Parlare di marketing territoriale è duro, è una materia ancora in corso di definizione, ed estremamente complessa per i settori della società che coinvolge.

 

Potremmo iniziare dandone una definizione come da “manuale”, affermando che si tratta di una serie di strategie di lungo periodo volte alla promozione di attività e azioni facenti riferimento ad un determinato territorio. L’attenzione maggiore è proprio riferita all’azione programmata in un arco temporale ampio che, per iniziare a mostrare reali risultati, si aggira tra i 10 e i 20 anni. Inoltre per essere efficace e puntare a risultati tangibili per tutta la collettività deve coinvolgere i pubblici poteri, amministrazioni, i finanziatori privati, la società civile, associazioni, esercenti e soprattutto operatori turistici. Sì perché il reale obiettivo del marketing territoriale è far conoscere al di fuori dei confini locali le bellezze di un territorio al fine di far giungere un turismo di qualità, duraturo e consapevole.

L’attenzione più viva, tutta contemporanea al marketing territoriale, è forse da ricercarsi nell’evoluzione progressiva e onnicomprensiva della globalizzazione; resuscitare antiche tradizioni, ha infatti dato vita ad una sorta di riappropriazione identitaria locale in grado di rispondere al pericolo di spersonalizzazione di una realtà globalizzatrice e automatizzata. Il marketing territoriale attraverso coerenti e precise azioni di programmazione strategica punta a rilanciare il territorio in relazione ai suoi più stringenti bisogni, cittadini e mercato compresi.

Ma non è possibile pensare che quanto necessario possa essere ottenuto dall’oggi al domani. 

Per rendere ogni obiettivo praticabile attraverso la pianificazione di potenziali soluzioni la cosa che non va dimenticata è che Operatori turistici, Istituzioni, Investitori, Popolazione e Turisti siano coinvolti nel processo di costruzione di una comunicazione in tal senso.

Se penso ad un marketing a prova di turista penso al Trentino Alto Adige. Da anni o da sempre in TV, sui Giornali e oggi sul Web, istituzioni ed operatori turistici si fanno in quattro in azioni coordinate e integrate per promuovere un territorio meraviglioso, ne conosciamo, grazie a loro, i posti, i paesaggi, la cucina, le località per praticare sport, quelle per fare escursioni…tutto. Tutta l’Italia è stata creata per mostrare in qualsiasi luogo, bellezze a queste equipollenti, la piccola differenza risiede proprio nella capacità comunicativa dei portatori di interessi che ivi risiedono (e nelle relative capacità organizzative).

marketing-territorialeAl Sud e in Calabria di esempi simili ne abbiamo da offrire, solo che pecchiamo quando di lassismo quando di arroganza, credendo che “fare le cose” basti di per sé a riempire vuoti. Così non è, le cose è bene farle “bene” sin dall’inizio. Le classi politiche che negli ultimi 60 anni si sono avvicendate non hanno svolto un ruolo coerente agli obiettivi del territorio. L’alternanza ha prodotto piccole azioni “tappa-falle” e ogni progetto portato avanti è andato a scontrarsi con la patologica fine di ogni mandato elettorale e il conseguente accantonamento nella” stanza buia del dimenticatoio”. (E qui ci perdono tutti, prescindendo dal colore politico). La mancanza cronica di adeguate strutture e infrastrutture necessarie ad un’accoglienza di qualità, completa la visione. O forse no? No, perché c’è un dato che non è possibile dimenticare: la Calabria non ha mai avuto realmente turisti, se non i “visitatori di ritorno”.

Una cosa che si può notare è che anche senza l’appoggio di una effettiva programmazione politica, piccole fasce della popolazione, dal basso e grazie al supporto delle moderne tecnologie, per amore verso la propria terra, si lasciano andare a validissime alternative, promuovendo in modo superbo le bellezze che abbiamo da raccontare. Come WeLikeSila che ha tirato fuori un potenziale spesso sconosciuto anche ai nostri concittadini.

