Perché gli esami non finiscono mai? E’ chiaro ed è più che semplice, perché non si finisce mai di studiare. E i corsi di formazione possono essere una valida risorsa.

Perché sembra stia vaneggiando con lapalissiane osservazioni da baretto? Perché devo assolutamente raccontarvi la mia recentissima esperienza, devo proprio. Scusatemi. 

Insolitamente, anche in terra di nessuno, di tanto in tanto, è possibile scovare (sempre per caso) sporadiche occasioni di crescita. UnionCamere Calabria e la Camera di Commercio di Catanzaro, hanno infatti avviato dei percorsi di inserimento nel mondo del digitale. Parlare e occuparsi di “digitale” QUI da noi è un po’ come trovarsi nel medioevo e spacciarsi per una strega proprio a casa di Torquemada. Indi per cui, scusate se è poco assistere a questo lento progresso nel mondo 2.0…

Ho avuto la fortuna di prendere parte ad un corso di formazione in economia digitale ed è inutile dire che esperienza positiva sia stata. Ho aggiunto qualche “capo” al mio leggero bagaglio esperenziale, ho conosciuto gente interessante, gente noiosa, gente preparata e tanti affamati di web e pixel.

L’unica certezza, dopo l’ennesima conferma è che per non naufragare nel burrascoso oceano digitale, per fare del web il proprio datore di lavoro è necessario non perdere mai l’occasione di saperne di più.

Che si tratti di un lavoro di ricerca individuale o di corsi on-line, master, corsi privati, o sotto l’ala di qualche mentore, dedicare il proprio tempo allo studio (come in ogni altra disciplina) è parte fondamentale della professionalità che si ambisce a costruire.

Ricordo ancora le frasi della mia professoressa di latino e greco al liceo, quando per attirare l’attenzione ci intratteneva con le curiosità sulle lingue morte. Ricordo ancora come una sorta di eco, la parola “studio” e la sua interessante etimologia. Ricordo il contrasto con il pensiero del tempo che io e gli altri miei compagni di classe coltivavamo. La dicotomia apparentemente insanabile tra le sue parole e la nostra visione di “studio”. Ma ora più che mai riesco a capirne il senso. Studio richiama il piacere, il desiderio, la dedizione e la determinazione, oltre al mero apprendimento.

Ad esempio:

Io, che ho capito cosa voglio fare da grande, non ho mica capito come farlo. Ho sempre adorato scrivere, ma ogni giorno mi trovo a dover sbattere la testa contro qualche spigolo di muro, per la vergogna nello scoprire errori che ho sempre fatto. Ho capito che scrivere sul web è altra cosa che scrivere una tesi di laurea, ho scoperto dopo aver incontrato PierPaolo che, perché google ti prenda in considerazione non solo devi saper scrivere bene, ma devi anche ragionare come lui. Devi masticare SEO (giusto per dirne una), devi fingerti sociologo, politologo e tuttologo per scovare i reali interessi delle persone (volgarmente: Target) e scrivere cose che possano esser lette con il minor numero di sbadigli. Devi rendere il testo, oltre che leggibile, BELLO, appetibile… devi essere un creativo, un tipo metodico, uno tosto che non vada in crisi esistenziale nel considerare ognuno dei fattori come rilevanti. And so on!
Perché io, un aspirante copy, dovrei guadagnare dei soldi per questo? Francamente non lo so. So solo che fortunatamente il marketing e la comunicazione richiedono anche la nostra presenza.
Come fare in modo che la gente senta il bisogno di noi? Be’ ! Magari sperando che necessiti del supporto dell’agenzia di comunicazione integrata in cui passo la maggior parte del mio tempo.

Studiare è l’unico modo che ho per rendermi quanto più possibile insostituibile (l’ho sparata grossa, ah?). Quello che so non è né più e né meno un minestrone di cose, competenze e conoscenze che altri possiedono. Per far sì che sia presa in considerazione come “unica” nel mio genere, c’è da lavorare duro. Per distinguermi, per creare un’aspettativa nel mio pubblico, devo rendermi trasparente, riconoscibile e ULTRA-preparata.
Per amor proprio, per saperne di più per diventare la migliore. E il solo provarci mi avvicina alla gloria. (Vana?).
In estrema sintesi per essere i migliori non ci si può mai fermare. E per attirare clienti e meritare i loro soldi è opportuno offrire il meglio che possiamo e …oltre.

Per farla breve (fin troppo facile dirlo alla fine di uno sproloquio interminabile)

Le mie parole, il mio impegno, skills and competences sin qui acquisite, unite alla costante curiosità, alla mia (fortunatamente) innata capacità di inquadrare il mio interlocutore e il mio pubblico esterno, se coltivate bene continueranno a dare frutti.

Le realtà matrix che viviamo è matrigna proprio come la Natura, cambia velocemente, fornisce stimoli e bisogni crescenti e spesso inafferrabili, trovarsi pronti al cambiamento è questione di spirito di adattamento. E’ un po’ come dice Darwin alla fine, checché ne dica Torquemada.

Per far sentire al sicuro possibili clienti, l’unico modo che ho, è  dimostrare le mie abilità, acquisirne di nuove, unirle con il resto del mio adorato team e creare quanto promesso.
So che ancora gli “altri” ci vedono ancora come dei mostri a tre teste, occhialuti pieni di briciole, massa informe e tutt’uno con la tastiera del pc,  ma la strada del ex-sistere globalizzato sta nelle nuove tecniche di comunicazione, presto o tardi tutti vi accorgerete che il nostro lavoro serve a voi, più che a noi.
(Segue risata malefica da scenario horror in pieno stile Transilvania al plenilunio)

Ppiesse: Un ringraziamento speciale a Marco Camisani Calzolari e Massimiliano Monti, interessanti soggetti che ho conosciuto durante il corso e non hanno nemmeno la vaga idea (o forse sì) di quanto siano stati fondamentali per rendere questa esperienza realmente interessante

(crediti foto)

Laura Trapasso

Aspirante scrittrice cinica e puntigliosa, con il perenne blocco dello scrittore (dice lei). Con la sola imposizione delle dita è capace di dare luce ad argomenti nuovi, mai banali, e di renderli leggeri e adatti ad ogni lettore.

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