Content marketing e strategie di persuasione

Hai lanciato di nuovo la penna. Fai un respiro e non preoccuparti! Ti starai chiedendo perché gli altri, a differenza tua, riescono ad avere successo e a guadagnare commenti, lettori, iscritti. I contenuti sono importanti, ma non senza un buon contesto ed essere convincenti è fondamentale nella scrittura dei contenuti. Ok, ora riprendi in mano la penna!

Ti mostrerò 5 strategie di persuasione che potranno aiutarti nella stesura dei tuoi articoli.

1. Contenuti di qualità

Odio essere ripetitivo ma è meglio ribadirlo: la qualità dei contenuti deve essere il primo motivo per cui le persone leggono i tuoi articoli. Da scrittore l’avrete capito a priori. Tuttavia, il continuo flusso di contenuti che passa attraverso gli occhi del lettore, ogni giorno, potrebbe far nascere la necessità di pubblicare articoli continuamente. Non è cosi!

Scrivere velocemente ti farà sbagliare, e non puoi permetterti di sbagliare quando ti ritrovi sommerso dai contenuti. Se il tuo articolo non avrà la risposta che il lettore sta cercando verrà scartato passando ad altro.

2. Condividi ciò che sai

Quando ho iniziato a tenere un blog, pensavo fosse necessario conoscere tutto sull’argomento che trattavo, e che le persone avrebbero potuto leggerlo solamente pagando.Che stupidaggine, lo so!

Informazione non è conoscenza. Albert Einstein

E’ fondamentale capire che tu non stai semplicemente trasmettendo un’informazione che hai appreso, devi far capire al lettore che grazie al tuo articolo potrà comprendere cosa vuole ottenere dalla conoscenza di quel particolare argomento. Per questo motivo,devi fare in modo che ciò che sai e che hai capito possa risultare chiaro e utile agli utenti, in questo modo torneranno sicuramente a leggere gli articoli successivi.

3. Imposta un Obiettivo

Avere degli utenti mirati è importante quando si scrivono determinati contenuti, bisogna capire il pubblico a cui ci si riferisce. Non allontanarti mai dall’argomento principale!

Non abbandonare il pubblico che stai tentando di raggiungere!

Alcuni ottimi modi per restare concentrati sono:

  • Continuare a leggere e imparare nuove strategie per il tuo target di utenti;
  • Dare uno sguardo alle conversazioni del tuo target;
  • Cercare di essere dove si trova il tuo target, in ogni momento.

Anche se queste non sono le uniche cose da tenere a mente per seguire la giusta strategia, sicuramente ti saranno utili durante tutto il tragitto.

4. Inizia ad Ascoltare

L’ascolto è una parte importante della strategia di marketing, ti aiuterà a capire come rivolgerti e indirizzare il tuo target di utenti.

5. Essere un’autorità (influencer)

Si, non è molto semplice. Personalmente ritengo si possa scrivere un intero articolo dedicato al concetto di autorità. Le persone hanno opinioni differenti su cosa sia l’autorità e su quali siano i metodi per raggiungerla. Sicuramente l’autorità è il titolo a cui tutti aspirano ma che nessuno vuole ammettere.

Ma come si guadagna autorità?

In questo caso, non so di preciso come ottenerla, ma posso fare delle ipotesi:

La fiducia genera autorità!

Tutto inizia e finisce con la fiducia. Se vuoi realmente distinguere i tuoi contenuti nel tuo social marketing e nel tuo business dovrai fare in modo che le persone abbiano fiducia in te.

Un uomo saggio disse:

La fiducia è il prisma attraverso il quale ogni successo aziendale deve passare. Jay Baer

In che modo, allora, è possibile che le persone si fidino di te?

Una cosa è certa, le persone sono creature abitudinarie. Prova ad inserirti nella routine quotidiana di qualcuno, vedrai che inizierà a fidarsi di te! Cosa significa ciò?

Mi spiego meglio. Se inizierai a interagire con i post delle persone che la pensano come te, che hanno stessi interessi, che magari rientrano nel tuo target di utenti, e farai questa operazione quotidianamente noterai che a poco a poco si creerà un legame.

Quello che voglio farti capire con questo mio articolo sul marketing relazionale è che, come imprenditore, devi concentrarti su una porzione di pubblico alla volta, senza eccedere facendo marketing di massa. Certo, non avrai risultati immediati, dovrai sicuramente investire un sacco di soldi e di energie per arrivare a conoscere le persone. Ma è fondamentale costruire un rapporto con loro!

Una persona che abbia raggiunto un certo livello di autorità avrà ottenuto questo “potere” dai suoi seguaci, lettori, ecc. Questo, però non vuol dire che queste persone sappiano tutto su un determinato argomento.

Lascia che ti spieghi:

 

La più importante tattica di persuasione che si può utilizzare con i contenuti non ha nulla a che fare con la scrittura dell’articolo! Non è necessario conoscere tutto per diventare una figura d’autorità nella vita di qualcuno, basta condividere ogni giorno un pò di te stesso.

E’ una (tua) utilità in sè e per sè.

Bisogna concentrarsi sulle persone, aiutarle se hanno bisogno, in questo modo si inizierà ad avere un riscontro. Quando la gente sentirà di potersi fidarsi di te, ti prenderanno sulla parola, a quel punto però fai attenzione a non deluderli!

Conclusioni

Non è quindi necessario conoscere tutto per fare la differenza! Basta presentarsi ogni giorno e fare del tuo meglio. Si tratta per lo più di ciò che sei. Non perdere questa qualità!

Crea una tua reputazione attraverso contenuti di alta qualità, sii presente per le persone quando hanno bisogno di te e fai tutto questo in modo coerente, mentre ti occupi del resto del tuo lavoro.

Ovviamente, bisogna capire come scrivere un contenuto che possa distinguersi per fare in modo che le persone ritornino a leggere i tuoi articoli. Dovrai quindi mantenere uno stile coerente in base anche alle richieste di marketing del momento.

Ricorda, la prima persona che devi convincere è te stesso!

Crediti foto

AddThis: promuovi il tuo blog sito web!

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Addthis servizio web in origine dei bottoni di condivisione da incorporare su sito web-blog è divenuto poi sempre più utile a promuovere un’attività online tramite un’offerta completa di strumenti-tools potenti ed efficaci oltre che gratuiti.

I bottoni di condivisione sono importatissimi in un blog essi stabiliscono la possibilità che un contenuto venga diffuso nel web anziché rimanere alla mercé dell’indicizzazione dei soli motori di ricerca, anzi è proprio quest’ultima a giovarne ulteriormente essa difatti sale in proporzione dell’attività di condivisione che avviene alle sue spalle e che appunto va tutta a suo vantaggio in quanto letta e tradotta come una sorta di indice di gradimento qualitativo nonché selettivo da parte dell’utenza.

