni:

“Se tu hai una mela e io ho una mela e ce le scambiamo, abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un’idea e io ho un’idea e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.” – George Bernard Shaw.

 

Crediti foto di copertina

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