Se stai leggendo questo articolo probabilmente hai bisogno di strumenti pubblicitari. Magari vuoi conoscere quelli più adatti alla tua attività. Ne esistono tanti. Te ne indico un po’, vecchi e nuovi, e cercando di capire assieme come e perché utilizzarli. Sei pronto? Seguimi!

 

Vecchi VS nuovi. La battaglia infinita. Meglio chiarire una cosa: non sono vecchi! Non solo potrebbero offendersi – e insorgere in una rivolta – ma soprattutto potresti erroneamente pensare siano strumenti ormai superati. E invece, con i dovuti accorgimenti, sono di un’attualità pazzesca. meglio chiamarli vintage, perché se c’è una cosa che li contraddistingue è proprio il sapore delle “cose di una volta”.

Ecco i più comuni strumenti pubblicitari.

Partiamo da quelli vintage.

Datata quanto vuoi, affascinante in gusto variabile, in ogni caso immortale. E’ l’immagine coordinata. Questo termine racchiude un paniere di elementi che contraddistinguono l’azienda. Ne esistono tanti, ma logo, biglietto da visita e brochure non mancano mai.

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cataloghi raccolgono la storia dell’azienda e la sua evoluzione nel tempo, raccontata attraverso i lavori svolti. E’ una sorta di documento autoreferenziale, attraverso il quale l’azienda si racconta al suo ipotetico cliente dicendogli: “Bello mio, ecco quello che so fare!”. A mio modo di vedere si tratta di uno strumento ormai superato. Non tanto per i contenuti, quanto per la possibilità di inglobarli altrove (brochure, sito internet).

Giornali e quotidiani rappresentano strumenti pubblicitari che hanno ancora un forte appeal sul pubblico. Puoi scegliere quotidiani o riviste generaliste – vedi variopinte riviste di cucina e sedicenti tali – oppure riviste di settore. E’ un trade-off tra numero di destinatari e relativo interesse. Difficile scegliere, nevvero? Però ti faccio una domanda: una donna in intimo su una rivista di moda genera lo stesso interesse su un quotidiano?

I media tradizionali, radio e televisione, vanno ancora alla grande. La maggior parte dei jingle (musichette), parte integrante del marchio aziendale, le riconosciamo proprio grazie agli spot pubblicitari su radio e tv. Grossa visibilità, ma anche grandi barriere all’ascolto – ne sentiamo/vediamo troppa, di pubblicità. E quanto costano! Conti alla mano non basta un rene.

Poi c’è tutto il materiale cartaceo, quello che chiamo “carta espansa”: volantini, manifesti, locandine, 6×3. Un grande aggregato (quasi sempre) a due dimensioni, che ti passa tra le mani, o comunque a pochi metri dal naso. E’ il regno delle offerte, degli eventi, spesso anche dei farfalloni. Insomma, salvo alcuni casi, diffida di questi strumenti pubblicitari. A meno che tu non voglia fare marketing non convenzionale ne esistono altri decisamente più convenienti.

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Non rientra tra gli strumenti pubblicitari a pieno titolo, ma anche la forza vendita – la rete commerciale, per intenderci – è un mezzo di promozione della tua attività. Qui entra un gioco un delicatissimo aspetto chiamato rapporto umano. Con oneri e onori.

E veniamo ai nuovi.

Il primo è quello sul quale ci troviamo: il blog aziendale, o più semplicemente blog. Nasce come diario, attraverso il quale persone come me e te mettono in Rete la propria vita. Poi le aziende si sono rese conto della miracolosità di questo mezzo, e oggi qualsiasi brand che si rispetti ne ha uno. Per come la vedo io l’azienda 2.0 non può farne a meno. Il vero problema è: chi si occupa di gestirlo con continuità e qualità?

Il blog è a sua volta ingrediente di un piatto più prelibato, chiamato sito internet. Quant’è vero che il biglietto da visita è categorico, anche il sito internet è ormai imprescindibile. Personalmente tendo a sospettare delle realtà prive di un sito. Valuto anche web experience, fruibilità e qualità dei contenuti, ma quella è una fissazione nerdista – e perfezionista.

I social network li utilizziamo tutti. Lo scopo di questi strumenti in passato era quello di gravitare le persone sul sito. Poi, come il blog, hanno trovato la loro identità, riscoprendosi mezzo di interazione. Vuoi un esempio? Guarda come lo usiamo noi di Shape.

Fastidiosa, incessante, inutile. Una vera rottura di scatole. E infatti finisce quasi sempre nel cestino. Ecco perché per molti è superata. Sbagliatissimo! Con i giusti elementi, l’email marketing è una forma di pubblicità potentissima! Una CTA efficace, un testo coinvolgente, una grafica accattivante. E poi impariamo a fare di ogni strumento il giusto utilizzo: se invece di fare promozione a sanfasò la utilizzassi per fidelizzare?

E poi… e poi ce ne stanno una caterva di strumenti pubblicitari, vintage e nuovi. Ma questo articolo non voleva essere una noiosa lezione, né tanto meno un esercizio di stile. Coi prossimi articoli indagheremo diversi aspetti: offline/online, pregi/difetti, costi/opportunità. Nel frattempo una domanda: quali pensi siano i più adatti per te?

Crediti: m-i-k-e, [email protected], senur-baytaroglu,

 

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