L’insegnante che avanza nell’ombra del tempio, fra i suoi discepoli, non trasmette la sua sapienza, ma piuttosto la sua fede e la sua amorevolezza. Se è veramente saggio, non vi introdurrà nella casa della sua sapienza, ma vi accompagnerà alla soglia della vostra mente. (Khalil Gibran)
Ho deciso di aprire il post con un aforisma dal piglio un po’ romantico e decisamente intellettualoide per tentare di far passare la mia seguente invettiva come una semplice e oggettiva presa di posizione e non già come una critica asettica e cinica nei confronti dell’operato altrui.

Sei un blogger, un fanatico del pensiero creativo, uno specialista (o aspirante tale) del web marketing, un cultore dell’advertising di tendenza?
L’unica cosa che mi sento di poter dire è: non fidarti delle parole dei “guru”!

Chi si occupa di comunicazione online, di web design e strategie di marketing firmate 2.0 (ma anche 3.0) non può fare a meno di entrare in contatto con la sterminata produzione di blog dedicati. Tra questi troviamo i precursori, quelli che per primi hanno avuto la brillante idea di cavalcare l’onda della novità e farne una professione (attualmente) a stento riconosciuta come tale.
Loro hanno avuto l’ingrato compito di informarci sulle nuove forme del mondo in trasformazione, traducendo gli stimoli e le avanguardie d’oltre oceano.  D’altronde si sa, così come per le catastrofi in pieno stile hollywoodiano, tutto nasce e si diffonde dagli States.
Tuttavia allo stato attuale delle cose, questi stessi soggetti ai quali spetta di certo un riconoscimento, oggi tendono più a porsi come dei guru del settore, dei profeti ortodossi che tendono a nascondere e screditare chi vuole allontanare la propria voce dal coro.

I cinque consigli per fare la manicure ai peluches, i dieci modi per uscire indenne dallo scontro con una tastiera qwerty assatanata, i duemilanovantaquattro modi per non distinguersi dagli altri.

Ci muoviamo, noi copywriter, in uno spazio che nuovo non è (ormai), l’era del digitale e del pensiero creativo non può esser dominata da logiche ripetitive e da regole immutabili, perché per definizione, le professioni di cui parliamo, il mondo di cui ci occupiamo attengono ad un’innata irripetibilità. È l’originalità dei contenuti (bestia nera del copy), o l’alternatività del pensiero, la forma di comunicazione, la scelta del metalinguaggio fresco e diretto a esser investita di un processo costantemente in corso d’opera.
Viviamo di piani comunicazione, strategie di marketing, programmazione di post (per i nostri blog e per quelli dei clienti), di social media e piattaforme digitali. Ed è per questo che l’unico ABC potenzialmente commestibile è rappresentato da una ricerca infinita di nuove tendenze, stimoli, contraddizioni e soprattutto sconti/confronti con gli altri.
I tentativi di questi “falsi profeti” sono i medesimi che hanno segnato la dissoluzione del nostro sistema scolastico (giusto per farne un esempio tangibile), un sistema che tende ad inscatolare dentro gabbie di acciaio la creatività e la diversità, per la paura di dover mettere poi, in discussione quanto fino a quel momento appreso. È chiaro (ne converrete con me) che rappresenta un limite tanto all’originalità quanto all’autenticità, sminuendo lo sviluppo del sé e riducendo il processo creativo ad un mero “esercizio di stile”.

Il mio pensiero di crescita consapevole appare essere più in linea con qualcosa che possa mettere ogni giorno in discussione me stessa e le cose che faccio, certo ha delle ripercussioni sulla propria salute mentale ma si tratta di coerenza con sé stessi e con le proprie ambizioni. Non esistono immutabili categorie alle quali affidarsi nel mondo espanso del web (come nella vita); la forza risiede nella differenza e nell’unione delle stesse.

Su questa linea di pensiero si fonda il progetto di macroscopica visione di Cristiana Tumedei, ParliAMO Digitale. A noi di Shape ha riservato un posticino e per affinità di missione abbiamo deciso di collaborare per dare vita ad una vera e propria crescita interdipendente.

Cristiana, cosa hai da dire a riguardo? Sono stata troppo dura e/o irrispettosa?

Cara Laura, se mi chiedi cos’ho da dire a riguardo rischiamo di passare insieme qualche ora. Quindi, preparati: stappiamo un bianco e iniziamo!
I profeti sono morti, dici. Mah, sai com’è, guardandosi intorno non sembra proprio. Anzi, sono piuttosto convinta che il meccanismo che li genera – e li vede spopolare – faccia parte della natura umana. Potrei citarti come esempio alcuni fatti di storia contemporanea – dalla caduta di Saddam, al movimento del buon Grillo – ma rischierei di annoiare te e i lettori di Shape.
Quindi, mi limiterò a dirti quanto penso dei tanto amati guru.
Se vuoi crescere, imparare e metterti alla prova evitali! Se sei interessato ai giochi di palazzo – al meccanismo “l’amico dell’amico” – seguili, condividili e non perdere occasione per inneggiare alla loro saggezza.
Il punto è questo: tu cosa vuoi davvero? No, perché se il tuo obiettivo è esprimerti al meglio, al massimo delle tue potenzialità, devi trovare la Tua strada. Non puoi seguire quella tracciata da altri. Magari solo per tenerti buono, in disparte.
Ergo, no Laura: non sei stata dura, né irrispettosa. Mi pare, anzi, che tu abbia ammesso con lucida sincerità il tuo punto di vista che, come sai, è molto vicino al mio. Se non equipollente.

Ti andrebbe di esporre la filosofia del progetto “ParliAMO Digitale?”

Ma scherzi? Ne sarei felice!
Come sai, ParliAMO Digitale si converte da blog personale a magazine digitale per rispondere all’esigenza che mi aveva portata alla sua creazione: portare in rete uno spazio di condivisione e confronto sull’ecosistema digitale.
Un palcoscenico per le tante voci che animano il web e che lo abitano, ogni giorno. Un magazine privo di finalità personali(stiche), ma dedito al racconto vero e sincero delle tendenze che regolano la rete.
Uno spazio #gurufree, in cui offrire ai lettori punti di vista originali – non influenzati da “quello che starebbe bene dire” – che li aiutino, appunto, a crescere.
L’abbiamo detto senza mezzi termini nel nostro Manifesto: Vivere la rete. Non usarla!
Questo è il nostro motto. Questo lo spirito che ci unisce e che funge da collante per l’intero progetto. Perché se è vero che i profeti sono morti ma sul web incalzano, c’è chi ha il coraggio di dire che – sì – qui c’è spazio anche per chi sceglie di non gridare e si dedica ogni giorno alla sua passione, al suo mestiere. Ché, alla fine, i veri maestri sono gli uomini del fare. O sbaglio?

Let’s do it!Mille grazie Cristiana, a presto!

Chiudo con monito di PierPaolo :

Nella vita devi decidere se far fare l’inchino alla Madonna, al boss o decidere di passare al contrattacco.PierPaolo Voci

crediti foto

2 COMMENTS

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.