AddThis insieme a ShareThis sono i due più importanti servizi che offrono la possibilità di incorporare tramite codice ed una facile implementazione informatica o con l’ausilio di CMS plugins personalizzati come quelli dedicati a WordPress i tasti di condivisione sul proprio blog e sito web per un risultato esteticamente gradevole se non altro migliore rispetto ai tasti-bottone presenti in default di molti modelli-template di blog e funzionale agli utenti per poi condividere i contenuti.
Uno dei vantaggi primari nel fare uso di widget sulla falsariga di AddThis è insito nel poter decidere autonomamente il posizionamento sul layout quindi stabilire se porli come da convenzione-standard all’inizio di un post, alle sue conclusioni o su entrambe le posizioni ma anche usufruire di quella posta nella sidebar per un impatto sinergico atto a non far sfuggire nemmeno una condivisione potenziale.

Perché scegliere i bottoni di condivisione è importante


Su un blog la posizione dei bottoni di condivisione è assai importante per esperienza ritengo che non ve ne sia una ottimale per tutti e che essa vada trovata parimenti ad altri widget procedendo per esperimenti e tentativi progressivi tenendo conto che le statistiche possono correre in vostro aiuto per raggiungere lo scopo, sono gratuite e già integrate al servizio.
Non avete abbastanza competenze ma desiderate ferrarvi sull’argomento? Niente paura AddThis è provvisto di un Academy per supplire allo scopo. Desiderate poi ad installazione eseguita formarvi su tutte le attività relative agli aspetti promozionali legati ai tool-servizi disponibili? Nessun problema un servizio di newsletter di un blog altrettanto prolifico in questo senso è pronto a offrire contenuti su contenuti per farvi apprendere a farlo.

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I bottoni di condivisione hanno conosciuto anch’essi un’evoluzione nel design che attualmente pare essersi assestata o aver trovato un provvisorio equilibrio nella scelta della grafica in stile Flat design, una soluzione in termini di web usability che offre una buona visibilità ovunque essi si mettano e una funzionalità eccellente; gli utenti non solo paiono distinguerli e riconoscerli bene requisito indispensabile affinché essi vengano usati facilmente ma forse sono anche meglio in termini stilistici perché più in linea con i layout attuali pur non stonando su quelli più datati rispetto a quelli precedenti.

Website-Tools: assi nella manica di AddThis


Non trascurabile è anche l’opportunità di poter usufruire dalla medesima piattaforma per disporre di website-Tools utili al fare marketing per incrementare ulteriormente le conversioni con il pubblico utili a raccogliere indirizzi email, promuovere un collegamento, generare call to action ed aumentare così le vendite.
Vi garantisco che sui blog funzionano alla grande, hanno un aspetto professionale e sono carichi di appeal donando così un’immagine complessiva più attraente di come vi mostrereste altrimenti senza la loro presenza per fare marketing online.
Ad esempio è possibile inserire vari Targeting Tools utili a promuovere un link o raccogliere indirizzi e-mail in un attimo e facilmente oltretutto tutti personalizzabili e mobile-friendly come la nota bar posizionabile alla parte superiore/inferiore dello schermo a discrezione del designer la quale rimane fissa mentre è possibile lo scorrimento della pagina (scrolling) o inserire un modulo-notifica con il fondo pagina posto in trasparenza del tipo pop-up con un messaggio che in quella posizione è inevitabile non catturi l’attenzione del lettore.
Addthis offre anche dei follow buttons progettati per non appesantire il design ed essere al contempo funzionali all’utenza e il noto widget Related Posts che correla i post con altri già scritti su base tematica analogamente all’altro noto widget LinkWithin oramai divenuto un must have indispensabile ancora attualmente in uso su moltissimi blog.
La loro funzione dovrebbe giovare alla fantomatica frequenza di rimbalzo di sicuro riempie il layout con un widget utile che oltre a dare maggiore profondità ad un contenuto una volta portata a termine la sua lettura anziché concludere la navigazione sul blog propone un’offerta ulteriore di contenuti avvalendosi dell’ausilio delle immagini in aggiunta ai titoli dei post basandosi anche su ciò che è più rilevante oltre che popolare.

CONCLUSIONI


AddThis è un servizio multi-piattaforma “all in one” oramai matura che non ha niente per non convincervi ad usare i suoi bottoni sociali e di condivisione oltretutto gratuitamente e quindi senza sottoscrivere nessuna forma di abbonamento ed ancora meno per dissuadervi dall’usufruire al contempo dei tanti Tool utili a promuovere professionalmente il tuo business online oltretutto accedendo comodamente da un unico account.

Call to Action: leggi questo post e vendi servizi con il blog!

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Call to action cos’è, a cosa serve e perché dovresti utilizzarla su di un blog aziendale per vendere i servizi ed i prodotti che hai da offrire.

Inizialmente utilizzate ad appannaggio delle sole pagine web dei siti web le call to action si sono propagate online su blog e quant’altro abbia degli utenti che debbano essere orientati al fine di compiere un’azione per acquisire servizi/prodotti; letteralmente call to action corrisponde a “chiamare all’azione” direttamente da una pagina che in teoria è solo collegata indirettamente tramite form o link a quella su cui si dovrebbe compiere che viene invece raggiunta più velocemente o attraverso la compilazione di un modulo-form fedelmente riprodotto ed incorporato su di essa o tramite l’ausilio di un tasto-bottone.
Ora non conosco precisamente le ragioni intrinseche che ne hanno determinato l’ideazione ma non sono da escludersi tra le cause i tempi sempre più rapidi e fugaci oltre che distratti dedicati da parte dell’utenza alla navigazione web come la necessità di riflesso di semplificarla. Su di un sito web – blog essa diviene critica quando per raggiungere i vostri servizi sia necessario passare per il menù, si tratta perciò di far saltare un passaggio di tipo riflessivo da parte degli utenti ai fini decisionali e stringere subito portandoli direttamente a compiere l’azione di cui potrebbero aver bisogno.

Cosa si guadagna ed in che termini tramite le call to action


In definitiva trattasi nemmeno di una riduzione di un click bensì della trasposizione di un modulo/form presente in un’altra pagina nella medesima di lettura di un altro contenuto magari afferente o più semplicemente di un tasto-bottone che inviti sempre a farlo in fondo ad una pagina che poi di rimando conduca ad un’altra dedicata ai prodotti-servizi.

