Nei post precedenti abbiamo trattato i principali dettami del content marketing e appurato inoltre quanto vi siano tutti i presupposti oramai per un cambiamento epocale rispetto al fare marketing.


Segui il cambiamento abbraccia adesso il content marketing


Il leitmotiv è convincere tutte le PMI ad abbracciare al più presto questa forma di marketing per intraprendere un percorso di crescita per il proprio business; meglio essere trai primi che in coda! Il futuro è già adesso ed è hic et nunc!

Coloro che ben cominciano non solo godranno poi di maggiore esperienza e quindi di un risultato qualitativo come ritorno a garanzia del tempo speso per costruirlo ma di risultati comprovati sin da subito proprio a causa del vantaggioso rapporto in essere tra i partecipanti al cambiamento Vs (contro) astenuti il quale man a mano che si ridurrà a favore dei primi renderà sempre più difficoltoso il raggiungimento così efficace delle utenze in essere nel presente.

Il web è un’opportunità ma anche un ecosistema altamente competitivo il che cambia solo le mire su cui investire le proprie energie e risorse ma rimane pur sempre un lavoro da svolgere con atteggiamento lungimirante e perseverante.

Il registro comunicativo da quantitativo a qualitativo

Dai grandi numeri raggiunti a pioggia a quelli capillarmente più profilati il content marketing ha trasmutato i registri comunicativi esistenti ora più orientati a costruire una comunicazione bidirezionale con l’utenza fatta com’è di ascolto come di reciproco dialogo; un cambiamento che impone una ricerca ma anche una costruzione dello stesso che deve perdurare nel tempo affinché esso si riveli sempre più efficace ma anche naturale e perciò vicino alle utenze tant’è che appunto da gerarchicamente impositivo si è fatto orizzontale e distribuito ma sopratutto richiesto da queste ultime e non più viceversa.

 

A chi è rivolto il content marketing?


Nessuno è escluso da questo processo di inversione paradigmatica che passa dal personal branding ai grandi marchi ivi comprese le piccole e medie imprese ovviamente ciò che varia in rapporto ad esse è il budget a disposizione e quanto in funzione di esso diviene importante adoperarsi in fatto di creatività per sviluppare prodotti competitivi e finalizzati al raggiungimento dello scopo.

I mezzi come gli strumenti di design certo non mancano, l’offerta online è vasta ed eterogenea perciò con molta probabilità siamo dinanzi al fenomeno più democratico in questo senso a cui la storia dell’umanità abbia potuto assistere ed al contempo partecipare.

 

Perché il content marketing è conveniente per le PMI?


A differenza delle aziende con grandi budget la prospettiva di potersi promuovere attraverso modalità e strategie più sostenibili non è certo un aspetto trascurabile anzi dovrebbe ingolosire e far riflettere attraverso una prospettiva finora inusuale d’analisi in cui a fronte di un modesto investimento da riversarsi su una ipotetica implementazione informatica del proprio sito web con l’aggiunta di un blog è possibile conseguire sin da subito un ritorno un tempo impensabile e ben al di sopra delle proprie aspettative ma soprattutto quantificabile.

Quindi, il content marketing è anche misurabile/ quantificabile?

La possibilità di monitorare sin da subito i dati rispetto all’efficacia del content marketing apre scenari nuovi e prima inesplorati dal marketing tradizionale ma anche una prova immediata dell’efficacia di quanto i contenuti possono influenzare l’incremento di business.

I numeri in questo caso parlano e consentono così non solo di misurare i successi ma anche di calibrare opportune contromisure al fine di generare notevoli e considerevoli incrementi di crescita del capitale.

Quindi ciò che genera il content marketing non è un valore in astrazione ma è misurabile e quantificabile con strumenti di metrica digitale per analizzare i dati da estrapolare per poi poter anche affinarsi a livello strategico per divenire ancora più penetranti nella propria nicchia di mercato e magari agire così ad un livello più fine/ capillare ma soprattutto per man a mano migliorare a sviluppare così un azione sul processo sempre più performante ed efficace.

Ma romanticamente è anche vero che…

l contenuti non sono solo freddi numeri, andando al cuore della cosa ed usando parole un po’ meno tecniche ed un po’ più romantiche essi corrispondono alle parole che danno forma ai nostri pensieri che poi si fanno frasi e le cui strutture compongono infine riflessioni concettuali.

