Ti occupi di accogliere orde di barbari nel tuo ristorante o nel tuo albergo? Se così è, come non sfruttare il potenziale promozionale di Instagram? Come aumentare i tuoi follower?

 

Instagram funziona se sai come usarlo, punto. Otterrai risultati in termini di follower ma soprattutto clienti se lo sfrutti per dare voce alla tua impresa, alla tua attività e all’identità che ti distingue da tutti gli altri.

Ieri, l’illuminazione per l’incipit del post:

“Sono un banditore, il Comune mi autorizza a urlare per le strade, se non grido non vendo. Se non infastidisco i passanti non sapranno mai che posso offrirgli miele d’acacia o peperoncino aromatizzato all’arancia.”

Il banditore funziona perché sparge ai quattro venti le vostre specificità, i vostri prodotti, l’unicità rispetto al negozietto all’angolo. Funziona perché ha trovato il giusto modo di promuovere un prodotto. Instagram è il banditore 2.0. Usarlo è un po’ come una classica bacheca di annunci pubblicitari, solo molto più efficiente.

  1. Iscriversi è fin troppo semplice, caricare le foto anche, è studiato per essere uno dei social più accessibili anche per i più tecnolesi. Per usare Instagram dei condividerne la filosofia. 

 

Belle foto, che purtroppo o per fortuna non richiedono l’arte di un vero fotografo, un filtro di qua, una cornice di là e il gioco è fatto. Le puoi scattare con qualsiasi dispositivo mobile, anche con quello più scadente, se hai un minimo di senso del gusto riuscirai a mostrare quello che di buono hai da vendere. Foto carine, personali, professionali, selfie, dell’azienda, delle location visitate, non importa. Quello che conta è fare in modo che la gente le veda. 

E’ la tua vetrina visual, come dicono in gergo, se ti impegnerai sarai anche in grado di raccontare una storia con le tue immagini, una storia di quelle che emozionano, una storia avvincente che farà del tuo Instagram il tuo PR.

(Momento serietà)

Il post è un po’ dedicato a tutti qui soggetti imprenditoriali che occupano il territorio calabrese, a tutte quelle aziende che si accontentano della mediocrità e sopravvivono nel mercato, a stenti, pur avendo un patrimonio inestimabile da far vedere, un cavallo da battaglia da cavalcare con fierezza e coerenza. Che ti occupi di ristorazione, di accoglienza turistica o di altro, per far funzionare l’intero sistema, non solo  devi mostrare ciò che sei e ciò che fai, ma in questo devi costruirne reti (network, appunto). Devi “stare collegato” e comunicare ad ogni singolo cliente o potenziale tale. Giuro non è difficile e funziona. (Leggi qui).

Usare Instagram significa comunicare il tuo quotidiano, le cose che rendono speciale l’attività, i tuoi piatti, le tue stanze, il legame con la clientela, il rapporto con i dipendenti… puoi decidere di mostrare quello che vuoi (nel peggiore dei casi puoi anche mostrare furbescamente quello che vuoi e nascondere quello che non dovresti, nel primo caso sarà un successo a breve termine e di breve termine, nel secondo …be’ nel secondo caso, il contrario).

Quando parlo con i clienti la frase ricorrente è : ” Sono venuto da voi perché ormai stanno tutti su facebook, e so che non posso non tenere i considerazione l’idea di promuovere la mia impresa anche sui social!”. Ben detto!

Instagram ha in più la caratteristica di essere più diretto, in fin dei conti si tratta solo di un’immagine e qualche parolina a mo’ di didascalia. Vuoi mettere l’impatto immediato che possa suscitare?
Se il tuo ristorante si è iscritto ieri come fai? Come aumentare i follower,come colpirli e come fidelizzarli? 

Un esempio qualunque:

Sono un ristorante della Costa Ionica, il mio cuoco è marocchino, i suoi aiutanti sono calabresi doc, la mia cucina è un mix  di ricerca tra vecchio e nuovo, una commistione di sapori mediterranei; la location è sul mare, realmente sul mare, del tipo che se butto un sasso dalla terrazza arriva in acqua. Tramonti, albe da sogno, arredamento di classe e piatti stracolmi ma ben presentati. Prezzi nella media, cordialità ecc… E che faccio non lo dico alla gente che qui si sta bene?

  • Ho l’account Instagram, aggiungo amici e “amici di amici“. Cerco gli altri ristoranti, gli alberghi, le agenzie di viaggio, guide di cucina, “ricettari” vari e inizio a giocherellare.  (NB:  se iniziano ad andare via, dalla tua pagina intendo, probabilmente è colpa dei contenuti noiosi che pubblichi, tienilo a mente, e se è il caso cambia strategia).
  • Rintraccia e segui le cerchie di interesse affini alla tua attività (strutture ricettive, alberghi della zona e non, centri sportivi, associazioni e chi più ne ha più ne segua).

Perché? Ti starai chiedendo. Semplice, perché sarai, così, in grado di creare una rete di condivisione di intenti e di azioni con persone e imprese che servono a te e al territorio (la guerra di lupara per il confine delle terre add’a finì) . Attrarrai di certo degli influencer ammesso che i tuoi servizi siano realmente di valore. Il web può mentire ma la reputazione te la devi guadagnare comunque.

  • Creerò il mio, anzi i miei hashtag, seguirò e inserirò quelli giusti, quelli che consentiranno al maggior numero di persone di “vedermi”. Seguirò e parlerò con i miei utenti, che saranno clienti, potenziali tali o semplicemente gente che apprezza quello che faccio. Taggherò di tanto in tanto qualcuno in grado di rendermi più visibile.
  • E all’occorrenza organizzerò i miei contest, premi… Qualcosa del tipo: “fai il tuo selfie, scatta ala foto del piatto che vorresti, indovina gli ingredienti, per te una cena per due gratis“.

In Calabria ne abbiamo di cose da dire, lasciamo parlare la nostra identità.

[crediti foto]

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