Il vantaggio offerto dai blog è che si può inserire una call to action in ciascun post sia alla fine che nel mezzo il quale a sua volta comporta per lo meno nel content marketing un’altra succulenta opportunità ovvero di far trovare in ciascun contenuto che pubblicherete una call to action che inviterà all’uso e consumo dei vostri servizi/prodotti.
Ancora, le call to action hanno dalla loro la possibilità di essere tante quante la vostra creatività in fatto di advertising e marketing possa ideare!
E’ possibile lavorare su testi-slogan accattivanti, rassicuranti, utilizzare form, moduli e tasti con a loro volta inviti all’azione personalizzati, l’obiettivo è tentare l’utenza a compiere una negoziazione che sia essa attraverso un indirizzo email in cambio di una newsletter o un click per finire di essere avvicinati il più possibile al consumo dei servizi-prodotti che offrite.

Perché usare le call to action sui blog aziendali


Inoltre vi è una questione prettamente tecnica che deve indurre ad utilizzare una parola chiavekeyword in un post-articolo d’un blog per rimandare ad una pagina di servizi-prodotti afferenti la tematica che si sta trattando tramite link ed è squisitamente legata al rank, tant’è che il noto widget Yoast in uso sulla gran parte dei blog ospitati in WordPress ne fa una questione da interpretare quasi religiosamente in chiave SEO, mentre dal lato mio pur non sapendo come ragiona esattamente un motore di ricerca trovo una coerenza logica nel far atterrare attraverso le parole chiave maggiormente in uso sulla propria attività la navigazione sulle pagine dei servizi che meglio vi definiscono per quello che siete, cosa fate e come lo fate.

Yoast definisce tali parole chiave ‘cornestone content‘ io più semplicemente come una modalità attraverso cui fare chiarezza attraverso una schematizzazione passatemi il termine della navigazione che si riveli essere al contempo sia per i motori di ricerca che per le utenze trasparente al punto tale da concretizzare i contenuti di cui parla il blog aziendale con dei servizi-prodotti reali da offrire che in altri termini corrisponde ad affiancare alle parole i fatti concreti. Nel mio vocabolario coloro che sono capaci di farlo sono specialisti tangibili e di cui posso servirmi altrimenti solo professionisti da ritenersi per lo meno fino a prova contraria come meramente virtuali. Un procedimento logico-selettivo da cui non si può prescindere se mi servo nella fattispecie di un blog aziendale per stabilire l’autorevolezza di un sito web che offre servizi e prodotti cosicché la mia scelta possa derivare o meno a seguito della fruizione dei suoi contenuti utili proprio a fornire maggiori spiegazioni ed approfondimenti, delucidazioni, come prova di affidabilità nonché agevolarne il processo utile infine alla tanto agognata fase di fidelizzazione.

Call to action: cosa comporta usarla per il menù di un sito web blog

Parola d’ordine delle call to action: non irretire!


Potremmo dire che infarcire i propri post e pagine di navigazione di call to action corrisponda a dare un seguito alle vostre trattazioni tramite i contenuti del blog inerenti una o più nicchie online attraverso l’offerta in corrispettivo di prodotti e servizi che garantiscono la vostra affidabilità e competenza in merito, finalizzandone così l’obiettivo che chiude il cerchio tra contenuti e servizi collegando gli uni agli altri reciprocamente ed in maniera interdipendente. L’unico rischio di cui tener conto è di non esagerare con le call to action pena altrimenti il creare l’effetto opposto irretendo l’utenza tanto da risultare tutto una totale chiamata all’azione con titoli che invitano a farlo, frasi ad effetto con il medesimo scopo, tweet e quant’altro somigli analogamente ad un invito, quindi applicatele con senso della misura senza abusarne tenendo conto di preventivare un equilibrio complessivo.

Come dev’essere il messaggio intrinseco alle call to action


In un certo qual senso allenarsi a scrivere il testo da usare in una call to action è un valido modo per poi usufruirne per altri mezzi-strumenti come ad esempio le notifiche push in cui con un messaggio dovete convincere chiaramente l’utenza di cosa riceveranno in cambio della propria sottoscrizione al servizio. Il linguaggio dev’essere sempre coinciso e sintetico ma anche altamente convincente perché rivela ciò che offre e quindi pur facendo leva sul appeal/ fascinazione deve essere capace al contempo di soddisfare canoni altamente predittivi.

Le pagine di atterraggio quali caratteristiche devono avere?


Schematiche, rapide da navigare e facilmente comprensibili le pagine dei prodotti-servizi sono ciò che vi separa tra essere compresi e convincere ad ingaggiarvi, quindi, necessitano della maggior cura possibile nella loro realizzazione al fine di renderle chiare lavorandovici sino ad un livello di affinamento parossistico della comunicazione, inoltre, pensare a come renderle flessibili consente eventuali rapide modifiche a posteriori quando in divenire potrete così facilmente optare per attuare aggiunte come eventuali cancellazioni.

Oramai il web pullula di esemplificazioni di call-to-action utili per essere riutilizzate come modelli da cui trarre ispirazione o più semplicemente per scoprire perché esse funzionano e sono così efficaci.

CONCLUSIONI


Se intendente usare il web come strumento di promozione del vostro brand-PMI per mezzo di un blog aziendale con l’ausilio del fare content marketing usare le call to action è una pratica consolidatasi ed affermatasi nel tempo per la sua efficienza ed efficacia tanto da mantenere la promessa di ambire a risultati tangibili per cui non sono necessari neanche più analisi statistiche.
Al pari delle notifiche push, la newsletter, il modulo-form/ pagina contatti, la pagina ‘About’ ‘Chi sono/siamo’, la site-map e le pagine dei servizi-prodotti le call to action rappresentano oramai un must have per far fare un passo ulteriore verso la dimensione professionale, apparire per quello che realmente siete ed avete da offrire attraverso il reale valore che incarnate e far decollare il proprio business online con il meccanismo inverso tipico del content marketing rispetto alle attività promozionali tradizionali ovvero facendo trovare l’azienda direttamente dai suoi contenuti online e non viceversa.

“Sul web l’esitazione equivale a perdere clienti, far risparmiare loro tempo significa anche incrementare la tua autorevolezza ed il rispetto nei tuoi confronti, usare le call to action sono una valida e rapida implementazione utile a ridurre il senso di incertezza ma anche di insicurezza che le criticità tipiche di uno schema di navigazione di un sito possono portare come infliggere al tuo business online.

1000 parole: 5 metodi e scriverai post ben + lunghi!

