Oggi si discute di marketing non convenzionale, ovvero di come la mia voglia di spiaggiarmi come una balena arenata stia influenzando le mie giornate a tal punto da vedere in ogni cosa, ogni momento uno spunto per parlarne.
Ho caldo, ho caldo, ho caldo.
Non riesco a non pensare ai pochissimi chilometri che mi separano dalla spiaggia, in fin dei conti posso anche prendere l’auto e scendere giusto un attimo a mare e ritornare qui, in agenzia, a continuare il mio lavoro. Sì, come no. E chi tornerebbe mai?

Non basta la calura e l’invidia per chi, in questo momento sguazza allegramente in acqua, tra una partitella a racchettoni e una birra ghiacciata sotto l’ombrellone, ci si mette anche il web a instillarmi un odio feriale per la bella stagione.

Guardate un po’ cosa si sono inventati per affrontare l’estate, la calura e la noia da grigiore metropolitano.

In sostanza Hot Tub Cinema, disponibile al momento solo a New York e a Londra è il cinema che tutti desidereremmo in piena estate o, nel migliore dei casi, la vasca idromassaggio più alternativa che potremmo mai  vedere.
Bevande sempre fresche, alcool a fiumi, acqua alla giusta temperatura, la compagnia giusta, una innocente promiscuità e un bel film da guardare tutti assieme appassionatamente, prima di scatenarsi in sfrenati balli nell’after show.

C’è davvero di tutto. Delle volte il troppo stroppia, ma non è questo il caso. Apparteniamo ad una generazione che pur avendo più stimoli e più cose da fare e sperimentare siamo sempre, perennemente annoiati (persino dalle novità).
Il ventaglio delle possibilità che il progetto offre, garantisce un bacino di potenziali utilizzatori che vanno dagli appassionati di cinema, ai recidivi della movida più sfrenata, dai simpatizzanti dell’alcolismo ai cultori delle Spa. Difficile non riuscire a mettere d’accordo una compagnia di amici.

Per realizzare l’alternativa al drive-in hanno pensato ad una programmazione cinematografica all’insegna della nostalgia degli anni ’80, forse per la leggerezza che in quegli anni si riusciva ad assaporare, forse per impedire di distrarre troppo i clienti con film impegnativi distruttori di una sana socializzazione.

Una moda, quella del “drive in”, appartenente agli anni ’50,  unita ai  cult degli anni ’80 e ai vizi del nuovo millennio: che mix invincibile che rappresenterà per il team di Hot Tub Cinema!

Chi ha partorito una strategia simile ha di certo alle spalle una notevole e invidiabile esperienza nel campo del marketing e una conoscenza sconfinata dei bisogni di una società nauseata da tutto e tutti. Parola d’ordine: divertimento! Una libertà dei sensi e degli istinti che non sia ponderato né macchinoso e artificiale.
E’ non convenzionale, è un’alternativa contro “il logorio della vita moderna”, è curato più che bene dal punto di vista della comunicazione, ha partner importantissimi e un’idea geniale, che sicuro farà il giro del  mondo e non solo perché parte dai centri nevralgici delle mode ma perché incanta, stupisce e mette allegria…

ma anche invidia. Se devo in qualche modo consolarmi (in stile “volpe che non arriva all’uva” ) ora, non riuscirei minimamente  a pensare di introdurre,  dentro una “piscina riscaldata”, il mio corpo già sofferente per i 40° centigradi che da giorni mi tormentano e condividere per giunta quello spazio di pochi metri quadrati (o rotondi che siano) con sconosciuti potenziali portatori di funghi e infezioni. E la prova costume, poi…E vuoi mettere poi il rischio di mettersi a ballare, cadere rovinosamente a terra rompendosi  il sacro coccige?

Bla, bla, bla! No, non è vero, la vorrei proprio provare… e voi?

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