Giornalismo online il nuovo modo di informare e conoscere. Cosa e come cambia, consigli e responsabilità

 

Nell’era della comunicazione 2.0 i nuovi media hanno modificato la fruibilità e la produzione di informazioni e conoscenze, la stampa tradizionale ha registrato un rallentamento e a macchia d’olio sono sorte centinaia di migliaia di testate giornalistiche online, riducendo al contempo la qualità dei contenuti soprattutto quando operanti a livello locale. Le cause sono attribuibili tanto ad un vuoto di alcune esperienze e professionalità che attengono al mondo del web e dei social media.

La storia di oggi è un fatto realmente accaduto ed è volto a dimostrare le mancanze di competenze sui nuovi strumenti digitali di chi è chiamato a informare gli user. Gli addetti ai lavori, i giornalisti che operano sul web, nella stragrande maggioranza dei casi, per necessità sono chiamati a improvvisarsi esperti di blogging e social media dimostrando una scarsa qualità dei servizi posti in essere.

É fine settembre e Tizia perde il controllo dell’auto, si schianta sulla fontana della Piazza Matteotti di Catanzaro da poco ricostruita e fa subito notizia. Lei tra l’ospedale, il letto di casa, la questura e la compagnia assicuratrice legge del suo incidente su una delle testate online della Città. L’hanno dipinto come l’ennesimo atto vandalico, hanno ipotizzato azioni e reazioni da parte delle forze dell’ordine che repentinamente si sarebbero preoccupate di visionare i nastri delle telecamere di sorveglianza. In tutto e in parte, ciò che legge, fortunatamente senza il suo nome per esteso è una notizia approssimativa; un “falso” frutto dell’immaginazione dello “scriba” che giornalista non è, che ha preferito ipotizzare ciò di cui non era a conoscenza, lasciando la povera Tizia, ingessata tra la vergogna e lo stupore. Si parlava tra le righe di “riparare il danno”, invocava una responsabilità civica che il “giornalista” non sapeva fosse già stata attivata dalla stessa e dalla sua famiglia, il tutto per gridare allo scandalo, alla vergogna e ad una vuota e insensata moralizzazione del lettore sull’amor patrio.

Di esempi di “fanta” giornalismo ne abbiamo a centinaia, e con Shape abbiamo avuto modo di parlarne, ipotizzando sviluppi più consoni ai trend dei nuovi media. Perché accade? Perché all’interno di queste redazioni la distribuzione delle competenze non segue proprio dei criteri di logico possesso dei requisiti e l’approssimazione che ci contraddistingue porta gli editori ad accontentarsi di avere qualche scribacchino in più da ricattare e soggiogare con qualche spicciolino e con la promessa del tanto agognato tesserino da pubblicista.

Scenario Peggiore

Ci ritroviamo in una realtà quotidiana viziata da un modo di informare che ha messo in secondo piano l’oggettività della notizia e reso essenziale un imbellettamento dei suoi contorni e ricami proprio perché ad una moltiplicazione dell’offerta (delle testate giornalistiche online) segue una corsa per accaparrarsi quanto più pubblico possibile. Come rendere una notizia d’appeal diventa l’attività primaria di una redazione, preferendo quantità, velocità e violenza dei contenuti piuttosto che qualità e completezza dei dati forniti.

Se a ciò si aggiunge che le redazioni online spesso di dotano di un organico interno non completamente formato, alcuni dei quali non sono giornalisti né inserzionisti e che per la passione del giornalismo sono chiamati a improvvisarsi esperti di CMS e social network si intuisce bene che tutto il background della notizia e della testata si regge su sfocate e imprecise competenze. La retribuzione è “al pezzo” e la quantità richiesta di notizie da pubblicare per forza di cause maggiori non implica una ricerca e un approfondimento adeguato sul tema trattato.

Scenario migliore

In un mondo che viaggia alla velocità del web, chi si occupa di informazione dovrebbe poter garantire la stessa qualità del mezzi tradizionali e, dunque oltre alle competenze già consolidate sul giornalismo dovrebbe poter acquisire competenze integrate frutto dell’evoluzione degli strumenti offerti dai nuovi media.

