Torna l’appuntamento con la corroborante cucina di Shape, alle prese con un’estrosa ricetta chiamata Marketing Mix. Nel frullatore c’è già il Pane, adesso aggiungiamo la Pasta. Ma è ancora presto per capire cosa verrà fuori!

 

Spero la mia veloce spiegazione del Marketing Mix ti abbia chiarito le idee. La ricetta ha iniziato a rivelarsi: il Pane-Prodotto-Originalità è già riposto da parte in un canovaccio. Ora però bisogna andare avanti, ché altrimenti l’impasto si impappa.

Proprio come il Pane, anche la Pasta è un alimento alla base della Dieta Mediterranea, con la sua cospicua dose di carboidrati. Ma presenta una caratteristica aggiuntiva: da sola non ha gusto.

Occorre aggiungere un bel sughetto dunque, che dia colore e sapore al piatto.

Nell’ambito del Marketing Mix, la Pasta è metafora di Promozione. Essa è importante, anzi fondamentale, visto che determina il modo in cui si presenta il prodotto al cliente, il biglietto da visita con il quale il Brand ammicca al potenziale consumatore.

“Se non puoi migliorare il tuo prodotto, migliora la tua pubblicità” – PierPaolo Voci, Direttore Creativo

Mai parole furono più azzeccate. Nell’ambito della comunicazione d’impresa l’abito fa il monaco, eccome!

marketing-mix-pasta

Bisogna avere un aspetto curato visto che, in azienda quanto in cucina, l’occhio vuole la sua parte. La Promozione è l’arma (pacifica) delle aziende del terzo millennio, il mattarello grazie al quale spianarsi la strada verso il successo. E cos’è quell’aggiunta che tanto gusto regala? Il sale… ehm, la creatività!

Se per il Marketing Mix mi sto inventando di sana pianta una ricetta, non ne esiste invece una per la creatività. Al pari del Marketing (e del Marketing Mix), infatti, non esiste una definizione univoca e oggettiva.

[Tweet “La #creatività è uno stato mentale, qualcosa che giace nella nostra mente in libertà!”]

In ciascuno risiede una sua possibile interpretazione. Al massimo, posso dirti cosa ne penso. Ho imparato a intendere la creatività come la capacità di scomporre e ricomporre gli elementi che già possediamo in forme diverse e inusuali, alternative rispetto all’interpretazione comune. Non è quindi qualcosa che nasce dal nulla – sarebbe un’invenzione -né tanto meno perde in tutto e per tutto il contatto con la realtà – sarebbe fantasia.

Dacci dentro, ordunque! Spremiti le meningi e tira fuori il meglio che è in te. Vuoi una mano? Afferrala!

Ma se la creatività giace libera non intendo che si muove a casaccio. Inutile rimestare il cervello alla rinfusa fino a quando non la trovi. Se prendi per buona la definizione di creatività come descritta sopra, capirai anche il modo in cui la mia mente ha imparato a immaginarla: un flusso dirompente e incessante, irrefrenabile, costretto nel suo corso lineare da alti e potentissimi argini, senza i quali si propagherebbe in lungo e in largo, perdendo tutta la sua eccezionale forza.

La creatività nasce dalla curiosità, dal brivido della ricerca e  dall’ebrezza della scoperta. Ecco, la curiosità sì che è un’abilità innata. Ma la creatività è invece una sua derivata: non puoi sforzarti ad apprenderla da zero, ma la puoi “educare” attraverso il modo di pensare e agire.

La pasta è al dente, il sugo è pronto. Abbiamo tutto il necessario per preparare un signor primo piatto.

Non resta che darci dentro con forchetta e coltello, raccogliendo a ogni boccone quanto si è attentamente cucinato. All’inizio avrete bisogno di scrivere tutti i passaggi, ma con l’esercizio diventerà tutto semplice e naturale. Al principio proverai anche a imitare la perfezione, convinto di dover seguire i consigli di coloro i quali si professano guru e maestri.

Poi imparerai. E no, non mi riferisco all’arte di cucinare. Mi riferisco al tuo modo di pensare, di percepirti in cucina e di guardare i tuoi piatti. Subentrerà infine la consapevolezza che sì, c’è veramente del buono in quello che prepari, e che la bontà della tua cucina vale tutte le canoniche sette camicie sudate. Il sudore, quello sì che è un ingrediente segreto coi fiocchi. Ma non dirlo a nessuno: potrebbe nuocere ai deboli di stomaco!

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