Domandina innocente: perché fare pubblicità? Risposta schietta: perché altrimenti non ti fila nessuno. Ma proprio nessuno. Oggi più che mai. Ecco perché!

 

Fare pubblicità non è uno scherzo.

Vista dall’esterno sembra facile. Lascia che ti dica una cosa: è facile solo se ci si limita ad adottare un atteggiamento passivo nei confronti di questo o quello spot pubblicitario, del trafiletto sul quotidiano o del banner catarifrangente sul proprio blog preferito. Nell’era della ridondanza e dell’opulenza delle informazioni l’essere umano è riuscito – e lo dicono gli scienziati, eh! – a circondarsi di un’aura che lo protegge dalle aggressioni comunicative del mondo esterno. Anch’io ero così, e riesco benissimo a comprendere il delirio di onnipotenza che ne scaturisce.

Poi sono entrato a far parte di Shape e mi si è aperto un mondo!

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Mentre prima ero assolutamente indifferente a Banderas che conversa con una gallina di nome Rosita – anche se, lo ammetto, un po’ mi divertivo a prenderlo in giro – oggi mi sto a fare una serie pazzesca di pippe mentali sul perché il Mulino abbia scelto questo macho testimonial, sul tipo di linguaggio utilizzato, sul tono di voce – inteso sia come forma che come colore. Insomma, ho iniziato a dissezionare la pubblicità, e quello che è venuto fuori è un mondo.

E tu credi ancora che fare pubblicità oggi sia semplice? Illuso!

Oggi il confine tra la Rete e il mondo esterno non esiste più. Inutile fare i puristi, che puntano il dito contro chi sta segue le mode digitali, va pazzo per questa o quella diavoleria elettronica, perde tempo dietro alla montagna di fesserie che saturano i social network. Lo facciamo tutti, nessuno escluso. Men che meno possiamo chiudere gli occhi di fronte alla realtà dei fatti: siamo iperconnessi. No, non averne paura. Se sappiamo stare coi piedi per terra questa è “solo” la più grande rivoluzione alla quale possiamo assistere – anche prendere parte. Quella digitale è una piazza potentissima, ed entrarne a far parte può offrirti enormi potenzialità.

Proprio perché l’informazione abbonda, fare pubblicità su internet è difficilissimo.

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Dietro c’è il mondo, ed è impossibile per il piccolo esercizio ristorativo – che già a stento riesce a soddisfare 40 coperti – a offrire il proprio servizio a tutti. Se non si impiega una strategia chiara si rischia di fare un buco nell’acqua. E un buco bello grosso, anche.

Come fare una pubblicità e ottenere successo, dunque?

Purtroppo non esiste un manuale che ti dica testé come fare pubblicità. Non che io sappia, perlomeno. E’ sempre una questione di scelte. Una sola cosa NON devi fare: decidere di non investire in pubblicità. Ti butteresti la zappa sui piedi. E’ vero, lì fuori le informazioni sono tante, troppe. Ma anche le imprese brulicano, e i professionisti fanno a cazzotti per accaparrarsi questo o quel cliente. Se decidi di non fare pubblicità hai deciso di chiudere.

Fare pubblicità oggi non è una scelta, e neppure una necessità. E’ un obbligo.

Nelle puntate precedenti te ne ho raccontato qualcuno: vintage e nuovi, online e offline. Ovviamente non è un elenco esaustivo.  La sfida è decidere come fare pubblicità, come presentarsi ai propri clienti, come distinguersi dal mare magnum di attività e attirare l’attenzione dei potenziali consumatori che bazzicano la Rete. Non è facile, ma lascia che ti dia qualche consiglio:

  • fidelizza: usa offerte promozionali, carte fedeltà, sconti speciali e compagnia bella. Meglio ancora se mirati a premiare i fedelissimi. A te costano una cippa, e stai sicuro che funzionano alla grande. Prendi me: mi basta sapere di avere nel portafogli la tessera punti di un supermercato per decidere di sceglierlo su tutti;
  • sii credibile: è vero che la fidelizzazione la fa da padrona, ma oggi un po’ meno di ieri. Oggi, che tutto ha il gusto di fiele e menzogna, più che mai è importante instaurare un rapporto di fiducia coi propri clienti. E per farlo bisogna essere sinceri. Loro non sono disposti ad accettare l’ennesima fregatura, e tu hai il dovere – morale innanzitutto – di accontentarli. E questo richiama il terzo consiglio;
  • be human: se c’è qualcosa che ti contraddistingue dai tuoi competitor non è la bontà dei tuoi prodotti, ma sei piuttosto tu. Tu rappresenti il brand, e tu lo rendi interessante, attrattivo e coinvolgente. Non avere paura a dire che ti chiami Ciccio Pasticcio e che parli in nome dell’azienda Stupenda. Fatti coraggio e sarai premiato;
  • dulcis in fundo: fatti furbo! Nella pubblicità non funziona il paradigma del “chi più spende meno spende”. Qui, nel mondo del Marketing e della Comunicazione, bisogna sedersi a tavolino e riflettere, riflettere, riflettere. L’obiettivo è partorire una strategia efficace, e non sia mai che ci si alzi dal tavolo prima di esserci riusciti. Solo se fai le giuste mosse vinci la partita. Altro che Risiko: la pubblicità è un gioco di strategia coi controfiocchi.

Bene. Adesso devi “solo” applicare questi consigli, e fare una pubblicità sul web che faccia parlare di sé. E di te.

Aspetta, manca una chicca. Stavo dimenticando di darti un consiglio importantissimo: parla, condividi, confrontati. Non esiste una sola visione delle cose, e non è detto che la tua sia la migliore. Circondati di persone di fiducia che sappiano offrirti un punto di vista oggettivo sui temi appena trattati. Meglio ancora se fossero persone di settore. Ma si sa, o sei abbastanza grande da avere un ufficio marketing all’interno, oppure puoi farci poco.

Perché fare pubblicità, dunque? Perché il mondo è una battaglia, e se vuoi vincerla hai bisogno delle armi giuste . La pubblicità è una di queste. Ma attenzione: se non la sai utilizzare ti si ritorce contro.

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Crediti foto: jintaeandpicturesdanielavladimirovafranganillopsd

 

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Matteo Malacaria

Appassionato di web communication, guerrilla marketing e pubblicità emozionale. Affascinato dalla comunicazione d’impresa, mentre della birra artigianale ci sono rimasto sotto. Qualsivoglia cosa nel tempo libero – se ne rimane.

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