Torniamo a parlare di tecniche fotografiche. O meglio, cinematografiche. Si scrive Stop Motion, si legge animazione. E’ la tecnica attraverso la quale, per tramite di un insieme di fotogrammi (tanti, a dire la verità), prendono vita pupazzi e cartoni animati. Sarà anche difficile da realizzare, ma… eccome ne vale la pena!

Dovendo scegliere tra impressione e tecnica, preferisco di gran lunga schierarmi a favore della prima. Senza nulla togliere, considero la tecnica essenziale per la realizzazione di scatti di qualità, ma il suo utilizzo rischia di diventare un limite quando condiziona l’emotività e la propria vena creativa. Ampio spazio, dunque, ad entrambe le correnti di pensiero, che devono consistere nell’anima di un fotografo (professionista o meno) esattamente come lo yin e lo yang. Ognuno, poi, decida se passare o meno al “lato oscuro della forza”. 😉

In passato vi ho parlato del time lapse (tecnica cinematografica utilizzata per la realizzazione di video attraverso il montaggio di fotogrammi). Quello di oggi è un articolo che riprende lo stesso filone, andando ad approfondire un’altra tecnica, anch’essa cinematografica, che sfrutta l’universalità della fotocamera. Sebbene il risultato finale siano i video d’animazione, infatti, sono i fotogrammi a costituire lo scheletro sul quale si regge.

La tecnica è nota agli addetti al settore con molti nomi diversi: Stop motion è quello più diffuso. Ma non mancano all’appello “frame by frame” e “ripresa/animazione a passo uno”. Badate bene: il passo uno non è un nuovo stile di danza, bensì la tecnica utilizzata per la realizzazione dei fotogrammi, che possono essere tutti diversi tra loro (passo uno, soluzione più impiegata) oppure realizzati a coppie (passo due).

La cosa più bella di questa tecnica? Le sue applicazioni nel fantastico mondo dell’animazione! E mi riferisco nello specifico a cartoni animati e filmati d’animazione con protagonisti pupazzi, di plastica, gomma, carta e di qualsivoglia altro materiale. Inizialmente era perfino utilizzata per la realizzazione di effetti speciali cinematografici. Ma diciamolo, non erano un granché. Spazio alla migliore resa e alla più economica grafica computerizzata, ma non mi si tocchino i pupazzi. Volete un esempio lampante? Non mi resta che chiamare in causa uno dei maggiori capolavori nel campo dell’animazione, che ha come regista nientepopodimeno che Tim Burton: Nightmare before Christmas! Non lo avete visto??? Dev’essere stata un’infanzia difficile, la vostra…

E’ una tecnica mooolto difficile da realizzare, soprattutto perché richiede una pazienza che è seconda solo a quella di un eremita disperso sulle montagne. Pensate che, per un solo secondo di animazione video, è necessaria una sequenza di almeno 24 fotogrammi (il numero varia a seconda del formato video di destinazione), che devono essere poi successivamente montati assieme. Insomma, una faticaccia. Ma, come si dice: grande impegno, grande soddisfazione. Per fortuna oggi l’utilizzo di questa tecnica è molto più agevole, non solo per la diffusione di programmi realizzati appositamente allo scopo, ma anche per la diffusione di nuove forme espressive, riguardanti soprattutto i personaggi.

Avete già sperimentato la stop motion? cosa ne pensate dei possibili risultati? qual è il vostro personaggio preferito?

Visto che l’ho precedentemente citato, non posso che lasciarvi con un video del celebre Jack Scheleton. Buona visione!

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