In esse tutto è possibile e gli scenari sono pionieristici quanto ancora inesplorati, intrinsecamente promettono e mantengono un investimento sicuro di crescita ad intra ad extra come non si è vista né vissuta mai per il brand.

Dopotutto il pensiero è anche potenziale, molto è quello che passa per inespresso e la chance di mantenere la promessa atta a rispettare l’aspettativa dell’utenza si innalza vertiginosamente.

Però è anche necessario per fare tutto ciò mantenere i piedi ben saldi a terra perché fare content marketing è anche una ricerca esasperata e parossistica tesa al tecnicismo ed alla comunicazione mediatica finalizzata alla scelta continua del giusto registro/ approccio comunicativo in virtù di quello ritenuto sempre più efficace ed efficiente a veicolare il ‘messaggio’ antecedente l’atto della scrittura il cui obiettivo e ovviamente mirato a promuoverla.

Non solo romanticismo

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Ancora, è costituito anche da tanto lavoro tecnico e pratico da parte degli specialisti del content marketing i quali difatti asseconda del media adoperato sono vincolati dagli standard e dalle convenzioni comunicative ad essi intrinseche. Ad esempio il testo necessita di vere e proprie translitterazioni affinché risulti efficace per assurgere così ad essere caratterizzato da determinate caratteristiche tecniche a dispetto di altre perciò è necessario discernere il suo design in relazione a questa tipologia di rapporto/ relazione.

Content marketing = evoluzione nella comunicazione

Per queste ragioni a mio avviso il media testuale sta subendo una notevole spinta evolutiva sia dal punto di vista creativo che nel rispetto del rapporto esistente tra media e modalità comunicative il quale non può certo trascendere da quello susseguente quindi con la  tecnica tant’è che come abbiamo già abbondantemente trattato il web richiede un design delle scrittura ed il rispetto di talune linee guida/ best practice ad esso dedicato.

Perciò è probabile che al di la della parabola evolutiva che ha avuto la scrittura con il media rappresentato dalla carta stampata ciò stia avvenendo anche per quella di stampo online la quale pur essendo in una fase iniziale spinge ad un altro livello evolutivo le capacità espressive degli autori web/ blogger tesi come sono sin da ora verso la ricerca di nuovi gradi di interazione con le utenze per avvicinarli così ai prodotti delle aziende per cui scrivono.

Content marketing = tecnica + competenze/ skills umanistiche

In alti termini in content marketing rappresenta una spinta creativa che muove da un livello più generico di evoluzione della comunicazione sino a stimolare una ricerca continua più fine da parte degli autori di efficacia finalizzata all’uso del giusto registro/ modalità comunicativo;
quindi a dispetto di quanto sia più facile credere il contrario il futuro nella fattispecie quello della comunicazione web non è stato già tutta espressa ma è ancora tutta fare, da scrivere!

Con il content marketing mutano anche gli standard qualitativi delle modalità narrative le quali si fanno sempre più luogo d’incontro e di avvicinamento tra utenze e business generando così i dettami iniziali di una nuova era della comunicazione ove a dispetto di quella precedente basata sull’agire che irretisce tipica dei format pubblicitari di stampo tradizionale diverrà sempre più votata alla trasparenza tramite modalità e registri comunicativi sempre più votati alla creatività e come risposta all’aspettativa dell’utenza.

era solo un valore umanistico.. (il contenuto)

Il web invece sta rendendo il contenuto progressivamente un valore numerico, anch’esso misurabile, quantificabile il cui tripudio è il risultato della summa tra tecnica ed appunto competenze di stampo umanistico da cui finalmente non si può prescindere e la cui sintesi è l’elisir di lunga vita per i contenuti di qualsivoglia forma di business.

 

Content marketing = blog obbligatorio?


Questa è una domanda topica che prima o poi mi sento fare da parte di tutti coloro che si approcciano o intendono farlo al content marketing e che giustamente si interrogano su quale debba essere lo strumento di partenza per generarlo. Se la prospettiva d’analisi è quella di generare una piramide comunicativa in cui la comunicazione si irradia da un canale principale per diffondersi agli altri è il caso di avere un blog e poi lavorare sul successivo adattamento dei contenuti in funzione della gerarchia dei canali che si intendono usare per l’erogazione.

