Nella grafica i veri creativi sono coloro che mettono in atto le regole riuscendo a superarle applicandole in modo innovativo.

 

Creatività è una parola di cui occorre diffidare se non viene utilizzata con oculatezza e spesso nel linguaggio comune entra a sproposito o serve a coprire gravi carenze tecniche o a giustificare il cattivo carattere delle persone.

Una bella definizione di creatività, molto vicina allo spirito del design, è quella data agli inizi del ‘900 da Poincaré, celebre matematico: sintetizzando il suo pensiero, la creatività è la capacità di unire degli elementi preesistenti in combinazioni nuove, che siano utili, e il criterio pratico per decidere dell’utilità della combinazione nuova, appena individuata, è la bellezza, e questa bellezza ha a che fare con l’eleganza, l’armonia, l’economia dei segni, la rispondenza funzionale allo scopo. In modo iaspettato questa definizione è valida anche per il gioco, la scienza, l’arte, la tecnologia, e può sorprendere che venga proprio da un matematico.

Chissà quanti pensano di poter esprimere creatività mentre lavorano alla progettazione grafica di un logo ma non hanno mai pensato che si può essere creativi anche risolvendo un problema di matematica oppure, allo stesso livello, nel gioco. Riguardo ai codici linguistici e della comunicazione visiva va anche precisato che possiamo utilizzare la categoria di “nuovo” per la creatività in diversi modi. Eccoli.

progettazione-grafica-poster-ibm-paul-rand

  1. Generando un numero infinito di segni da usare secondo le regole di un codice che già esiste. Paul Rand nel 1982 disegna questo poster per la IBM con un rebus: eye bee M, traspone in immagini la pronuncia dell’acronimo della celebre casa di computer;
  2. Cambiando le regole del codice come avviene con la composizione degli emoticons; (o babbazzi come ama definirli Cinzia) 🙂 😉
  3. Trovando la risposta più adatta all’interno del gruppo di risposte possibili. Formulare ipotesi diverse, scartarne alcune sceglierne altre fino ad arrivare ad una conclusione ottimale;
  4. Estendendo a situazioni nuove quello che si è già appreso. Risolvere problemi che si affrontano la prima volta alla luce di quanto le esperienze precedenti, o lo studio, ci hanno insegnato;
  5. Quando serve, infrangendo i vincoli delle regole conosciute; per fare questo bisogna avere delle competenze certe, vale a dire conoscere bene le regole prima, per poterle trasgredire successivamente.

 

Conclusioni: nello studio della progettazione grafica sono moltissime le regole della comunicazione visiva, della tipografia, della tecnologia, dell’informatica che bisogna conoscere, rispettare e cercare di cambiare, si cambiare perché questo è il vero significato della parola creatività, cambiamento.

Crediti foto di copertina

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