Una landing page è l’esempio più lampante ed efficace di marketing diretto che il business online abbia mai conosciuto.


Oggi proverò a mettere nero su bianco gli aspetti più salienti che ho cercato di metabolizzare da tutto questo blog-brusio. Certo elencare le sue caratteristiche non ci renderà esperti di Landing Page, né ti aiuterà ad elaborarne una, ma ti stimolerà a iniziare una ricerca individuale per saperne di più e, se necessario, proporla ai tuoi clienti (o al tuo business online “fai da te”)

Se c’è una cosa chiara e lampante è che rappresenta la soluzione ideale sia per chi decide di informare il potenziale cliente su un’offerta specifica (di un bene o servizio) sia per chi possiede un budget limitato ma non rinuncia ad una efficiente presenza sul web per promuoversi. In entrambi i casi la Landing Page, un’evoluzione dell’analogico e desueto volantino cartaceo (flyer), una contestualizzazione digitale, per così dire.

Viene annoverata tra più efficienti esempi di marketing diretto, perché sviluppato attorno ad una comunicazione sintetica, che senza troppi giri di parole, informa il lettore-utente-consumatore dei vantaggi che l’azienda promuove e lo spinge all’interazione, predisponendo semplici modalità di contatto, che possono essere la richiesta di preventivi o la sottoscrizione di una qualche iniziativa.

È tra le forme più rispondenti ai canoni della comunicazione dei nuovi media, precisa, puntigliosa, che sfrutta da un lato, le caratteristiche consolidate del consumatore tipo della sua attitudine al consumo e dall’altro, si muove sulle rigide imposizioni dei motori di ricerca per godere di ampie fette di visibilità.

L’azienda con una landing page seleziona un pubblico potenzialmente interessato, quello di cui necessita per ampliare i suoi affari, e lo fa badando accuratamente ai contenuti, agli aspetti grafici, alla semplicità delle informazioni e offrendo all’utente una serie di vantaggi che dimostrano non solo l’utilità dell’offerta ma le caratteristiche del business cui rimandano le informazioni. Uno strumento che, come nel bigliettino da visita, deve comunicare quelle differenze che possono sbaragliare la concorrenza e convincere l’utente a rendersi consumatore.

Non basta saper caricare contenuti su piattaforme CMS (wordpress o joomla per esempio) ma bisogna conoscere a menadito SEO, settore merceologico, fette di mercato e di utenza specifica e sapere analizzare i dati per non inficiare un lavoro che potrebbe portare ad avere una inutile Landing Page.

 