1000 parole è il risultato minimo che darà il conteggio parole dell’editor del tuo blog dopo aver letto questo post ed aver appreso come si fa’ per conseguire questo risultato spesso giudicato così tanto ambizioso da raggiungere.

Scrivere un post di almeno 1000 parole al giorno d’oggi dovrebbe essere il cruccio/obiettivo a cui ambire per chiunque desideri mettersi nei panni del bravo blogger-web writer.
La prassi per arrivare a questo standard non segue necessariamente una gavetta preimpostata ne convenzione in particolare se non altro posso confessarvi la mia che molto semplicemente è passata empiricamente dalla cura del mio blog personale sino ad aver iniziato a cimentarmi nella scrittura di guest post che per chi non lo sapesse sono i post scritti per altri blog.

Per chi ha nel mirino l’apprendere a curare un blog e gestirlo e dopodiché passare a cimentarsi nel fare content marketing il processo che ho appena descritto può sembrare del tutto un passaggio naturale mentre invece non è proprio così in quanto anche scrivere contenuti specifici per fare marketing rientra in una delle tante sfaccettature-declinazioni della professione del web content specialist e per quanto mi riguarda sancisce un passaggio ad un livello ulteriore di professionalità. Insomma fin quando un blogger scrive solo contenuti come prodotto della propria volontà creativa e desiderio ritengo che non sia da considerarsi un web writer capace invece di soddisfare anche le richieste di un eventuale committente.
Solo allora il blogger si sarà misurato con la natura tormentata della professione del web writer su commissione che a mo’ di jolly deve riuscire a rispondere a suon di post in base alle richieste di chi lo ingaggia spesse volte su tematiche nuove e mai affrontate come per risollevare le sorti di blog alla deriva. Ogni qual volta gli viene richiesto di scrivere su qualcosa di sconosciuto come di inesplorato l’ansia assale il blogger per poi dissolversi alla conclusione del post.
Più semplicemente il fattore lunghezza scelto indicativamente con un limite minimo di 1000 parole è uno standard di base per valutare la propria abilità nello scrivere un contenuto velocemente quando per svolgere questa professione è necessario avere una produzione piuttosto rapida e prolifica. Ciò non toglie che queste prestazioni non debbano mai andare ad inficiare ovviamente il livello qualitativo complessivo di un post con tutte le attenzioni tecniche che esso contempla per una corretta fruizione online.

Blogging e formazione una manna per scrivere un post di 1000 parole


Per chiunque voglia cimentarsi nell’apprendere a fare blogging sono necessari 2 aspetti fondamentali ovvero il continuo esercizio alla scrittura ed imparare ad applicare al contempo e con maestria senza compromettere la forma del testo le linee guida e le best practice della scrittura online. Con il tempo potrete affinare poi i registri comunicativi ed il tono of voice con cui rivolgervi alle utenze selezionando i più opportuni come quelle più efficaci.  A seguire ho pensato a 5 suggerimenti per facilitarvi a raggiungere quanto prima l’obiettivo di scrivere contenuti-post di almeno 1000 parole.

Il blogging non è certo paragonabile ad una attività da deputare alla memoria procedurale al pari dell’apprendere come migliorarsi nella guida di un veicolo ma con un po’ di sana passione per la scrittura unita a tanta volontà da riversarsi su altrettanto tempo da dedicare all’esercizio pratico porta quasi tutti coloro che vi si approcciano a conseguire presto risultati se non soddisfacenti comunque di un certo rilievo. La lungimiranza unita alla perseveranza sono i due elementi chiave su cui basare la propria fiducia abbandonando la speranza per ridurla funzionale a tutte quelle cose che non si possono certo risolvere con l’imparare facendo.

E’ dalle latitudini anglosassoni da sempre conosciute per il piglio ben più pragmatico rispetto alle popolazioni mediterranee perlomeno in linea generale che deriva la denominazione learning by doing ed il fare blogging è anche questo se non fosse che si possa imparare anche attraverso la formazione formale e non formale in aula il primo metodo perspicacia a parte del discente mette in conto di farlo passando per un’intensa attività di problem solving tipica del procedere imparando dagli errori ovvero sbagliando mentre il secondo pur non garantendo un’affidabilità qualitativa intrinseca alle competenze erogate di solito si appoggia all’emulare un modello in cui la trasmissione della conoscenza avviene gerarchicamente da insegnante ad allievo.

Manipola la tecnica nel blogging per scrivere articoli di 1000 parole


Se siete anime libere amerete fare da soli ma sono certo che prima o poi vi chiederete anche come sarebbe stato se ad imparare ci avreste messo la metà del tempo andando a scuola e poi a posteriori non è certo una questione di fare valutazioni di gusto perciò se sul vostro cammino trovate un bravo maestro per lo più esperto che non solo teorizza ma conosce la parte pratica poiché è il suo lavoro frequentatelo e lasciate il resto a dopo potrete sempre formarvi attraverso le dritte ed i suggerimenti di blog di specialisti come questo in qualunque momento ma potendo vantare comunque solida basi tecniche per fare blogging.

Come scrivere post di 1000 parole, subito!

Suggerimenti per scrivere un post di almeno 1001 parole, SUBITO!


