Sì, il galateo delle chat di gruppo, un mio vademecum scaturito da dati esperenziali comparati.

 

Non so se ci ha già pensato qualcuno (non ho ancora controllato) ma fremevo dalla voglia di condividere con voi il mio progetto; perché so che diventerà una Convenzione o un Trattato internazionale, quindi prestate attenzione. E se perdo la calma in alcuni di questi punti abbiate pazienza è solo rabbia accumulata e incanalata male.

Quante notifiche vi arrivano in media ogni giorno? Cinquanta, cento, mille? E quante di queste sono inutili?

Whatsapp sovrasta nel regno incontrastato dei discorsi che più insulsi mai fatti ma Facebook gli da una bella mano; uniti sul fronte comune, l’obiettivo è sempre uno: infastidire uno o più soggetti che di quella conversazione non capiranno nulla (senza prima leggere i duecento messaggi precedenti).

Ci sono gruppi utili, ai quali ti conviene rimanere attaccato per importanti aggiornamenti (tipo quelli che organizzano il tour dei bar nel weekend)
Ci sono gruppi nei quali sei stato inserito per onorare legami di famiglia (e ti ritrovi a parlare con il cugino, del cugino della moglie di mio cugino, o lo zio che ti sta sulle scatole per la proverbiale inopportuna tendenza a fracassarti i maroni)
C’è poi il gruppo del locale, quello dell’evento e così via, che rientra in una delle strategie di marketing da me preferita.

E vanno bene…

Quello che non va affatto bene è l’ingovernabilità della propria vita e del suggeguirsi degli eventi quotidiani (come lavarsi, vestirsi, lavorare, mangiare, riposare...cose di una mediocre rilevanza, insomma). Rispondere a tutti risulta pressoché impossibile (e spesso per alcuni maleducato).

Qui di seguito elencherò le tipiche reazioni al manifestarsi di pratiche osservate sulla mia pelle che troveranno di certo riscontro, per comparata analisi, con la vostra esperienza a riguardo. Quindi come difendersi, come reagire senza offendere e senza scatenare disastri diplomatici tra chi “in un gruppo, alla fine dei conti, ti ha aggiunto per utilità o anche solo per simpatia”.

chat di gruppo

GALATEO IN SEI MOSSE

  1. Scrivere cose che possono interessare tutto il gruppo o per lo meno una buona parte di esso (almeno il 75% dei componenti.
    Per la serie non me ne può importare un accidenti se Pinco Panco è andato a mangiare la pizza a Napoli con la sorella dell’amica di Panco Pinco.
    È fuori contesto, fuori la logica del “gruppo” e fuori ogni controllo anche il susseguirsi di commenti di circostanza di un paio dei membri che si sentono in dovere di rispondere, pur condividendo il mio medesimo disinteresse per la cosa.
    Indi per cui, vuoi che sia per pudore del proprio privato o per quello degli altri, quando la discussione riguarda almeno due di voi fatela in privato. Non è solo per gratuita stizza che ve lo dico è per mancanza di tempo  e pazienza per cancellare ogni giorno la cronologia delle chat.
  2. Utile è poi da considerare l’orario dell’invio da modificare in relazione alla “ragione sociale” della chat in questione. Mantenete un invio che possa infastidire il meno possibile chi lo riceve. E non ve ne uscite con la classica: “Lo puoi silenziare“, perché non è un male pensare altruisticamente delle volte. Io non vado a letto preso e questo è già un punto a mio favore, ma per converso il sabato mattina odio ricevere notifiche alle sette di mattina. Potrei rischiare di fracassare il dispositivo contro il muro.
    Aspettare che si facciano le 9:00 a.m. non guasta come non risulterebbe sgradevole inviare l’ultimo utile messaggio entro le …che so… le 2:00 a.m. (?).
    Da evitare anche le conversazioni tra parenti che si trovano sotto lo stesso tetto, come “Maaaah, me la porti la ciambella sotto?”
  3. Cosa molto importante poi la frequenza per ogni singolo membro di invio di testo.
    Smettetela
    di
    scrivere
    una
    parola
    per
    poi
    inviarne
    altre
    mille
    una
    per
    volta.
    Un pensiero, ben elaborato (anche sgrammaticato se questo è per voi un problema) con “soggetto + verbo+ predicato (e dettagli vari)” e vedrete che la conversazione non solo sarà più chiara a tutti ma renderà il vostro messaggio lineare e mi impedirà di cancellare la cronologia senza leggerne nemmeno uno.
    Anche perché se poi si incrociano soggetti che per bontà cosmica sono sempre “pappa e ciccia”, è la fine, non si capirà più nulla (escludendo per sempre ogni vostro tentativo di integrarvi al “gruppo”).
  4. Anche se non è lo spessore culturale che cerco in queste chat di gruppo non significa che io sia incline a farmi piacere mille buongiorno e altrettanti buonanotte con foto allegate di cartoni animati luccicanti e unicorni, o bambini alla Anna Geddes nelle pose più improponibili.
    Se siamo in dieci, ad esempio, e ognuno di noi manda una foto del buongiorno e una della buonanotte, a quanto arriviamo? Troppe, sempre troppe. Di norma a seguire ho riscontato il fiorire estemporaneo di conversazioni dal nulla, il classico pourparler che è sempre un qualche pettegolezzo su qualcuno che sul gruppo non c’è. Quindi: contegno, ragazzi!
  5. Quello che in ogni caso non desidero vedere sono le Catene di quel povero San Antonio. Davvero no, per favore no.
    Invia questo messaggio a dieci persone e non pagherai più Whatsapp“.
    IO:Ma ci credi davvero?
    X: No.
    IO: E allora perché lo inoltri?
    X: Perché mi fa ridere?
    IO: Davvero?… Non so più per cosa ero preoccupata!
  6. Foto e Video: quantità, qualità e pertinenza. Mai più di 2 (max 3) foto al giorno a persona. Che non siano puri selfie, che non siano video virali del web, che non sia l’ennesimo scatto al piedino del tuo bambino che hai inviato appena tre ore fa, solo più sfocata. Scegliere la rilevanza dei contenuti multimediali non è facile e forse sono troppo severa ma è un po’ insostenibile continuare a scartare, cancellare ed eliminare foto indecenti dal mio smartphone. Per voi no? É vero che sono più intelligenti di noi ma non per questo dobbiamo farci dominare dalla loro potenziale infinita memoria (è solo un trucco) prima o poi scoppia, si impalla, così … senza preavviso. Stare li a scattare, salvare, modificare inoltrare è una così evidente perdita tempo se ripetuta serialmente, ogni giorno, in pose differenti ma sempre uguali. È ottenebrante e limitativo per il corretto svolgersi di una giornata produttiva. (Se non per voi stessi almeno per gli altri).

Le chat di gruppo sono di un’utilità sconfinata, permettono di organizzarsi efficientemente, permettono il coordinamento di gruppi per i più disparati interessi e attività, è un ottimo modo per mantenersi aggiornato con gli amici (contemporaneamente). Ma è bene saper distinguere quando si configura un eccesso che ne svilisce la ragione per cui è nata (e per cui sei stato inserito all’interno, pur senza averlo richiesto).

C’è poi da valutare quali sono i modi migliori per cancellarsi da questi gruppi, quelli che tolgono energie senza recare offesa a chi con dedizione vi ha inseriti. Al momento nulla dal fronte, tutto tace, nessuna strategia a riguardo. Rimango di vedetta, osservo e troverò una via d’uscita.

[Crediti foto]

 

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