L’enfasi visiva è un modo per guidare l’osservatore in maniera specifica all’interno di un progetto grafico. Si ordinano le informazioni complesse creando una gerarchia visiva ed evidenziando gli elementi. I quattro modi fondamentali per realizzare un’enfasi visiva sfruttano corpo, peso, colore e disposizione.

L’uso mirato dell’enfasi è essenziale per comunicare con chiarezza e velocità; consiste nel catturare l’attenzione dell’osservatore per guidarla progressivamente all’interno del disegno o intorno ad esse; l’enfasi, come tutti gli altri principi fondamentali del disegno, va sempre considerata in rapporto all’intero progetto. Esempi di corpo, forza, colore e disposizione impiegati come enfasi si trovano su giornali e riviste, dove la velocità visiva è frammentata in pacchetti di informazioni. Questi sono identificati in vari modi, ad esempio con un titolo (corpo), un testo introduttivo in grassetto (forza), un filetto colorato o una variazione tonale nella composizione del testo (colore), oppure tramite la particolare collocazione degli elementi (disposizione).

Il corpo crea enfasi attraverso le proporzioni contrastanti di formato, carattere, immagine, rapporto tra gli elementi, dimensioni (lunghezza e altezza), volume (area e profondità). Ridurre un elemento ad un corpo minuscolo in un grande formato può essere efficace quanto ingrandirlo fino a riempire l’area, se non di più.

Il peso del carattere suggerisce sostanza visiva e massa e può andare dal nerissimo al chiarissimo. E’ spesso utilizzato in abbinamento con variazioni di corpo, ma risulta più efficace quando è applicato ad elementi di corpo uniforme. Un contrasto unicamente di peso tra singole parole o righe acquista efficacia in testi di notevole entità. Le variazioni di peso tra elemnti o blocchi di teso continuo o nei titoli determinano piani spaziali diversi e possono influenzare l’ordine di visualizzazione e di lettura. Per accrescere o diminuire i livelli di enfasi si possono impiegare diversi gradi di densità e apertura del testo ed il valore tonale delle immagini.

Il colore non solo evidenzia, ma aggiunge profondità ad ogni aspetto dell’enfasi in virtù di fattori quali associazione, atmosfera, temperatura ed emozione; una scelta adeguata del colore può basarsi su una qualsiasi di tale aree o su una combinazione di esse. Scelte casuali o preferenze personali nell’uso del colore possono distogliere dal contenuto o dal messaggio ed evidenziarlo in maniera errata. L’interazione e/o il contrasto tra i singoli colori, insieme al livello di saturazione (intensità) e brillanza (tonalità), modificheranno in maniera significativa il grado ed il volume dell’enfasi. Il colore tipografico creato dalla variazione di peso da un corpo di testo ad un altro può essere utilizzato anche per ottenere una sottile enfasi o contrasto.

La disposizione, come il colore, si interfaccia con ogni aspetto dell’enfasi; è parte integrante della comunicazione visiva al punto tale che il suo potenziale è spesso sottovalutato. La disposizione è indissolubilmente legata all’area e riguarda la collocazione strategica degli elementi. Può richiamare l’attenzione, in maniera impercettibile o dinamica, sugli elementi presenti all’interno dell’area di disegno; ad esempio, di per sè i numeri di pagina, relegati in fondo o in cima al foglio, non attirano l’attenzione, eppure il lettore li trova istantaneamente grazie al loro posizionamento. Analogamente, un capoverso rientrato (la disposizione della prima parola in una sequenza di paragrafi) scandisce impercettibilmente il ritmo di lettura. Un uso ragionato della disposizione può essere estremamente efficace e non richiedere il ricorso ad altri metodi di enfasi; al contrario, la collocazione superficiale degli elementi su una pagina può determinare una dinamica confusa che intralcia il lettore.

Il contrasto è utilizzato per creare e mantenere l’interesse visivo, proprio come l’intonazione aggiunge interesse al discorso. Senza contrasto, la comunicazione grafica diventerebbe piatta e noiosa, con pochi elementi in grado di attirare l’attenzione o di destare interesse. Il contrasto utilizza opposti visivi o dissomiglianze per variare la velocità di lettura, evidenziare, differenziare, mettere in competizione, attrarre. Può essere sia quantitativo sia qualitativo, evidente o impercettibile. Il suo impiego va sempre considerato in rapporto diretto all’idea ed al progetto nel suo complesso. Poiché le aree nelle quali è possibile attuare un contrasto sono particamente illimitate, all’inizio può essere utile analizzare le potenzialità delle principali tipologie di enfasi, vale a dire corpo, colore forza e disposizione.

Anche gli opposti di cui si fa esperienza nella quotidianità (rumore e silenzio, caldo e freddo, equilibrio e movimento) possono essere una fonte di ispirazione per il contrasto grafico. Per sortire un risultato efficace, il contrasto deve essere adeguato al concetto e strettamente legato all’enfasi. Un impiego eccessivo può sfociare nella mancanza di un punto focale nel progetto, mentre gli elementi si contendono l’attenzione dell’osservatore e l’occhio viene sospinto in diverse direzioni.

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