Quello che ho capito delle landing page


  1. Vi si accede attraverso un link, un annuncio pubblicitario o tramite ricerca organica
  2. Viene adoperata per specificare argomenti sfruttando il potere delle keyword
  3. Sebbene possa essere utilizzata come semplice pagina di consultazione (l.p. Reference) sono più efficienti quando spingono l’utente a compiere un’azione (l.per. Transactional), come un preventivo, una donazione, l’acquisto o il download di e-book
  4. L’obiettivo generico è la Conversione di utenti in clienti, in relazione a compatibilità della pagina sui dispositivi (responsive web design), chiaro messaggio che influenza il pubblico ad agire e alle offerte curate nella loro forma contenutistica e grafica
  5. La posizione del testo, delle immagini e dei tastini (moduli di iscrizione o sottoscrizione) non è casuale ma dettata da studi e  sperimentazioni sul comportamento del consumatore e del suo rapporto con il web.
  6. L’aspetto che non può assolutamente essere tralasciato é l’ottimizzazione SEO, indefettibile se si vuole contrastare la concorrenza nella “SERP di Google” (quanto odio ‘sta parola). Titolo, sottotitolo, didascalie e meta description  devono sottostare alle rigide selezioni operate nell’ambito di analisi di dati e keyword, mirate al settore di riferimento e al target prescelto.
  7. Abbiamo a che fare con un lettore distratto e annoiato, che può acquistare beni e servizi di cui necessita comodamente dal PC o dallo smartphone, i primi secondi di atterraggio sono dunque quelli decisivi. Per cui, nei primi 5 secondi deve intuire e incuriosirsi per impedire che prema “x” prima che capisca come l’offerta può essergli utile. Perciò obiettivi della pagina e vantaggio per l’utente devono essere subito chiari.  Da curare in particolar modo il link-banner visibile sui motori di ricerca, perché è da li che partirà l’interesse a “cliccare”. (Più facile a dirsi che a farsi, in questo mestiere tutto si gioca su questa piccole differenze e basta un minuscolo errore e tutti gli sforzi possono essere vani.)
  8. Titoli e sottotitoli devono essere efficaci e, in poche righe devono sintetizzate l’offerta, sue caratteristiche, messaggio, vantaggio e identità aziendale.
  9. In una comunicazione 2.0 in cui tutto poggia sulla differenziazione, l’immagine aziendale, la brand identity ed eventualmente la brand awareness acquisita nel tempo sono tutto! Rappresentano una sorta di garanzia di credibilità e forza sul mercato. Ed è per questa ragione che devono esser palpabili sulla Landing Page, nella grafica, contenuti e immagini coerentemente all’immagine già solida.
  10. Sempre per la ragione di cui sopra bisogna eliminare ogni elemento di distrazione, quindi via immagini e testo inutili o menu di navigazione (in uscita), che potrebbero confondere il volubile lettore e farlo scappare per sempre. Diversamente però quando la Landing Page rappresenta l’alternativa ad un sito aziendale (spesso per questioni di budget)  è consigliabile che questo menu ci sia e sia più chiaro che mai, nei restanti casi, le voci di menu devono rinviare alle parti stesse della Landing Page.
  11. In più quello che ho scoperto leggendo qua e la, ma che è un ovvio dato dettato dell’obiettivo ultimo di differenziarsi, è che i tastini di iscrizione siano personalizzati (per questione di immagine e di identità) e non copie di copie di copie.
  12. Se l’utente rimane, legge tutta l’offerta e questa se allettante sará improbabile che non spinga l’utente a registrarsi sul modulo creato e dunque questo deve essere studiato in modo da ottenere quante più informazioni possibili
  13. E se questo non è interessato non bisogna lasciarlo scappare, diamogli pure la possibilità di poterci contattare per altro, o semplicemtebper informarla. Quello che chiamano Last Call.

 

Tenere presente che la visualizzazione della schermata principale è come un quadro, se quello che si vede di primo acchito non è gradevole, l’utente non approfondirà; la posizione delle colonne di testo e delle immagini è importante, e la conversione senza un valido vantaggio non avverrà mai. Nell’area centrale deve esser presente l’informazione generale, la descrizione del prodotto (supportata da esempi, magari), dal valore e dai risultati ottenuti dall’azienda, da referenze e recensioni positive di clienti, utenti e business partner.

Il modulo di contatto e quello della Last Call devono poi, esser ideati in modo da ottenere tutte le informazioni necessarie per quel settore , devono essere appetibili e di semplice navigazione, creando delle box visibili e chiare. Nelle eventuali colonne laterali non è necessario aggiungere informazioni accessorie, ma riassumere magari l’offerta, la modalità di contatto o anche le recensioni di terzi sul prodotto o sull’azienda, dei premi vinti o riconoscimenti; insomma quelle informazioni che completano la landing page senza uscire dall’argomento.

Le considerazioni sull’argomento sono molteplici e nonostante il gran vociare sui siti si comunicazione e web marketing quello che si offre sono informazioni trite, poco chiare, non solo per la novità relativa dell’argomento, ma perché nessuno è disposto a cedere una fetta reale delle proprie “competenze”, sforzandosi più di dire cosa non bisogna fare piuttosto che elargire corrette e puntuali conoscenze. Si teme sempre la concorrenza, nonostante la manifesta certezza del proprio valore e dominio sugli altri, nel settore.

Sperimentare, mettetevi alla prova, mettiamoci alla prova, cresciamo insieme perché è paradossale continuare a parlare di network, relazioni e partenariati quando invece non facciamo altro che difendere un piedistallo guadagnato a suon di furbe manipolazioni delle “masse”. 

Avete già messo online la vostra landing page, volete provarci o ne avete già raccolto i frutti? Raccontaci la tua esperienza e quello che hai scoperto che non ha funzionato. 

Crediti foto

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