Due sono stati i fenomeni (è il caso di chiamarli così) che mi hanno convinta a scrivere un post sulla dipendenza da social network che porta con sé anche una analisi sul social media marketing.

Certo me ne sono già occupata in precedenza per discutere con voi sulla trasformazione dei meccanismi di socializzazione ma oggi è arrivato il momento giusto, non solo di rispondere ad una provocazione di un amico ma di approfondire l’argomento per tentare di convincere i business men a fare del social media marketing il fulcro della loro attività promozionale e commerciale.

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Non so se vi è capitato di dimenticare per giornate intere il vostro telefonino a casa… a me è successo e non è stato per nulla piacevole. Ma in quelle dieci interminabili ore ho capito che lo smartphone è divenuta una diretta estroflessione del mio corpo e del mio spirito.
Triste a dirsi, ma è la realtà dei fatti, inutile nascondermi, inutile affermare che mi senta totalmente libera e immune dalla dipendenza da apps.

Per incrementare la dose, il passaggio da un operatore telefonico all’altro ha reso inadoperabile la connessione internet costringendomi a vagare per le vie della città in cerca di wifi free zone. Mi sentivo mutilata ed esclusa dal mondo intero.

A chi mi conosce è ben nota la mia distrazione cronica… Bene, vi offro un “assaggio del mio disagio”:

  • Aspetto il mio uomo in auto, non ho internet, non ho internet alcuna possibilità di controllare quelle cinque notifiche che fanno capolino sul display… Ok, non è la fine del mondo, lo rimetto nella borsa e cerco il libro. No, non c’è, controllo il trucco? Tutto in ordine… Prendo nuovamente il cellullare dalla borsa è un istinto, riprovo, va be’ posso sempre curiosare su instagram un pochetto… Ah, no, dannazione!  Quasi quasi controllo le emails e rispondo a tutti quelli che ho ignorato oggi. Laura, basta non hai connessione.

Dalle prime ore del mattino fino al momento in cui ci spegnamo (è proprio il caso di dirlo) siamo perennemente attratti da quel display e dalle sue apps, ci sono momenti in cui questo “gioco malato” avviene con contezza, altri invece, in cui il dito opponibile si muove senza il supporto di un cervello, in fin dei conti inutile.

Facebook che bestia nera! Quante volte ho pensato di dover cancellare l’account, quante volte ho pianificato un boicottaggio. Ma non ho che da assuefarmi e rassegnarmi al fatto che non possa farne a meno.
Quante volte mi ha aiutato e quanto ancora mi sarà utile. Solo noi che ci lavoriamo su conosciamo bene il peso di questa dipendenza.

  • Non posso svegliarmi senza le quattro sveglie preimpostate e ripetute del mio smartphone
  • Non posso andare a correre senza aver scaricato una playlist rockeggiante e adrenalinica
  • Non posso organizzare le uscite del weekend senza controllare gli eventi su facecook e siti vari della “movida locale”
  • Non vado più nemmeno a fare shopping nei negozi se prima non ho controllato la pagina facebook del brand.

social-media-marketingUna dipendenza che non so se sia dovuta all’imperversare brutale delle comunità virtuali o dei cellulari di ultima generazione. Forse, potrei azzardare una teoria: l’avvento dello strapotere dello smartphone è stato lo scacco matto, mentre nel lontano 2004 facebook era solo la minaccia di scacco al Re. Assieme hanno decretato la fine vittoriosa della partita. (Ah quanto gli piacerà ‘sta analogia al Boss)

Conoscendo la situazione, avendo consapevolezza che dai 13 ai 50 (e più) anni nessuno può dirsi immune dalla tossicodipendenza da social-cose un operatore commerciale, un imprenditore, una qualsiasi attività può davvero permettersi di fare i conti con la concorrenza se non esiste sui social network?

La mia è una domanda retorica, la vostra, di voi scettici, è una risposta con riserve e tante postille del:”Sì, però forse…”
No, assolutamente non conviene tirarsi indietro.

Quando verranno da te per un preventivo da SMM

  • Fagli presente che per sopravvivere devi entrare (non più tanto subdolamente) nelle vite dei tuoi potenziali clienti, e per stanarli l’unico modo è palesandoti nel iperspazio del web, in quella piazza sempre piena e sempre viva di acquirenti, clienti e prosumer che non rappresenteranno solo il  profitto ma la crescita (solo se si è in grado di ascoltare e rispondere ai loro bisogni)
  • Quando ti risponderanno (una volta che avranno visto la cifra da fame che sei stato costretto a rivedere, tagliare e pazientemente sottostimare): “Mi dispiace ma ho deciso che me lo faccio fare da mio cugino che su facebook ci smanetta sempre...!”
    Sorridi e vai avanti, ma almeno prenditi la soddisfazione di dirgli (in un modo o nell’altro): “Ci rivediamo tra sei mesi“.
  • Quando ti chiederanno perché è opportuno essere, anzi esistere sui social network, chiedigli quanti giorni resisterebbe senza il suo smartphone e il mondo di applicazioni che lo sorregge.

Hey tu, social-media-coso, quali strategie adoperesti per convincere il più scettico dei “commercianti”?

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