Cultura e società. Anzi no, cultura è società. Come farle lavorare in sinergia nel 2015? Il social media marketing è una via.

 

No, non è una rubrica del TG. E’ la più elementare delle connessioni logiche che mi viene in mente quando penso al tessuto cittadino, al background e all’evoluzione del vivere civile e sociale di una comunità.

Oggi è il caso di parlare, alla stregua di quanto ho già fatto con Greenpeace ed Emergency, di una delle scuole di teatro della città di Catanzaro.

Dove sta l’analogia? Nella capacità di sfruttare al meglio mezzi e strategie di comunicazione digitale per promuovere e rendere operative le attività di associazioni, movimenti, ed eventi che hanno l’arduo compito di migliorare il patrimonio culturale dell’ambiente in cui operano.

Il fulcro del discorso risiede quindi, nella capacità di fare proprie le conoscenze del marketing 2.0 ( se vogliamo 3.0) 

Ho deciso di parlarvi della Scuola di Teatro Enzo Corea.
Quasi trent’anni di attività, migliaia di spettacoli alle spalle, centinaia di allievi che hanno raggiunto traguardi più che lodevoli (Come il Premio Ubu 2010, Francesco Colella). Riconoscimenti locali e nazionali. Tanta passione, sudore, impegno e sacrifici che ci si augurava di non dover protrarre così a lungo nel tempo. Eppure ci si domanda perché devono sopravvivere solo di applausi?

Li ho visti da vicino, i due big della scuola, Salvatore Emilio Corea e Francesco Corapi. Un Socrate e uno scienziato pazzoide, ricchi di idee e colori come nessuno mai. Più volte ho seguito la preparazione di spettacoli ed eventi; quanto lavoro e quante poche soddisfazioni. C’era chi un tempo con il teatro faceva soldi, loro si circondano di tanto amore e speranze. Ah! Quanto vorrei poter quantificare il reale successo che meriterebbero. La risposta è semplice, ed è allo stesso tempo sconfortante:

Catanzaro non è più da anni una città d’arte. I teatri hanno chiuso, quelli che pure esistono, l’amministrazione comunale preferisce regalarli all’incuria, alla muffa e al degrado. I giovani scarseggiano, e non perché non siano interessati, ma perché non sono a conoscenza di molte realtà come questa.

Non è vita facile, quella dei teatri in Italia, lo sappiamo. E’ difficile competere con “il tutto e subito” dello show business attuale. Ma non per questo non possiamo non riprenderci lo spazio che ci spetta.

Come fare? Sfruttando quello che il social media marketing insegna

Facendo rete

Svelato l’arcano del senso del “network”. La strada giusta è quella di costruire un discorso in grado di convincere più gente possibile a sostenere il progetto. Eventi, momenti di partecipazione, di pubblica presenza sul territorio, per reperire stake holders, contatti utili e personaggi influenti in grado di spargere la voce con più velocità.
Esempio: flash mob della compagnia in piazza, durante una festa rilevante, non prima di aver contattato tv locali, agenzie di comunicazione, competitor e altre varie compagnie, esercenti e un richiamo alla rassegna da far partire da li a breve. E tac! Il gioco è fatto!

In questo modo si attira la partecipazione attiva della società ai propri intenti, si avvicina la gente all’arte, si crea un seguito, di sostenitori, che saranno utili per la promozione “one to one“, quella del passaparola, per intenderci.

Facendo comunicazione

Questo è il fulcro e ne ho parlato spesso. Valgono sempre le medesime regole. Senza piano di comunicazione non si va da nessuna parte. Elaborazione strategica di obiettivi e risultati sperati e l’utilizzo di tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione. Sito internet, blog e social network e anche di un ufficio stampa che non guasta mai. Questa è la parte più impegnativa, perché richiede competenze e quindi soldi da “buttare“.

Ma con un po’ di impegno è possibile darsi anche al “fai da te. In fin dei conti si tratta di teatro: un bel canale youtube, dei bei montaggi, una pagina facebook ben curata e ci si può anche arrangiare (per un po’) . Di consigli utili per gestirli il più professionalmente possibile il web ne è pieno.
Anche su shapebureau.com ne puoi trovare un po’.

la via del social media marketing

[crediti foto]

Facendo business

Per fare tutto ciò una cosa sola serve, tempo… che è denaro. Come trovare i soldi per finanziare queste spese?
Approfittiamo del web e diamo vita ad una piattaforma di crowdfunding , lo Stato non ci sostiene? Lasciamo che sia direttamente la popolazione ad occuparsene.

Approfittiamo dei bandi di finanziamento (pochi) di comunità europea et similia. Investiamo su corsi di formazione per monetizzare le competenze dello staff interno.
Per ripartire, per far girare meglio gli affari e godere degli spazi appositi per fare teatro.

E’ più una missione, ora come ora, il “fare teatro a Catanzaro“; per alcuni versi non lascia ben sperare. Ma quando agli spettacoli vedo gente divertita o piacevolmente colpita non posso fare a meno di notare che qualcosa ancora si può fare.

Non possiamo più contare sui canali tradizionali che una volta rappresentavano il sostentamento centrale. Lo Stato non c’è più. E’ ora di reinventarsi, perché ora che ho visto cos’è il teatro, non posso più farne a meno.

Lo meritiamo tutti. E le compagnie della Scuola di teatro Enzo Corea , così come molte altre resistono, in questi terribili anni, e meritano un posto migliore, privilegiato e di certo non all’ombra di quello che “potrebbe essere”.

Buona fortuna.

 

[pagina facebook della compagnia] [crediti foto]
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Laura Trapasso

Aspirante scrittrice cinica e puntigliosa, con il perenne blocco dello scrittore (dice lei). Con la sola imposizione delle dita è capace di dare luce ad argomenti nuovi, mai banali, e di renderli leggeri e adatti ad ogni lettore.

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