L’arte fotografica non ha limiti di espressione: poliedrica e sfacciata come mai prima d’ora, la fotografia offre la possibilità, incredibilmente interessante per una persona creativa, di riuscire a trasformare la propria immagine in un’eccezionale veicolo di comunicazione. L’autoritratto fotografico, più famoso come selfie, è ormai diventato un must!

La fotografia necessita dell’imprescindibile presenza di una serie di fattori: il fotografo ed il corpo macchina innanzitutto, ma non bisogna sottovalutare la giusta ispirazione e, non di meno, il soggetto da fotografare. Il soggetto è una delle variabili più difficili da gestire degli scatti fotografici, e mi piace pensare che sia stata proprio la difficoltà di disporre costantemente del “soggetto giusto, al posto e al momento giusto”, a fare di necessità virtù, scoprendo nell’autoritratto fotografico il mezzo per bypassare il problema. Da allora è stata follia allo stato puro! Basta corteggiamenti e richieste di favori a destra e manca, basta dipendenza dalle condizioni meteorologiche che, quando si rivelano inesatte e tu hai chiesto un giorno libero dal lavoro per approfittarne, ti fanno odiare profondamente la macchina fotografica. Quello che serve è la capacità di mettersi autonomamente a fuoco. La scoperta dell’acqua calda, insomma. Era proprio necessario che fosse un gruppo di attori (vedere la recente vicenda degli Oscar) a portare questo particolare “stile” di fotografia alla ribalta?

Un elemento è però, a mio parere, essenziale: l’autoironia! Capacità di scherzare con il proprio corpo e le proprie espressioni facciali è l’elemento aggiunto che rende l’autoritratto fotografico unico nel suo genere. Ed allora, spazio all’esuberanza, condita da un pizzico di euforia. Il selfie (è un termine maschile!) è oggi praticamente il più diffuso tra gli scatti fotografici, e ne abbiamo quotidianamente la conferma: la diffusione di smartphone lo ha reso famoso in tutto il mondo, dando voce al fotografo che è in ognuno di noi, offrendo spazio a volti altrimenti avrebbero esclusi dal marasma della fotografia digitale.

Il selfie, in realtà, è iniziato molto tempo prima che la parola venisse coniata. Tecnicamente, il termine nasce nel 2005, ma è stato recentemente aggiornato il suo significato, descritto come “una fotografia presa da sé stessi“, che non riguardi necessariamente il viso o il corpo intero, ma anche solo una parte dello stesso. Ricordate la vecchia moda delle fotografie emo? Sto parlando dell’usanza di fotografarsi dall’alto nelle espressioni più assurde e divertenti, dai posti più disparati della casa (un esempio su tutti: il bagno!). Avremo perso non so quanto tempo dietro a queste immagini. Perché, diciamolo, con tutto rispetto degli autori, facevano veramente scompisciare dalle risate. Eppure, sebbene al tempo ci permettessimo tranquillamente di “criticarne” l’usanza, oggi, pur con forme diverse e (si spera) più mature, ne siamo i principali protagonisti. Miracoli dei social network!

Il rapporto di questi scatti fotografici con il web è infatti impressionante, e faremmo bene a guardarne agli effetti con un cauto scetticismo. Sottovalutare l’aspetto social di questi scatti, realizzati praticamente per essere diffusi via social, significa dare in pasto la propria immagine agli squali, senza nessunissima forma di tutela.

Sono necessarie particolari teniche per realizzare un buon autoritratto fotografico? Secondo me, no! Sfruttate il vostro braccio più forzuto, o il vostro specchio più lucido. Che poi in foto si vedano elementi esterni al soggetto fotografato (voi stessi), beh…ma chissene! L’importante è il risultato finale. E per la sua riuscita ottimale, ripeto, trovo più utile la voglia di prendersi in giro, di assumere espressioni che normalmente odieremmo avere in foto, piuttosto che teniche o strumentazione specifiche.  Ricordate che, oltre alla testa, avete ben quattro arti ed un intero corpo sul quale giocare, scherzare, sperimentare. Unico limite, la fantasia. Ma attenzione a non farvi prendere la mano: l’autoritratto fotografico è un pericoloso elisir per il proprio ego e, soprattutto lì fuori, nella giungla dei social network e della condivisione, c’è un mondo pronto a farsi un boccone, della vostra immagine. Sappiate essere autoironici, e non prendetevi troppo sul serio. 😉

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