Con la ricetta oltre la metà del percorso, si inizia a intravedere il traguardo. Quello che ci aspetta è un superbo piano di Marketing Mix per il Brand, grazie al quale la tua azienda non potrà che uscire rigenerata, ricca di nuova linfa vitale.

 

Quella del cibo è la “scusa” per indorare la pillola, per parlarti nientepopodimeno che del Marketing Mix.

Come gestirlo per ottenere il successo del tuo Brand?

In ricetta abbiamo abbondante dose di originalità, una generosa spolverata di creatività. Pane ePasta, dunque. Quale altro ingrediente aggiungere, se non ‘na bella Pizza co’ ‘a pummarola ‘n coppa – scusami, ma secondo me la napoletana le batte tutte! Non sarà “vitale” come i primi due, ma di certo è uno dei prodotti di punta della cucina italiana – sempre sia lodata. Ho sempre pensato abbiano sbagliato a darle questo nome: piuttosto che pizza avrebbero dovuto chiamarla miracolo! E’ un prodotto di semplicità disarmante, eppure di bontà commovente.

Pomodoro, mozzarella e una foglia di basilico. Tanto basta per andare in visibilio.

E’ la Margherita, la pizza per antonomasia. Poi è arrivato l’estro del pizzaiolo, e non sono bastate un paio di pagine sul menù per elencarne tutte le possibili varianti.

Ma non è sempre – ed è proprio il caso di dirlo – la solita pizza.

Cosa distingue una pizza dalle altre?

Gli ingredienti, ovviamente. Una Margherita non è certo una Viennese, né tanto meno una Capricciosa. Questo significa che ogni prodotto presenta caratteristiche peculiari, che ne determinano bontà e qualità. E che ne giustificano il prezzo. Ecco, il Prezzo. E’ lui il nuovo ingrediente del Marketing Mix.

Fatte ‘na pizza c’a pummarola ‘ncoppa vedrai che il mondo poi ti sorriderà – Pino Daniele

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Esistono studi su studi, ricerche interminabili e indagini approfondite, che sono sicuro ti annoierei terribilmente a stare a sentire – delle quali quali il prezzo esposto è solo la punta dell’iceberg. Limitandoci all’essenziale, quello su cui vorrei invitarti a riflettere è come la sua bontà rende ininfluente (o quasi) il prezzo che paghi per godere di questo attimo di paradiso.

Insomma, stiamo parlando di quello che sganci a fine pasto, mica micio micio bau bau. Com’è possibile non ti importi il prezzo? In realtà ti importa eccome, ché si tratta di sudati e sofferti risparmi. Ma il fatto è che quella Pizza era così buona da averti mandato in pappa il cervello. L’aver appagato i sensi ti ha fatto per un attimo dimenticare il portafogli.

[Tweet “Il #prezzo esprime il valore del #Brand, il modo in cui si presenta alla potenziale clientela”]

Un prezzo troppo basso viene percepito come sinonimo di bassa qualità; al contrario uno troppo altro sarebbe elitario. Come realizzare una strategia di prezzo basata sulla qualità del prodotto, se i tuoi clienti non lo conoscono ancora? Noi abbiamo un paio di idee. Vuoi sapere quali sono? Contattaci!

Bisogna giostrare tra qualità effettiva e qualità percepita. Su quella percepita conta molto la Pasta, ossia il modo in cui sei capace di presentare il piatto; su quella effettiva conta invece il Pane, il modo in cui lo impasti, il gusto che sai infondervi durante la lavorazione.

Insomma, la ricetta riesce solo se conosci a menadito tutti i suoi ingredienti, senza perdere di vista il fatto che siano parte di un tutt’uno.

Non dimenticarlo mai: quando il piacere è soddisfatto, il conto diventa meno salato.

Con sommo piacere di amministratori e manager. Contenti loro che si divertono a divorare moneta sonante. Alla fine, è sempre questione di gusto!

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