Altrimenti per dirla alla Woody Allen perché basta che funzioni è sufficiente che il contenuto converta e per questo potrebbe bastare asseconda dell’obiettivo preposto ad esempio una landing page + una mailing list associata in funzione del contenuto che si intende usare che può essere anche un video del noto servizio offerto da YouTube, Viadeo o di Facebook.

Un esempio tra i primi che mi viene in mente è quello di Marco Montemagno che vuoi sia per ragioni legate alla notorietà che per le sue pluri-capacità evito di etichettare restrittivamente come mero specialista della comunicazione; da un’analisi/ studio approfondita della struttura informatica di cui si serve è evidente che la sua comunicazione parta da un formato quello video per poi essere diffuso tramite una pagina Facebook ed un canale YouTube ed il resto sia delegato ad una landing page volta a convertire utenti in fidelizzazioni in cambio di un webinar formativo ed infine un sito che altro non è che un video-blog di raccolta di tutte le sue performance.

“Perciò a ciascuno è deputata la scelta dei canali e delle modalità con cui comunicare contenuti per fare content marketing purché essa sia votata a far compiere un’azione di qualche genere all’utenza e sia utile a convertire.

Il contenuto al soldo del content marketing deve convertire necessariamente gli utenti direttamente in clienti?


Ma anche no!
Però esso deve rappresentare anche implicitamente una forma silente di merce di scambio affinché selezionato in base a criteri soggettivi di valutazione divenga materiale di condivisione spontanea sui rispettivi canali social media – network, blog e siti web tanto da acquisire un incremento sempre maggiore di visibilità attraverso la sua diffusione per reclutare clienti anche potenziali che si annidano tra i followers su base tematica, le ricerche occasionali o tra gli amici degli amici.

“Insomma trattasi di un processo a catena che gioca sull’assoldare tutti noi che siamo posti in equilibrio speculare tra essere semplici spettatori e divenire da clienti latenti a potenziali.

Anche la condivisione è una forma indiretta di conversione attraverso la diffusione di un contenuto ma mossa da altri moventi rispetto ad esempio a come avviene in una landing page ove alla ricezione diretta di prodotti corrisponde il baratto dell’indirizzo email.

 

Conclusioni

Con questo post prosegue il percorso formativo sul content marketing intrapreso insieme su Shape Beyond Graphic blog; come consuetudine da un’inquadratura generale siamo scesi sino al particolare per analizzare ad un livello più atomico la disciplina a tratti forse anche scavando sin troppo fino a raggiungere i tecnicismi più arditi. Nel qual caso troviate delle ripetizioni me ne scuso anticipatamente ma le ritengo utili/ necessarie in un contesto formativo finalizzato ad agevolare il processo di apprendimento in quanto inserite ad hoc per reiterare i concetti di base/ principali e rafforzare progressivamente le conoscenze maturate per fissarle meglio nella memoria e renderle così acquisite. Quindi per un risultato ottimale vi invito a leggere i post che hanno preceduto il seguente in quanto costituiscono la tracciatura diacronica del percorso formativo dedicato al content marketing

Ciò che invece spero di aver comunicato sino ora ed aver tentato di trasmettere è la passione per i contenuti in senso generale e la gioia che mi assale nel poter riscontrare finalmente una forma di lavoro evoluta che sembrerebbe gettare le basi per onorarla in divenire e che anziché essere piatta si pregusta persino creativa.

La speranza maggiore poi è di aver risvegliato in voi sopite vene creative unite ad uno spirito intraprendente e propositivo che magari sino adesso non hanno trovato spazio e di essere riuscito a farle tornare ad aver voglia di esprimersi e perché no aggiungerci anche un ritorno che di questi tempi non è affatto male ne’ cosa indesiderata.

Ho anche il presentimento come la presunzione di pensare che il content marketing possa celare una velata forma di rivoluzione economica orizzontale ma cosa più importante credo che senza ricorrere a tante esemplificazioni la stiamo attuando sin da adesso attraverso questo post e quelli precedenti ma che affinché essa si compia è necessario che anche il mio divenga a sua volta percorso formativo personale parallelamente al vostro e per cui feedback e commenti divengono una guida a me indispensabile per meglio calibrarmi sulle vostre rispettive aspettative e nell’imparare ad usare un registro comunicativo sempre più consono e di facile fruizione.

Crediti foto di copertina

Crediti foto immagine interna

 

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