  1.  Prendi appunti ed appunta tutto qualsiasi idea che ti sovviene alla mente, non solo apri un file e nominalo in base alla tematica che intendi sviluppare in futuro e che adesso è solo in fase embrionale magari avvalendoti di quella meravigliosa applicazione professionale che è Google documents, come fare? Semplice è sufficiente disporre di un Account Google, quindi che aspetti: iscriviti!
    Tieni conto che questa App oramai è facilmente disponibile e reperibile tant’è che ogni mobile e tablet anche di fascia bassa con Android  come linguaggio operativo ne ha una caricata a livello nativo nell’hardware.
  2. Pensa semplice e scrivi ancora più semplice! Può sembrare ovvio ma è un autentico lavoro aggiuntivo semplificare la scrittura che spesso necessità di più passaggi e fasi di revisione successive alla stesura del testo, quando invece faccio riferimento a pensare semplice intendo di ricercare l’ispirazione e le idee che ne possono conseguire pescando nel repertorio delle conoscenze già disponibili piuttosto che pensare in grande e non trovare niente. Inoltre anche la forma vuole la sua parte anzi nel caso della scrittura web è alla base di una fruizione veloce ed efficacie da parte dell’utenza di un contenuto quindi è bene ricordare a mo’ di monito tale precetto: “Usa sempre frasi brevi e chiare nonché concise ed evita come la peste di usare parole ambigue, niente refusi concettuali ed infine applica il non formattato e cerca di dare alle righe l’accapo quando il punto si trova per lo meno oltre la metà della pagina dell’editor per non affaticare la vista del lettore”
  3. Parti dal titolo per scrivere i tuoi post invertendo il processo che per convenzione lo vede attribuire come consuetudine solo a post concluso e che finisce per essere solo descrittivo/ predittivo rischiando così di fare poca presa perché non molto originale.
    Spazia il più possibile nell’uso dei titoli non ti frenare pensando solo alla SEO o ad un loro uso prettamente descrittivo/predittivo sarebbe una soluzione limitante quando invece la gestione di un blog è un affare a lungo termine e da coprire in un arco di tempo piuttosto significativo come non potrai sempre stupire non dovrai neanche risultare sempre come scialbo o peggio ancora piatto. Fare leva sulle emozioni è una calamita per catturare l’attenzione dei lettori e funziona!
  4.  Scrivi per educare e non per vendere o per ricevere like! La formazione online sul tuo blog è una forma di dare senza avere/ricevere, uno scambio di competenze in altri termini un domare con trasparenza che stringe all’utilità perché quando eroghi un contenuto che ha valore il lettore A) apprende a fare qualcosa perché è utile B) a seguito di tale tipo di negoziazione è portato a ritornare cosicché C) incentiva il processo di fidelizzazione e D) può favorire l’interazione come attraverso i commenti basti pensare a domande chiarificatrici sui servizi offerti i prodotti in vendita, scambi di opinioni, approfondimenti, ecc.
  5. Apprendi dai migliori! Emulare non è da pappagalli come insinuavano i cattivi maestri bensì è alla base dei nostri processi di apprendimento, non ultima la conferma della scienza con la sensazionale scoperte dei neuroni a specchio che va ad avvalorarne il valore, quindi navigate i blog afferenti alla vostra nicchia online di appartenenza ma non limitatevi ad essa spaziando incuriositi il web pullula di validi comunicatori di talento studiateli e carpitene i segreti potreste migliorarne alcuni aspetti prendere spunto da doti comunicative di cui neanche loro sono coscienti ne’ consapevoli.
    Dovrebbe essere nella natura delle cose se non altro delle persone più fortunate ispirarsi a dei modelli sperare ad avere perlomeno un mentore nell’arco della propria parabola professionale, se punti a diventare un web writer content specialist posso suggerirti uno dei miei preferiti che è Alessandro Scuratti a mio avviso è decisamente tra gli web writer il cui livello è ai vertici della categoria! Attraverso il suo blogComunicare sul Web‘ non solo potrai apprendere le principali tecniche di scrittura ma farti anche un’idea ben precisa su chi questa professione la svolge con successo oramai da tempo con risultati comprovati ma soprattutto con una prospettiva verticalizzata sul content marketing e per cui oramai spero non serva una riflessione più approfondita per sapere che è la caratteristica base per convogliare la scelta sul nostro prodotto (il contenuto) da parte delle aziende.

 

CONCLUSIONI


Come hai visto trattasi solo di suggerimenti che ho imparato facendo ovvero praticando il fare blogging da circa 4 anni questa parte perciò niente presunzioni da aspirante predicatore sui credo ed i dogmi del web writing il post è volto a dare una consapevolezza maggiore rispetto ad alcune tra le tante sfumature strategico-professionali che competono al blogger per arrivare a scrivere post più rapidamente in modo tale che scrivere un post di almeno 1000 parole non risulti più un traguardo ambizioso.

Devo però dirti che l’esperienza che ti ho trasmesso non potrà esimerti dal doverti armare lo stesso di tanta buona volontà unita ad altrettanta pazienza accompagnata infine da tantissima pratica soggettiva per diventare un bravo blogger, ma soprattutto circondati d’amore e respira passione cosicché messo il seme buono ad aggiunta dell’humus migliore presto tu possa raccogliere i meritati frutti del tuo lavoro e scrivere con facilità articoli di 1000 parole!

Il blogging è come una pianta di bonsai curalo con amore e tecnica ed egli crescerà bellissimo e rigoglioso, trascuralo e presto anche se non appassirà nessuno potrà chiamarti mai maestro!

Notifiche push aumenta subito i followers del blog

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Le notifiche push: ragioni e virtù per cui il tuo blog aziendale non potrà più farne a meno ed aspetti peculiari che ne fanno un alleato degli altri servizi di notifica già esistenti piuttosto che solo un valido elemento aggiunto oltre che certamente non un motivo di disturbo né di conflitto.

 

Non tutti gli applicativi web riescono con il buco ehm sono utili agli web user e risultano essere funzionali agli scopi dell’amministratore di un blog, non è questo il caso delle notifiche push che invece appartengo a quelli che si rivelano sin da subito successi che perdureranno sino a quando un servizio migliore li supererà fino a farli diventare a loro volta obsolescenti, anche se c’è da dire ad onor del vero che ad oggi le cose stanno cambiando piuttosto in fretta tant’è che per taluni servizi online è sempre più giusto parlare di una pluralità di prodotti validi ed alternativi e del loro uso sinergico e promiscuo piuttosto che di uno tra di loro da scegliere ed eleggere come prediletto a discapito degli altri esistenti e papabili; l’era in in cui un solo widget dominava può dirsi perciò d’essersi oramai definitivamente conclusa!

L’importante dei servizi di notifica è che non irretiscano l’utenza


I servizi di notifica oramai sono molteplici e tutti efficaci oltre che di facile utilizzo quindi oramai sono da scegliere in base ai piani tariffari ed alle tipologie di abbonamento piuttosto che per la loro pertinenza con la nostra attività online insomma per quanto essa sia unica non ne esiste come già detto uno migliore dell’altro e le aziende che ripetono le medesime offerte sono sempre più numerose oltre che tutte affidabili.
Più opportuna, invece, secondo una prospettiva di analisi strategica è l’analisi di compatibilità tra i servizi al fine di non irretire troppo i lettori in quanto questi competono per il medesimo obiettivo di fidelizzare l’utenza al fine di convertirla in followers che riceveranno poi i contenuti tramite l’avviso di notifica anziché ricercarci ripetutamente online o dovendo navigare necessariamente sul blog per sapere se vi sono state nuove ed ulteriori pubblicazioni.

Le notifiche push sono la soluzione ai calendari editoriali pigri


Le notifiche push possono aiutare come sostenere anche un calendario editoriale di un blog piuttosto pigro e con tempi lunghi ed incostanti di pubblicazione, basti pensare che i lettori riceveranno una notifica solo ad avvenuta pubblicazione di un post e quindi torneranno anche se le pubblicazioni non saranno assidue e puntuali quando invece il fenomeno di irretire o meno l’utenza ritengo sia da ponderare quando usato insieme ad altri sistemi di notificazione e da valutare in base al loro uso sinergico/promiscuo.

