Un altro evento nel capoluogo, quello più atteso, la Notte Piccante; l’evento che da anni raccoglie una quantità davvero spaventosa di gente da tutta la provincia. Catanzaro si veste di rosso e le aspettative ancora una volta … rullo di tamburi… vengono puntualmente disattese.

 

L’amministrazione comunale quest’anno propone una freschissima e giovanissima programmazione che di certo ha solo un nome: Pupo.
Scherzavo, non finisce qui:…hanno promesso una nuova veste, quella social dell’organizzazione.

Ah finalmente! Abbiamo detto con PierPaolo. E poi invece tante risate. Perché? Te lo spiego un po’ alla volta.

Attenzione! I contenuti che seguono potrebbero urtare la sensibilità di qualche esperto della comunicazione, leggere con un po’ di ironia, quella necessaria a far passare la rabbia e trasformarla in comicità

La notizia dell’evento l’ho appresa da facebook, ma dalla pagina di una testata “giornalistica” che ne ha diramato il comunicato stampa.

  1. Prima pecca non averlo letto dalla pagina ufficiale dell’evento.

Le polemiche e le aspre critiche da parte della community non sono mancate. E non per il “nostro” tipico atteggiamento disfattista e aprioristicamente contrario ma proprio perché una mossa così astuta non ce l’aspettavamo. E a dirla tutta, alcuni di noi hanno più volte dichiarato che forse sarebbe stato il caso di lasciar perdere, almeno per quest’anno, l’appuntamento consueto con la “sagra delle sagre“, considerato il disastroso e perdurante dissesto finanziario della città.
Ma no, a noi le feste piacciono tanto, troppo, per rinunciarci.
Pupo? Davvero? Perché ci meritavamo pure questo, non bastavano le figuracce tremende che l’amministrazione comunale aveva collezionato fino a questo momento?

Sorvoliamo sui gusti personali e addentriamoci sui deficit strutturali  di questa campagna che pure vantano di aver colmato.

La nuova veste social sarebbe l’unica casellina da spuntare per definire la nuova edizione: fresca e giovanile, perché affine ai trend attuali che vede la comunicazione con i propri cittadini più facile  da gestire, se più vicina e capillare, attraverso i social network. In linea di principio è un bene ma se non accompagnata da un piano di comunicazione puntuale e preciso a poco serve.

Sono andata a controllare su facebook:

  • Non hanno una “pagina” bensì un “profilo” come qualunque altro amichetto che qui mi ritrovo. (Seconda pecca). Non si addice alle circostanze, non è professionale e soprattutto non rispetta i canoni di una comunicazione efficiente. Ma devo dire che la cosa non mi sorprende, in Comune sono avvezzi a queste pratiche confuse di gestione di… tutto.
  • Secondo step, controllo le informazioni del profilo, non c’è una storia, non esiste una vision del progetto, non c’è un solo nome che possa ricondurre ai membri dell’organizzazione, solo un link quello del sito web .
    Ottima cosa mi dico apro il collegamento e ne saprò di più.
  • Sì in parte. A poco meno di venti giorni dal suo inizio manca un programma dettagliato, quindi, buona parte del sito, come della città, giusto per mantenere una perversa coerenza del tragicomico, è in perenne fase di “work in progress“.
  • Dopo l’annuncio della guest star nulla più. Solo qualche contenuto, che seppur scritto bene, per il layout e per la tradizionale forma di comunicazione appare pedantesca, prolissa e inconcludente.
  • Si descrivono le caratteristiche del territorio, le tradizioni, prodotti tipici e una fantomatica caccia al tesoro che partirà in concomitanza all’evento. Ma niente più.
  • Manca quindi, la descrizione del progetto, la mission, i nomi degli organizzatori, un messaggio (eventuale) del sindaco (eventuale)che tranquillizzi e chieda scusa alla collettività (per tutta una serie di ragioni che lui saprà, anche se non l’ammette).
  • Qualche dritta sui trasporti e sulle zone da visitare e poi il nulla.

La veste social…dove è? Non la trovo.

  1. Non ci sono collegamenti esterni per connettersi con i principali social network che creano rete ed appeal nell’utente finale, che qui, è il caso di ricordarlo, è cittadino/elettore.
  2. Tra gli obiettivi letti nel “comunicato stampa” è possibile leggere un desiderio di veder condivise sul web le foto degli internauti durante la serata.  E fallo partire un contest, no?! E’ così divertente l’event marketing che improvvisarlo sembra più che un deficit un omicidio.
  3. Dov’è Instagram, dov’è Pinterest, dove sono gli hashtag, dov’è Youtube… dove sono i tuoi “social media cosi”?
  4. Nessuna traccia, sembra di trovarsi in una biblioteca impolverata e per di più abbandonata. Non è possibile interfacciarsi con nessuno. Alla faccia della comunicazione 2.0.
  5. E twitter? Come mi raggiunge l’informazione e gli aggiornamenti sull’evento se non mi contatti su twitter? No, niente nemmeno quello.

Ok, l’ho capito, c’è solo facebook, e nemmeno quello va bene, quindi con quali pretese ti affacci sulla piazza virtuale (che oggi più che mai conta di più di quella tradizionale).
La voglia di fare, si vede è molta ma perché non investire una piccola parte del un limitatissimo budget che ti ritrovi per affidare questo servizio a chi di competenza.
No, non sto tirando l’acqua al nostro mulino, anche se ci abbiamo provato più volte.

Dov’è una gara per l’affidamento della comunicazione pubblica dell’amministrazione con i suoi cittadini? Chi se ne occupa, con quali competenze e con quali risultati?
Gestire i social non è impresa ardua ma costa comunque fatica, impegno e soprattutto PRE-PA-RA-ZIO-NE.

Nello scrivere il pezzo il boss mi aveva consigliato di scrivere anche dei consigli su come ovviare a queste mancanze che fanno davvero male (soprattutto ai giovani che vivono la città e ivi ci lavorano o ci stanno provando).
No, nessun consiglio (anche se in pratica sono stata anche troppo generosa a sottolineare cosa manca, da qui il passo dovrebbe essere breve, apertura mentale permettendo).

Il lavoro si paga, l’ingegno pure, l’impegno di chi ama il proprio territorio non dovrebbe esser sindacato, la rabbia è giustificata,  solo il perseverare di chi sta dietro queste poltrone dovrebbe esser punito. Punito perché tengono un’intera città ostaggio di un passato fallimentare e di una comunicazione che nulla ha da dire, figuriamoci da mostrare.

La vera svolta sarebbe quella sociale oltre che social e una trasparenza che mi riesca a far vedere finanche quello che mangiano a colazione i miei consiglieri comunali. Ma chiedo troppo e purtroppo stiamo parlando solo di un evento, di una festa… che ahimè è quello che anima di più i miei cari “vicini di casa”.
Loro si tengono il panem a noi solo circensem… scadente per giunta.

Crediti foto

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