I Comuni, le Provincie e gli enti pubblici tra di loro non comunicano (non è una novità ma è comunque un danno); associazioni e pro loco sono numerosissime e, tra di loro slegate, agiscono nel perseguimento di obiettivi di breve/medio periodo, con l’unico scopo di “coprire” i costi di gestione della stagione. Non significa solo sottovalutare il proprio business ma anche sottovalutare il potere dell’unione di intenti e forza lavoro che è possibile mettere “in campo” per una crescita sostenibile di tutto il territorio. Manca un coordinamento? Ebbene sarebbe ora di costringere le amministrazioni a fare il loro lavoro.

Per rendere tale il marketing territoriale non basta un evento che dia lustro una volta all’anno, la città in questione. 

  1. C’è da conoscere e da definire il corpus di attori da coinvolgere in un piano di azione strategica di lungo periodo. (Istituzioni economiche, politiche e sociali cui fare affidamento anche in qualità di investitori, influencer e sponsor vari).
  2. C’è da raccogliere le istante collettive (pubbliche e private).
  3. C’è da verificare il consenso e la definizione degli eventuali conflitti tra le parti in gioco, al fine di ottenere un’analisi economica, sociale e territoriale, e la definizione preliminare delle priorità (Come ad esempio la costruzione di strade e autostrade in grado di non far venire la voglia ai visitatori di andarsene subito).
  4. E poi c’è la definizione della strategia vera e propria, quella che si sa che durerà almeno un ventennio e che vedrà una coerente gestione dei rapporti interni ed esterni, attraverso il suo monitoraggio e la periodica valutazione delle azioni e delle istanze realizzate e realizzabili. Una valutazione dei risultati ottenuti, in altre parole, nel rapporto tra attuazione degli interventi e promozione del territorio.

 

Solo in quest’ottica può esser possibile una reale crescita senza vanificare l’utilizzo di strategie di marketing mirate.

Vi propongo l’esempio che mi ha spinto a parlare di marketing territoriale: l’evento che da qualche anno di svolge nel capoluogo di Regione calabrese, Catanzaro, il Magna Græcia Film Festival. Ottima iniziativa, interessante, ma ben lontana da rappresentare un “valore aggiunto per il marketing territoriale” calabrese, come affermato da una testata giornalistica locale online (durante un’intervista).

Non può essere un singolo episodio all’anno a rappresentare un valore aggiunto. A cosa poi? Non c’è azione coordinata tra evento culturale in questione e programmazione politica, manca un indotto commerciale in grado di rendere realmente produttivo un festival del film. Cosa che invece accade per il Giffoni Film Festival. La piccola cittadina “campa” tutto l’anno per il Giffoni. Ha scuole civiche che elaborano e forniscono corsi, dibattiti e progetti in grado di sfruttare l’enorme potenziale commerciale. Ha poi adeguate strutture ricettive, attenzione mediatica, predisposizione degli enti pubblici ad accogliere “i forestieri”, programmazione eventi e ospiti in grado di far arrivare gente non solo del luogo, ma soprattutto dalle altre Regioni. Quanto ci ha impiegato a diventare grande e inserirsi in una strategia di lungo periodo? Venti anni (quasi). E tutte le fasce della società collaborano per il comune intento e ne raccolgono i frutti.

Per il MGFF non può dirsi la stessa cosa, a Catanzaro non abbiamo né scuole di cinema, né di regia, né accademie in grado di preparare e formare attori in gamba che pure possediamo. Si rasenta l’oblio un po’ in tutti i settori della vita economica e sociale; un solo festival, che cattura l’attenzione al massimo per tre settimane all’anno non può definirsi marketing territoriale, ma può essere un bel punto di partenza. Magari ragionando a livello istituzionale, coinvolgendo associazioni ed esercenti, magari dotandosi di una squadra di blogger, grafici, fotografi, uffici stampa, analisti (e raccoglitori di dati e informazioni), attacchini e simili, uniti sotto lo stesso progetto che coinvolge tutti e per gli interessi di tutti e secondo le indicazioni di politiche elaborate da gente competente e innovativa. Uniti sotto la stessa grande storia ancora da raccontare, per mostrare di quanta bellezza siamo in grado, anche noi.

Con questo post Shape vi saluta e vi augura buone ferie!
Fonte consultata

Laura Trapasso

Aspirante scrittrice cinica e puntigliosa, con il perenne blocco dello scrittore (dice lei). Con la sola imposizione delle dita è capace di dare luce ad argomenti nuovi, mai banali, e di renderli leggeri e adatti ad ogni lettore.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.