Ricorda che le notifiche competono per catturare l’attenzione dell’utenza


Magari una pioggia di notifiche non giova certo all’attenzione dei lettori la quale ne risulterà pesantemente compromessa ed altamente disturbata qualora vi fosse l’aggiunta smodata e senza criterio di troppi pop up sommati per giunta ad altri tools vari posti in trasparenza che per effetto del contrasto creano una gerarchizzazione funzionale rispetto alla pagina principale di navigazione sul blog creando così un appesantimento del layout grafico ed un effetto complessivo di sovrapposizione non più facilmente decifrabile e quindi comprensibile.
Accordare il tutto non guasta ed una certa attenzione/sensibilità/consapevolezza in questo senso può far agire all’unisono più servizi diversi di notifica perché essi agiscono comunque su livelli differenti di attenzione e non in contemporanea.
Per non sbagliare sarà sufficiente perciò non ripetere servizi analoghi che creerebbero uno spiacevole effetto di sovrapposizione il quale di rimando anziché catturare l’attenzione finirebbero al contrario per generare l’effetto opposto ovvero di confondere.

Una variazione sul tema dell’evoluzione dei servizi di notifica


Anche i social media si evolvono sotto questo aspetto ovvero quello dei servizi di notifica cosicché persino Facebook ha creato un servizio ad hoc denominato ‘articoli istantanei‘ che supplisce al problema che si genera dal momento in cui gli utenti cliccando su un post sul loro social media che di rimando conduce ad un blog creano un fenomeno che giudicano come sconveniente e dispersivo per il contenuto la criticità secondo il noto social media risiederebbe nell’alta probabilità di abbandono dello stesso e per cui leggerlo direttamente su Facebook farebbe risolvere l’inconveniente e risparmiare tempo agli utenti una volta per tutte; una soluzione sicuramente interessante che per quanto mi riguarda penso possa rivelarsi assai utile a coloro che non dispongono ancora di in blog responsive o di una versione mobile. (ricordo che Google penalizza le attività online che non sono visibili da parte di questi device)

Notifiche push per un blog indimenticabile!

Mi posso fidare/ affidare alle notifiche push?


Ma certamente basti pensare che anche Gmail e tanti altri servizi super-noti e ultra-conosciuti si affidano ormai da tempo alle notifiche push basti pensare anche a Chrome, Facebook ,ecc. quindi non temete sono un servizio assolutamente affidabile e serio tuttavia se desideraste attivarle/disattivare le notifiche push potete farlo a vostro piacimento e con estrema facilità direttamente dalle impostazione del proprio browser che avete in uso (Safari, Chrome) e per cui bastano pochi e semplici passaggi per risolvere niente acrobatismi tecnici con mal di testa annessi e compresi.

A giustificazione della garanzia di affidabilità e della facilità d’utilizzo visto che abbiano appena confutato l’esistenza di difficoltà qualora voleste disattivarle giusto a titolo d’esempio tanto per citare un servizio noto alla gran maggioranza di utenti anche Repubblica.it si affida oramai da tempo alle notifiche push.

Sul perché e per come le notifiche push siano vantaggiose o meno è già stato scritto abbastanza da consentirmi di sorvolare a ben altre questioni ovvero sulla loro eventuale convivenza con altri servizi ed applicativi web oramai usati sui blog per convenzione tanto da essersi fatti addirittura quasi standard. La mia opinione in merito ai vantaggi è rapidamente sintetizzabile nei seguenti punti:

  1. Quando una web application viene usata anche dai servizi web + importanti, noti e seri presenti online è sintomatico di un’applicazione web dal successo assicurato, stabile, sicura ed affidabile e che inoltre perdurerà a lungo nel tempo, che nel mio linguaggio è = ad una garanzia!
  2. Garantisce risultati di incremento progressivo dei followers/lettori.
  3. Offre un servizio aggiuntivo che migliora l’esperienza d’uso del blog.
  4. E’ una modifica facilmente reversibile.
  5. E’ facilmente accessibile ed usabile dai grandi numeri d’utenza.
  6. E’ compatibile con gli altri servizi noti dei blog come newsletter e pop up in quanto pur agendo insieme è piuttosto discreto e quindi non va ad irretire né preso singolarmente né tanto meno complessivamente.

 

CONCLUSIONI


Quindi se sei alla ricerca di un applicativo web leggero ed efficace per incrementare i followers del tuo blog le notifiche push sono un valido alleato per conseguire lo scopo che aggiunte ai servizi che già adoperi da tempo come la più datata newsletter ed a quelli un po’ più attuali come Tools vari dedicati al medesimo fine essi svolgeranno insieme un fido servizio sinergico volto ad agevolare la lettura dei tuoi post in piena sintonia con una buona esperienza d’uso e non ultimo che donerà complessivamente un aspetto sempre più professionale al blog oltre che consentirgli di raggiungere, così, un livello ulteriore di performance come di adattabilità sempre più fine e capillare ed orientata verso le reali esigenze da parte dei lettori.

2 segreti per diventare uno specialista mago del web

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La formazione contenuta in questo breve post che tu sia una PMI, un libero professionistafreelance o più semplicemente desideri cimentarti con il digitale ti consentirà di approcciarti sin da subito con il web con le giuste competenze di base necessarie e a conoscere alcuni strumenti indispensabili per farti trovare facilmente online.

 

Non commettere l’errore di imparare sbagliando con il fai da te


Se vuoi essere anche tu presente online ma non ha idea da dove iniziare per farti una cultura digitale che sia utile quanto meno a sviluppare strategie basiche affinché gli utenti possano trovarti online ed oltretutto non vuoi certo perdere un sacco di tempo alla ricerca di risorse e corsi/percorsi di formazione o peggio ancora magari  cimentarti nella dispendiosa forma di apprendimento attraverso cui si impara facendo se segui i 2 suggerimenti che seguono risparmierai tempo e denaro e potrai dire anche tu ho una visione d’insieme sul web e dispongo di una presenza online di un livello tale da poter essere efficace ed efficiente sin da subito.

