L’utilità di LinkedIn: mette in contatto aziende e lavoratori, ne amplia le relazioni e da risalto le qualità di ognuno di loro.

 

In che modo e in che misura forniamo informazioni su noi stessi? C’è tutto o di più? Le competenze che dichiariamo di possedere rispecchiano in toto la nostra formazione e capacità? Abbiamo davvero lavorato in quell’azienda o abbiamo solo dato una mano ad uno zio. Avere LinkedIn è una grande opportunità, ma come per il più tradizionale dei curriculum vitae, anche in questo nuovo strumento digitale, non sono ammesse menzogne. Scriviamo però, tutto quello che passa per la testa, spesso senza riuscire a mostrare realmente le cose di cui siamo capaci realmente. In questo modo da opportunità può diventare rischio o, nel peggiore dei casi, fallimento.

Lo scenario

Promuovere sé stessi, che si tratti di individui o imprese vuol dire dimostrare il volto migliore che si possiede, delle volte può voler significare addolcire l’amara pillola ma è opportuno saper distinguere questo dalla bugia, per non rischiare che questo social network assuma un volto molto simile a quello di Trip Advisor, in cui la credibilità degli utenti deve essere per forza di cosa soppesata analizzando l’intero contesto, senza mai averne certezza.

La storia

Se raccontassi una storia, una di quelle realmente accadute, potreste anche voi realizzare quanto importante sia saper utilizzare LinkedIn al meglio, per non vanificare l’utilizzo di un ulteriore account social.

Io e il mio caro amico Ics, qualche giorno fa ci siamo ritrovati davanti il mio Pc perché da tempo ci eravamo riproposti di modificare le credenziali messe precedentemente su LinkedIn. Lui, laureato a pieni voti in giurisprudenza, master e corsi vari, in perenne ricerca per un posto di lavoro adeguato alle sue ambizioni, ha ben pensato di dare un’immagine più realistica circa la sua formazione professionale. Nel leggere tutte quelle competenze messe un po’ a casaccio ci siamo anche lasciati andare a mille risate, per far svanire anche un po’ di frustrazione che questa opportunità di promozione on-line ci procura. –Esperto in social media management- Leggo e dico: –E da quando?-. Certo, adora scrivere, legge molto, è iscritto a facebook e Instagram, ma esperto di social proprio no.

utilizzo-linkedinL’aver svolto tirocini (di copertura), l’esser stato affiancato in aziende, per varie mansioni quasi mai attinenti con la preparazione accademica, l’esser stato utilizzato al minimo delle sue potenzialità, come spesso accade, ha spinto il mio amico a credere di dover dimostrare di possedere qualità per abbindolare datori di lavoro in cerca di professionalità “alla moda”. Il più delle volte, sono le stesse aziende che non si dotano di un chiaro piano per le “risorse umane”, investono in nuovi cambiamenti, quelli richiesti dal mercato ma non in linea con quelle richiesti dal loro specifico business. Delle nuove professionalità non se ne fanno molto se non sanno dove e come collocarli. 

Ti ritrovi quindi, a dimenticare per un po’ quello che ti eri immaginato di diventare, ti improvvisi “tutto fare”, scrivi e dici di possedere le caratteristiche richieste, attualmente dal mercato. E quindi se ti dicono che per lavorare per quell’impresa devi saper fare il “IL SOCIAL MEDIA MANAGER“, tu lo fai. Sì, tanto cosa ci vorrà mai? I social network li uso,  no? Saper scrivere una lettera non significa saper usare Word ed essere appassionati di blog non significa saper utilizzare wordpress.

Potrebbe essere controproducente scrivere su LinkedIn: esperto SMM.

Utilizzare quotidianamente i social network è ben diverso da organizzare annualmente una campagna di promozione , sulla base di strategie pre-elaborate di un piano di comunicazione che investe altrettanti strumenti. Bisogna saper tenere d’occhio, come nel caso di LinkedIn, i concorrenti e i potenziali clienti, stringere relazioni nei vari network e collaborare nella creazione di temi di interesse e dibattiti che possono promuovere i contenuti del sito ufficiale e quindi delle competenze che si offrono. Tutta una serie di dati, flussi di informazioni e strategie che da comune utilizzatore non prendiamo mai in considerazione.

[Tweet “Attenti, Pinocchio ha un profilo LinkedIn! #sapevatelo”]

Supponiamo che Ics, sulla base di quanto scritto partecipi alla selezione promossa da un’azienda a mezzo social, per occupare un posto come SMM e che attraverso LinkedIn riesca a guadagnarsi un colloquio: nella peggiore delle ipotesi il responsabile per le risorse umane si accorge subito delle sue lacune e lo congeda con un attesissimo “le faremo sapere”; nella migliore delle ipotesi, invece, guadagna tempo con un periodo di prova (che per vizio di consuetudine pare non essere quasi mai retribuito). Durante questo lasso temporale o divora manuali e blog sul tema o in un modo o nell’altro verrà fatto fuori prima ancora di dimostrare di poter essere utile in molto altro. In questo contesto poi, non sembra esser produttivo nemmeno l’essere affiancato da qualcuno per imparare quanto occorre perché quando vogliono un SMM non sanno nemmeno cosa sia chiamato a fare. (Triste ma vera realtà).

Cosa fa un SMM

Affidarsi ad un esperto di comunicazione, per quel che comporta il social media management, rappresenta un’opportunità solo se ci si rende conto che mette in atto strategie coerenti con le ambizioni e gli obiettivi dell’azienda. Il cliente è tenuto, se vuole dare l’esatta idea del suo business, a interpellare gli adeguati soggetti, altrimenti il risultato che otterrà, solo per “amore del risparmio”, sarà una modalità di comunicazione attraverso il social networking carente dal lato delle competenze. Servono conoscenze nel settore del marketing, della grafica, della scrittura, della filosofia, e ancora capacità di analisi di dati statistici, programmazione e nozioni su psicologia del mercato e del comportamento umano. In effetti è grazie a queste competenze che un vero SMM è in grado di programmare sul web e sui social un piano di comunicazione e di marketing, nei confronti di un pubblico selezionato, in nome dell’azienda che ne ha richiesto le professionalità.

LinkedIn è un’opportunità se saputa sfruttare, se cioè sfruttiamo le potenzialità dello strumento come promozione delle nostre qualità; è invece un rischio se decidiamo di mentire per apparire migliori o solo in linea con le più richieste caratteristiche (ma comunque poco conosciute finanche da chi dichiara di possederle).

Crediti foto copertina

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