 

Nel giornalismo online ciò che resta invariato sono le regole, le leggi e le modalità di scrittura:

  1. I servizi offerti sono articoli, interviste, reportage, servizi fotografici, video e dalla primavera araba in poi partecipazione attiva degli utenti che a mezzo internet possono farsi “narratori” dei fatti tanto quanto i giornalisti.
  2. Precetti e carte deontologiche sono disponibili su una quantità smisurata di siti internet, i riferimenti alla Carta di Roma possono aiutare quando nel parlare di immigrazione viene richiesto di adoperare un linguaggio e dei termini giuridicamente appropriati (esempio immigrato in situazione di irregolarità al posto di clandestino), poi ci si può adeguare alle previsioni della Carta dei doveri dei giornalisti degli uffici stampa pubblici, alla Carta dei doveri dell’informazione economica o al Codice Media e Sport. Fare di queste fonti il quadro normativo di riferimento potrebbe aiutare a non scrivere nell’errore.
  3. La regola delle cinque (e più) “W”, sì son sempre quelle le indicazioni: la completezza delle informazioni, la semplicità della trattazione, la riconoscibilità e l’accuratezza delle fonti, la capacità di sintesi, l’utilizzo di titoli e sottotitoli accattivanti ma riassuntivi del contenuto che segue, evitare refusi, plagi e linguaggio inappropriato, ma in sostanza dal web al cartaceo su questi aspetti non muta granché.
  4. Essenziale risulta non perdere mai di vista la linea editoriale della redazione per la quale si scrive e il pubblico di riferimento (il target) che saranno indicatori tanto nella selezione dei fatti da narrare quanto nell’utilizzo di un linguaggio specificamente indirizzato.

 

Quando si passa alla stesura del pezzo, non prima di aver controllato l’attendibilità delle fonti, il giornalista online (e qualsiasi altro web writer) deve sapere che

  1.  L’informazione deve esser comprensibile sin dalle prime battute (perché l’utente soffre di uno strano disturbo dell’attenzione e se si annoia nei primi 5-7 secondi lo avrete perso per sempre).
  2. La scelta del titolo non dipende solo dalle regole tradizionali imposte dalla professione ma anche rispondenti a criteri odiosi ma efficaci della Seo (se non piace a google figuriamoci se può piacere al pubblico!). Se gli utenti si aspettano un determinato contenuto devo essere in grado di fornirlo, sempre che corrisponda a VERITA’.
  3. L’ampiezza del testo è limitata a poche battute (500-700 parole) e magari suddiviso in parti, curato nella formattazione del testo (grassetti, sottolineature, elenchi puntati ecc.)
  4. Non dimenticarsi della multimedialità, e dunque dell’arricchimento con link, immagini, foto, video…
  5. Assolutamente non sottovalutare l’interattività, sia dal sito web che dai social network che si utilizzano. Sì, perché una volta pubblicata la notizia è opportuno che venga promossa su quanti più mezzi si hanno a disposizione. Curare mailing list efficaci, iscriversi a newsgroup, forum e siti di content curation (quelle piattaforme di agglomerati di notizie e comunicati stampa) aiuta a diffondere il pezzo con maggiore capillarità.
  6. Ricordarsi che curare i social media (blog e social network) implica una vasta e flessibile capacità di adattamento. Se non si conoscono i CMS (Content Management System come wordpress ad esempio) sarà pressoché impossibile rendersi dei buoni giornalisti online e che se oltre a pubblicare foto su facebook non sappiamo nient’altro di SMM a nulla serve perseverare.

Per le redazioni, per i giornalisti e per chiunque sia chiamato a scrivere pubblicamente sul web sarebbe auspicabile che volontariamente o per eterodirezione vengano proposti e forniti del Corsi di Formazione che guidino queste nuove figure professionali verso una più completa e consapevole conoscenza degli strumenti che sono obbligati ad adoperare. (Magari interpellando degli esperti)

PS: I comunicati stampa non si firmano. La gestione dei social deve essere responsabile e umana oltreché reale. I rapporti sui social network con gli utenti si curano, non si accumulano solo link e commenti. Non è ammissibile la pubblicazione e la diffusione di notizie palesemente false o non comprovate.

 

Crediti foto copertina

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