Un ambiente open space, il  contatto diretto con le persone, la condivisione di pensieri e idee, anche estemporanee, la possibilità di osservare le cose da differenti prospettive… sono queste caratteristiche che rendono l’ambiente di lavoro coinvolgente e oltremodo stimolante. Ma, in soldoni, di cosa si occupa un’agenzia di comunicazione integrata? Di mille cose, un milione delle quali divertenti!

Matteo
agenzia-di-comunicazione-3Marketing non convenzionale, brainstorming, focus group… termini pomposi e altisonanti, che rendono difficile capire di cosa si parla. Volete sapere di cosa si occupa un’agenzia di comunicazione integrata? Detto papale papale, noi stiamo IMPARANDO! Entrare a far parte di Shape è stata una cosa talmente improvvisa da non lasciarci il tempo di capire cosa stesse succedendo. Così, da un giorno all’altro, ci siamo trovati a condividere lo spazio all’interno delle modeste mura della nostra agenzia. Modeste, vero, ma incredibilmente calde e rassicuranti, confortevoli. Siccome per noi questo lavoro è completamente nuovo, abbiamo pensato bene di raccontarvi, volta per volta, le nostre personali esperienze. Se ci capite poco di questi argomenti, bhè passate a trovarci!. Ecco a voi il nostro personale “Diario di bordo”. Buona lettura!

Cara Laura, finalmente quel simpaticone del nostro “Direttore” ci ha concesso la possibilità di realizzare un articolo assieme (un articolo a quattro mani, come si usa dire nel gergo). Insomma, abbiamo finalmente la possibilità di cantarcela e suonarcela da soli! 🙂 Personalmente, non vedevo l’ora di sfruttare la possibilità di collaborare assieme per scrivere anche un pezzo, assieme. Cosa rappresentano per te Shape, ed in generale un’agenzia di comunicazione?

Laura
Parlare di comunicazione, no, non è affatto semplice, meno che meno far capire ai “non addetti ai lavori” cosa sia un’agenzia di comunicazione e come elabori un benedetto Piano di Comunicazione.

Gli stimoli sono sempre differenti, le attività così variegate, che di certo non ci si annoia; certo richiede una certa propensione all’organizzazione metodica e settorializzata (cosa a cui ancora fatico ad abituarmi) ma consente un’effettiva crescita professionale e personale, da non sottovalutare.

Stiamo dando il massimo per far capire, qui e ora, nonostante il nostro proverbiale provincialismo atavico e irremovibile, di cosa ci occupiamo. Un piano di comunicazione serve a tutti: politici, commercianti, associazioni, “specialisti” dell’informazione on-line… Un po’ come dire quel docente lì, è una “mente geniale, brillante e preparata” un’altra cosa è : FARE DIDATTICA. Se non sai unire il saper fare al saper comunicare devi rivolgerti agli esperti. E in un mondo che ci vuole veloci, ultracompetitivi e fecondi al cambiamento costante, la specializzazione delle professioni, non è un dogma, ma una necessità. Io, solo perché guardo da anni dottor House, non mi sognerei mai e poi mai di diagnosticare inenarrabili e quanto mai improbabili mali rari e incurabili.

Da cosa l’ho capito?
Proprio parlando con il Fhurer dell’agenzia. Ho capito che cose che non avrei mai sperato di abbracciare, possono entrare a far parte del mio bagaglio esperienziale e professionale, per converso cose che IO conosco possono arricchire l’altro.

Cosa ha reso la mia passione per la scrittura un potenziale di sviluppo della mia creatività?
Ancora una volta parlare. Con te e con lui, gli altri, i clienti, i collaboratori che continuano a girarci attorno.

Cosa rende il nostro lavoro speciale?
Noi, siamo noi a renderlo speciale. Nessuno escluso, nessuno in particolare (anche se poi, c’è da ammetterlo, è sempre il capo che ci guida dalla manina) eagenzia-di-comunicazione-team-work lo facciamo con quegli incontri, dagli odiosissimi nomi anglofoni: team working, brainstorming, focus group…
A me non importa molto come lo chiamiamo, mi importa uscire con la teste fumante, a fine giornata, dopo aver lavorato, sullo slogan di una campagna pubblicitaria o sulla scelta del logo, o ancora sulle strategie da utilizzare per la promozione sui social. Mi importa essere confusa, dubbiosa e perplessa, in modo da farvelo presente, pressarvi, giungere, assieme a compromessi, incontri tra le mie e le vostre idee. Si si tratta, in fin dei conti, solo di idee… e voi siete il mio iperuranio.

Matteo
Oggi, agli albori del nostro percorso di crescita professionale, non possiamo che definirci dei “niubbi” del settore. Ma l’entusiamo è grande e noi, che siamo delle vere e proprie spugne – giuro: assorbiamo conoscenza, oltre all’alcol! – vogliamo apprendere il più possibile per arrivare, un giorno, a reggerci sulle nostre gambe. Non tanto per essere indipendenti, quanto per fornire un contributo tangibile all’agenzia (e al mondo, muahahah), più di quanto le nostre attuali competenze ci consentano di fare. Lavorare in gruppo, sostenerci l’un l’altro, e perché no, prenderci in giro… mi auguro proprio che questo non venga a mancare, mai e poi mai. Altrimenti che gusto c’è?

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.