La formazione online fa risparmiare tempo ed errori


Da formatore prestato al digitale ho sempre come fissa nella mente la formazione che ha come obiettivo quello di avvicinare il più possibile le persone al web per aprire loro le infinite opportunità lavorative e professionali ad esso intrinseche. C’è da dire che pur incontrando svariate persone sia online che offline le domande che mi pongono una volta venuti a conoscenza del mio ambito lavorativo sono pressapoco le stesse e più semplicemente desumibili in un unico interesse ovvero quale sia il modo più semplice ed economico nonché efficace per ampliare il proprio business online.
La deformazione professionale perciò mi porta oltre ad evangelizzare per convertire sempre più proseliti al digitale a realizzare prodotti formativi sempre più “smart” e di facile fruizione per rispondere alle richieste/esigenze delle persone.
Ed è cosi che ho pensato ad un sorta di web-kit  utile a digitalizzarsi che fosse valevole sia per gli incontri vis à vis che per quelli online; prima di presentarveli a garanzia della qualità e dell’efficacia vi anticipo che trattasi di soli due prodotti entrambi sponsorizzati da Google che a mio avviso in fatto di facilità di fruizione non è certo seconda a nessuno anzi a dirla tutta secondo me è la migliore nel realizzare prodotti e servizi di facile utilizzo a fronte di una potenza oserei dire ineguagliabile. Inoltre per usufruirne è sufficiente disporre di un account Google gratuito senza poi dover accedere singolarmente ad ogni applicativo beneficiando così di una user experience di notevole livello e dalle funzionalità semplificate oltre che di una rapidità di esercizio senza eguali.
Se poi avete uno smartphone il cui linguaggio operativo è Android già disponete di un account Google perciò potrete saltare direttamente ai servizi che sto per consigliarvi cosicché possiate velocemente usufruirne.

Suggerimenti formativi per diventare un esperto di web

Il percorso di formazione online ‘Eccellenze in digitale’ by Google


Il primo prodotto è un percorso di formazione online denominato “Eccellenze in digitale” che prevede un piano di lezioni gratuite per scoprire tutte le opportunità del web, con video tutorial che spaziano dalle strategie sui social media al marketing per i motori di ricerca e molto altro ancora. Il percorso di formazione è suddiviso in vari moduli in cui ciascuno termina con un test niente di trascendentale solo domande chiuse ed a risposta multipla non intimoritevi hanno il solo scopo di fissare meglio le nozioni apprese aiutandoci nel delicato processo di reiterazione. 3 sono i piani di apprendimento disponibili da cui partono i rispettivi corsi su 1) come vendere online 2) raggiungere più persone sui social media 3) come farti conoscere e la scelta dipende dai tuoi obiettivi e dalla tue esigenze soggettivo/personali. Ho completato anche io il percorso formativo e ne sono rimasto soddisfatto anche per l’attestato rilasciato alla fine ti premetto solamente che dovrai applicarti un po’ per giorno perché non si conclude immediatamente, se ti interessa puoi approfondire con il post che ho scritto per recensirlo.
Tieni conto che la facilità dei pacchetti formativi che ricordo essere composta prevalentemente da lezioni video consente di fruirne facilmente anche in piena modalità web learning ovvero con la scheda sempre aperta in aggiunta a quella principale che usi per lavorare online e quindi con un livello di attenzione secondario magari da distribuire nei ritagli di tempo in cui necessiti di una pausa. Potrai inoltre interrompere per poi riprendere precisamente dallo stesso punto il percorso formativo quando meglio credi in piena libertà ed autonomia nella gestione dei tuoi tempi.

Google My Business per mettere il turbo alla tua attività online


Il secondo prodotto invece è Google My Business e ti consentirà di poter disporre di una scheda che ha pressoché tutte le funzionalità presenti e ritenute tra le più utili di un sito web tranne il layout grafico del template che ne caratterizza l’impatto estetico il quale rimane piuttosto semplice funzionale e formale, quindi tutte le informazioni necessarie ed indispensabili che spaziano dall’orario di apertura se hai un’attività ai numeri di telefono per reperirti e persino poter disporre di una galleria fotografica dell’attività a cui puoi aggiungere un tour virtuale avvalendoti di fotografi specialisti certificati Google Street View (Virtual Tour) che lo girano proprio nei locali della tua attività. Tieni conto che oltre ad essere perfettamente scalabile su qualsiasi dispositivo questo servizio consentirà alla tua attività di essere geolocalizzata e quindi presente su Google maps e di presentarsi nella versione mobile non appena verrete digitati nel campo di un motore di ricerca, un vantaggio non da poco in una periodo di crescita esponenziale della navigazione tramite smartphone ma soprattutto rappresenta un giocare d’anticipo in un momento in cui ancora in pochi si registrano a questo servizio e che potrebbe addirittura farti balzare in cima alle SERP (pagine dei motori di ricerca). Se invece già possiedi una pagina del noto social Google plus puoi collegarla direttamente a Google My Business niente di difficile cosicché disporrai così di una scheda aggiuntiva il cui potenziale ha ben poco da invidiare ad un sito web perlomeno nella funzioni che meglio si addicono ad un semplice sito vetrina con l’aggiunta che gli utenti potranno rilasciare delle recensioni (sempre che non vengano omesse). Disporrai inoltre di utili statistiche lato admin come ad esempio gli orari ed i giorni in cui si concentra il maggior numero di visite da parte degli utenti. Esemplificando questa è la scheda che ho realizzato per una palestra di Firenze attraverso il puntatore rosso sulla mappa cliccandovici sopra si apre la scheda ad essa collegata, facile, veloce e di immediata fruizione senza fronzoli e perciò dannatamente efficiente/efficace.

 

CONCLUSIONI


Che tu sia un utente alla prime armi o con una infarinatura che contempla qualche lacuna hai solo da applicarti un po’ per giorno magari in modalità web learning lasciando sempre aperto il percorso di formazione digitale di google cosicché tu possa fruirne agilmente in parallelo in una seconda scheda mentre svolgi i tuoi lavori quotidiani sulla pagina principale.
Taluni giorni demorderai in alcuni vi dedicherai poco tempo mentre in altri con un po’ di convinzione riuscirai a procedere e presto avrai tra le mani il tuo attestato dopodiché o registri la tua pagina su Google My Business o altrimenti rinvierai ad un domani prossimo venturo future implementazioni ma stavolta tirando un sospiro di sollievo perché finalmente potrai dire di avere una buona cultura di base del web e perché no anche contribuire a generare valore aggiunto perpetuando la mia opera di evangelizzazione magari consigliando e condividendo proprio questo post o le medesime fonti-risorse che ti ho appena suggerito.

Il centro storico di Catanzaro muore? Ricorriamo alla “strategia della memoria”

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Rivitalizzare il centro storico di Catanzaro. Un’affermazione che alle orecchie dei catanzaresi suona ormai abituale, al pari di uno di quei tanti tormentoni estivi che, volenti o nolenti, siamo costretti a sorbirci in ogni dove. Alla fine ne rimaniamo quasi assuefatti al punto da non provare più nessuna emozione.


