Premi e consolazioni dei grandi brand a sostegno del tifo per la Nazionale. Le campagne di marketing più astute dei Mondiali 2014.
Ebbene sì, sono stata contagiata dal morbo dilagante e ho deciso anche io di parlare dei Mondiali di calcio. Non posso affermare che non mi dispiaccia che i “nostri” siano tornati a casa ma tutto sommato le cose vanno come devono andare. Non facciamone un cruccio.

Come  se mi trovassi a scrivere un tema per il mio esame di terza media, mi sento di condividere con voi le mie impressioni sull’inusuale e quanto mai irrilevante (ai fini dello spettacolo) giro di business attorno al prato verde e ai suoi strapagati passeggiatori.

Il calcio attira quantità sconfinate di seguaci, appassionati o semplici simpatizzanti che, ogni quattro anni volontariamente decidono di farsi ipnotizzare da quei fastidiosissimi 90 (e più) minuti di uno sport che tende ad assomigliare sempre più alla boxe.
Chi approfitta di questo asservimento di massa è il diabolico mondo del marketing. Questo è il periodo adatto per spingersi oltre e per azzardare promozioni e “offerte irripetibili”. Non servono subdole opere di convincimento, non servono tecniche per aggirare la sfiducia del compratore, basta inserire parole come: mondiali di calcio, Brasile, Nazionale eccetera eccetera per attirare flotte di zombies da spennare.

Mi sono resa conto che il fenomeno è stato osservato e riportato da molte testate giornalistiche, del resto, come fare a non notare il buzz martellante dei grandi brand? Si tratta di una mossa vincente, che fa aumentare non solo il volume delle vendite, ma anche il fattore visibilità, tale da migliorare la percezione di fiducia e credibilità del marchio.

Solo le grandi aziende sono in grado di sostenere costi e rischi così elevati, in quanto godono di un giro di affari tale da giustificare ingenti  possibilità di investimento.

  • Carrefour
    infatti in occasione del championship ha pensato a comodissimi rimborsi spese nella campagna “Risparmio Mondiale”. Fino al 13 luglio , per una gamma di prodotti accuratamente selezionata restituisce il 100% di quanto speso in caso di vittoria della nazionale e in caso di pareggio o sconfitta ne risarcisce il 50%. Anche nel peggiore dei casi ha dunque previsto benefit per i propri clienti. Carrefour fa di più, si allea ai social network e ricalcando il trend del momento, il “selfie” offre la possibilità di partecipare all’estrazione di premi afferenti a prodotti di ultima tecnologia.
  • MediaWorld
    rispetto ai mondiali del 2006 è stato molto  più prudente, onde evitare il ripetersi di danni ai profitti. A leggere il regolamento quasi mi viene il mal di testa: clausole, postille, asterischi, richiamini e percentuali che mi fanno rimpiangere i testi di economia e statistica.
    In fin dei conti é semplice. Con “E tu quanto ci credi?” ha voluto premiare non solo i più ambiziosi ma anche gli scettici, suddividendo la promozione in “ci credi” e “non ci credi”. In soldoni acquistando, dal 15 al 29 maggio dei prodotti tra quelli annoverati nell’elenco delle possibilità, all’avverarsi del pronostico l’azienda assicura un rimborso differenziato in relazione alle diverse tipologie di “scommessa”.
    La fiducia nella propria squadra è stata suddivisa e dunque misurata in percentuali oscillanti tra il 15 e il 200%.
    Vi avevo detto che era semplice, no?
    Non azzeccare l’esito garantisce al cliente, comunque la partecipazione all’estrazione di alcuni premi di consolazione. Insomma tutta una serie di ipotesi per controbilanciare le ambizioni e il brivido “della scommessa” e per evitare il ripetersi di una corsa allo svaligiamento dei magazzini Mediaworld. anche se è uscita la furba catena ha pensato bene di mettersi al riparo garantendo a coloro che ci avevano creduto di partecipare all’estrazione di una card-bonus dal valore di 750 euro (un premio per chi detiene ancora un barlume di spirito nazionalistico e lo riversa unicamente nel calcio).
  • Mc Donald’s
    non poteva mancare. Ha puntato tutto, con estrema facilità sui suoi menù offerti in caso di vittoria degli Azzurri. Lo spirito goliardico viene premiato da proteine, grassi e carboidrati e la sconfitta non può che esser punita con una misera bibita da 250 ml.
    Che campagne dallo strepitoso piglio ironico. Non basta più il “tifo” puro e semplice, abbiamo bisogno di incentivi per credere, promesse e regalini che ci diano un valido sostituto alla speranza, che abbiamo perso tempo addietro.
    Anche il mega fastfood ha legato l’offerta al mondo espanso dei social, assicurandosi la partecipazione di Rino Gattuso, indiscusso campione, come testimonial e accompagnatore del pubblico di youtube durante le dirette dell’Italia. E’ chiaro che non ha dovuto lavorare molto per questo.Sii grande, sii ambizioso, rischia poco, prometti il massimo (ma sii prudente)Morale della favola?

    • Se sei una grande azienda, storicamente competitiva e forte, allora hai tanti soldi da spendere per un ufficio marketing che sarà in grado di creare per te, promozioni simili
    • Se il tuo marchio è abbastanza conosciuto e vanta una fiumana di fedeli allora il successo della campagna non può che essere assicurato
    • Se a questo unisci il potere megalitico della passione tutta all’italiana per il calcio non puoi che sederti comodamente e aspettare, la finale per tirare le somme.

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