Per convincere le imprese a dotarsi di un sito web aziendale avevamo provato di tutto. Oggi con la medicina.


Quante parole abbiamo sprecato per spiegare l’importanza di avere un sito web aziendale. In quanti modi e in quante forme? Niente. Ancora è poco.
Riprendiamo, rispolveriamo i vecchi volumi dei cervelloni, analogie, casi e statistiche a supporto di un semplice concetto facilmente assimilabile: “per fare business la gente deve sapere che esisti”. Ergo, per deduzione, devi adeguarti agli standard di comunicazione della società e del mercato che occupi.

Taluni però, pensano e temono, che nell’iperspazio, non ci sia spazio per quella che reputano una piccola e irrilevante attività imprenditoriale che nulla ha a che vedere con i grandi e potenti brand. Nulla di più sbagliato. Una prima certezza è che i new media e gli smartphone hanno ingigantito il mercato e permesso alle imprese di crearsi delle nicchie facilmente raggiungibili, ovunque e da tutti. Diciamo assieme: “Grazie, social media marketing”.

Quindi come fare per convincere quelle aziende (che pure resistono al cambiamento) a credere nel loro potenziale a tal punto da dotarsi di un proprio sito web?

E se il sito ufficiale di brand lo considerassimo una cura alle sfide di un business che si muove in uno spazio sempre più ampio, anonimo, fagocitatore dei piccoli “impresari”… sarebbe più efficace il paragone? In fondo è quello che è, un male, una crisi che, a cascata con altri mille altri fattori irrigidisce la tenuta delle PMI. Quando l’uomo, in preda ai deliri della febbre, comprende che si trova in uno stato di malessere, ricorre alla medicina e alle cure di specialisti.

Bene! Il sito web aziendale può essere un’ottima medicina per rinvigorire o lanciare un’impresa su un mercato che, per sua vocazione, è potenzialmente illimitato, un negozio sempre aperto e che gli permette di socializzare con clienti di tutto il mondo.

Ci fidiamo dei medici, ancor di più delle medicine. In Europa siamo il paese che ricorre a più “cure fai da te”, leggevo su un rapporto dell’Agenzia del Farmaco, ed è questo che contraddistingue l’italiano medio dagli altri membri: tendiamo infatti a sottovalutare le competenze del dottore, sovrastimando la nostra capacità di autodiagnosticandoci malattie e prescrivendoci in piena autonomia le pillole da ingerire. Perché ci fidiamo di  noi stessi a tal punto da credere che il BUGIARDINO dica sempre la verità. Pensiamo che per superare quella crisi basti leggere le istruzioni, e magari non ne conosciamo gli effetti, la posologia, l’interazione con altre sostanze o con il nostro corpo.

Tempi or sono usavano andare dallo sciamano, oggi preferiscono il cugino. Avere un sito web che funzioni e che produca degli effetti tangibili nel business dell’impresa comporta la presenza di guide esperte, competenti, aggiornate che siano disposte ad agire per conto del brand, di modo che, una volta online, sia sempre visibile a tutti, raggiungibile e d’appeal. (Deve CONVERTIRE gli utenti in clienti e le visite in soldi, in sostanza). Se invece il farmaco lo assumo in piena autonomia, senza prescrizione o peggio per colpa di un consiglio del cugino quello un mucchio di effetti indesiderati (e non calcolati).

Certo non mancano casi di dignitosa riuscita. Ci sono imprese che hanno lanciato i loro siti web senza il supporto di esperti. Avranno letto i blog dedicati al tema, che spiegano perché e come fare un sito web; avranno seguito i consigli che con cura e dedizione hanno riempito il web e sfruttato la quantità smisurata di risorse gratuite. Comprare il dominio per il sito ha un costo davvero ridicolo, i tamplate  per costruire la piattaforma poi, sono molto “carini” e quanti tutorial per imparare ad usarli…ed entrare a pieno titolo nell’era del web marketing.

Il medico, dunque un’agenzia di web marketing (se non si era capita l’antifona) ti aiuterà a capire il disturbo e studierà con te, un piano di comunicazione per rimetterti in sesto. Dopo una prima fase iniziale, quella che il dottor Shape e altri definiscono testing, le cose andranno meglio, conoscerai amici, i clienti e i concorrenti, e sapendo come reagiranno, il tuo business diventerà più forte, perché avrai una nuova voce e un nuovo volto e lo potrai comunicare a tutto l’universo.

Nell’infografica di seguito abbiamo pensato che, anche per alleggerire il discorso, se i motivi per cui essere online li vedrete scritti su un foglietto illustrativo, potranno avere più presa e autorevolezza, perché lo dice il: “bugiardino“.

bugiardino (1)

 

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Laura Trapasso

Aspirante scrittrice cinica e puntigliosa, con il perenne blocco dello scrittore (dice lei). Con la sola imposizione delle dita è capace di dare luce ad argomenti nuovi, mai banali, e di renderli leggeri e adatti ad ogni lettore.

3 COMMENTS

  1. Ok, capito il bisogno che abbiamo le PMI di una buona medicina.
    Mi rimane un dubbio. Vorrei cominciare un blog aziendale modello diario, nel quale raccontare ciò che facciamo, come lo facciamo ecc. – Possiamo avere lo stesso riscontro che con un Sito web? Grazie della vs gentile risposta.

    • Buonasera. Potete avere lo stesso riscontro abbinando al sito web un blog aziendale nel quale raccontare ciò che fate! Il blog non deve essere separato ma interno al sito. Infatti sarà il blog a coinvolgere l’utenza ed a trasformarla in clientela. Tutto questo ovviamente deve essere fatto in maniera professionale. Un sito web richiede l’intervento di più esperti in fase di realizzazione ed anche il blog. Per maggiori delucidazioni, se interessati, potete contattarci a questa mail: [email protected]

      Saremo felici di aiutarvi. Buona serata.

      PierPaolo Voci.

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