La similitudine si presta in maniera esemplare per spiegare la reazione degli abitanti del capoluogo calabrese quando le istituzioni, le associazioni di categoria e ogni altro tipo di organizzazione proclama, più o meno a gran voce, di perseguire l’obiettivo della “riesumazione” del nucleo centrale della città.

Di cosa stiamo parlando? Di quel processo che avrebbe dovuto riattivare le funzioni vitali del contenitore dei tesori più preziosi di un complesso urbano.

Uno scrigno che custodisce testimonianze storiche, artistiche, ambientali. Dietro quelle saracinesche abbassate e ai poster attaccati a caso sulle vetrine – quasi come se c’era da abbandonare il “campo” frettolosamente – e che in maniera maldestra tentano di nascondere il vuoto che pervade la maggior parte dei locali commerciali lungo tutto Corso Mazzini, c’è un passato fiorente di attività commerciali. In grado di rispondere alle richieste dei catanzaresi attraverso un’economia di tipo endogeno (cioè chiusa e strettamente legata al territorio), queste erano lo specchio delle peculiarità sociali e culturali di una comunità composta da benestanti e da meno abbienti. Non mancavano i luoghi di ritrovo o quelli in cui si svolgevano eventi culturali. Le immagini in bianco e nero della seconda metà del Novecento immortalano Catanzaro come una piccola Parigi e la sua “bonne vie”.

L’inevitabile trasformazione socio-economica determinata dal cambiamento delle consuetudini al consumo e dal sopravvento degli allettanti centri commerciali ha causato il fenomeno dello spopolamento della zona nevralgica della città. Queste sono le motivazioni di stampo generale che insieme a quelle più specifiche legate alle vicende territoriali (meriterebbero in altra sede un dovuto approfondimento) che hanno determinato irrimediabilmente il decadimento del benessere del mercato interno.

Solo per farne un veloce richiamo tra queste possiamo annoverare il processo di decentramento che Catanzaro ha conosciuto negli ultimi anni, con la nascita di una realtà universitaria nella località di Germaneto, a poco più di tre Km dal centro storico. Qui ha trovato allocazione anche la sede degli uffici regionali; o ancora lo sviluppo del quartiere lido sempre più in grado di richiamare a sé i più giovani soprattutto nelle ore notturne dedicate alla movida.

Accadimenti positivi – senza ombra di dubbio nell’ottica dell’espansione e del cambiamento che è sempre sinonimo di rinnovamento – che assumono i contorni dell’angoscia nel momento in cui il salotto della città, non è più riuscito a mantenere la propria attrazione, a difenderla e a preservarla senza porsi in una posizione contrastante con quanto di nuovo si era fatto avanti. Il centro storico non ha più costituito una valida possibilità con una propria forte identità. E’da quel momento che iniziò il declino. Accentuato dal senso di malinconia che la città sembra portare nel suo campionario genetico, forse per la posizione geografica che la vede arroccata sui Tre Colli quasi volesse isolarsi dal resto del mondo.

centro-storico-di-catanzaro

Sorge, dunque, spontaneo porsi un interrogativo: da dove ripartire per risollevare le sorti del polo direzionale della città? Per valorizzare  la memoria dei suoi luoghi,la sua identità storica e, allo stesso tempo, potenziare l’economia del centro? E ancora: I tentativi fino ad ora operati sono stati del tutto fallimentari?

Procedendo con ordine vogliamo mettere subito in chiaro che a noi piace vedere il bicchiere mezzo pieno e che anche i pochi segnali di ripresa che si sono registrati nello scorso periodo natalizio – quando un programma culturale di qualità ha ottenuto buoni riscontri – lasciano intendere che Catanzaro può farcela ad uscire da questo tunnel oscuro. Ma su cosa puntare per farlo? Quali sono gli errori o le mancanze commessi fino ad ora?

Il risultato della scelta dell’amministrazione Abramo di affidare il rilancio economico del contratto capoluogo ad un esperto di marketing, giunto appositamente dal suo Nord, è utile per giungere alla conclusione che puntare esclusivamente sull’aspetto commerciale (attraverso agevolazioni di tipo fiscale per gli esercenti) non è sufficiente. È stato un momento tattico, non strategico.

Quella da noi proposta è una possibile azione in favore della memoria. Una strategia d’intervento che permetterebbe al capoluogo di uscire dal suo stato comatoso attraverso il richiamo della storia, potenziando e creando processi culturali tali da stimolare sia tra i cittadini, sia la domanda esterna al territorio, diverse curiosità che facilitino l’aumento della ricchezza e il miglioramento dei rapporti di qualità per la comunità catanzarese. In tal modo si andrebbe a richiamare l’identità forte dei luoghi di Corso Mazzini e delle zone limitrofe.

Molte città turisticamente importanti, Roma, Firenze, Venezia, ma anche meno grandi come Siena, hanno mantenuto intatta la loro toponomastica in quanto identità storico-culturale e che si è trasformata, nel tempo, valore aggiunto, motivo di richiamo. C’è necessità di riordinare la cultura popolare affinché sia motivo di richiamo, solo per esemplificare la vecchia festa religiosa per la quale a Trapani e Caltanissetta ogni anno arrivano migliaia di forestieri: la Naca del Venerdì Santo e la Resurrezione di Cristo nei modi così com’erano; oppure l’antica celebrazione del Santo Patrono con bande musicali di primo piano nell’antico punto, la piazza della Prefettura. Tutto questo non può prescindere da un piano di marketing strategico in cui siano definiti i punti di forza della città: aspetti storici e relative indicazioni con formulazioni d’itinerari [le Filande, i conventi,luoghi di esecuzione, l’antica Piazza d’Armi e così via]; il mare con il Lido di Catanzaro o Catanzaro lido che dir si voglia, come attrazione vacanziera e non solo;la terza linea quella delle eccellenze: università sanità, gastronomia, Teatro.

Non di ultimo interesse potrebbe essere il mercato spagnolo, proponendo in quella terra stimoli culturali per la presenza delle famiglie aragonesi, De Nobili e Marincola, che sono state trainanti nella storia della città. A nostro avviso, occorrerebbero risorse finanziarie finalizzate al ripristino di opere abbattute nel tempo, la Porta di Mare per esempio, che non sia uno stucchevole atto ma elemento tra i tanti che possano costituire attrazione culturale e storica.

Le poche esemplificazioni sopra indicate, servono quali indicatori, resta inteso che il piano di marketing strategico che oggi proponiamo necessita di una visione più completa e complessa, di tipo storico-sociale, economico e antropologico.