Assodato che il content marketing si basa sui contenuti il passo successivo è scinderlo nei due aspetti caratterizzanti che lo costituiscono in cui uno è di natura tecnica mentre l’altro umanistica.


In rete sono presenti una moltitudine di fonti attendibili che ci offrono risorse e contenuti sui contenuti declinati appunto al content marketing mentre è assai più difficile scovarne quelli la cui letteratura sia afferente un taglio prettamente di stampo umanistico. Il legame però è evidente perché il ruolo che gioca il contenuto finalizzato ed orientato al marketing è sempre a livello concettuale, ove un’idea poi si fa design. Prima di lasciarvi con i suggerimenti tipici del caso vediamo insieme di fare una disamina sulla tematica su specifiche umanistiche.

 

Quale tipologia di rapporto quello utenza/content marketing?


Indagare come si è evoluto il rapporto di interazione tra contenuti finalizzati al fare marketing ed utenze equivale a fare un percorso sino a trovarne la chiave su cui ruota il cambiamento tra la precedenti modalità e quella attuali; ovvero a compiere insieme e far emergere quel giro di boa che i marketer hanno compiuto ed intendono perpetrare sviluppando di fatto, così, un’inversione paradigmatica. Traghettando il precedente modo di fare marketing dalle dinamiche che irretivano a quelle dove addirittura è l’utenza che cerca ciò che gli interessa, tant’è che si parla appunto in questo senso di inbound marketing. Quindi non solo mutamento ma anche inversione.

 

La condivisione e la promozione orizzontale


Inoltre la produzione del contenuto sta traslando da com’era ovvero prettamente verticale ad orizzontale, da gerarchica impositiva a distribuita; la condivisione poi contribuisce a farne invece un fenomeno unico di sponsorizzazione ulteriormente distribuita in cui è l’utente che spontaneamente attraverso di essa decide se diffondere o meno il prodotto di suo interesse.

Mentre il rapporto tra le parti è di stampo bidirezionale ed al contempo di interdipendenza in cui gli autori di contenuti ogni giorno generano un’offerta nel tentativo di soddisfare l’incalzante richiesta/ domanda delle utenze che interrogano quotidianamente i motori di ricerca.

L’epicentro di questa relazione ovviamente è sempre esso sua maestà il contenuto il che principalmente se la gioca su due aspetti:
il primo dedicato a soddisfare l’aspettativa dell’utenza per cui gli autori possono servirsi di appositi Tool per monitorare e misurare i dati inerenti le indagini ed i parametri susseguenti di mercato mentre il secondo deve tentare di prevedere desideri ed aspettative in astrazione anticipandone così i trend.

 

Il content marketing un approccio utentecentrico


Come in altre tipologie di interazione online vedi la web usability presto o tardi anche le rimanenti altre si stanno orientando verso questa modalità di approccio detta utente centrica che pone appunto al centro le esigenze dell’utenza anziché come detto precedentemente imporla gerarchicamente e verticalmente dall’alto. Il mercato così si fa meno onnisciente; aggiungerei anche l’aggettivo arrogante! Perlomeno è insindacabile che a tal proposito risulti essere assai più parsimonioso e meno dispendioso.

Per aiutare nella comprensione di questa inversione di tendenza mi piace chiamare in causa il Toyotismo e far riferimento a come questa nota azienda orientale dell’automotive fosse riuscita a tagliare le spese innovando sia la catena di montaggio che la produzione di pezzi ed accessori non più realizzati preventivamente ma solo post-ordinazione da parte del cliente;
a fronte di una richiesta più specifica e calibrata ed una migliore organizzazione della logistica vi fu un’immediata riduzione degli sprechi/costi e perciò un maggior ricavato, miglior trattamento a favore dei dipendenti ed un corrispettivo avanzamento/ innovazione industriale.

Parallelamente il content marketing attraverso la calibrazione sulle specifiche dettate dalle aspettative dell’utenza anziché generare pubblicità a pioggia, irretire con i relativi sprechi economici e le ridondanze concettuali contribuisce a dare un taglio netto al passato in virtù di promettenti risultati votati all’utilità e la spendibilità delle risorse.

Per i parallelismi trovo calzante lo screenshot sottostante:

Toyotismo_screenshot

 

Un mercato ancora tutto da scoprire e su cui investire


Quella che può apparire come un’offerta esorbitante in realtà copre a malapena la domanda dell’utenza che quotidianamente interroga i motori di ricerca.”

L’aspettativa è l’eldorado della nuova era del marketing da conquistare a suon di contenuti mentre l’inversione paradigmatica in essere che coinvolge le precedenti metodologie e strategie non fa altro che contemplarne al contempo il seducente meccanismo attrattivo in cui l’utenza stabilisce autonomamente di scegliere o meno se e come poi eventualmente fidelizzarsi in base a liberi criteri di valutazione tipo legati alla loro trasparenza, spendibilità, efficacia ed efficienza.

Ancora, il content marketing ha rovesciato la piramide produttiva e questo non può far altro che ampliare ulteriormente le possibilità ed il potenziale creativo con l’aumento di fatto degli autori.

 

Contenuti affidabili e trasparenti = contenuti di successo


L’azienda che decide di fare content marketing deve evitare assolutamente relazioni deteriori ma pensarne sempre a lungo termine, personali e che generino fiducia ed utilità cosicché la meccanica della condivisione comporti a seguito clienti potenziali ed un incremento delle fidelizzazioni.

Cosa serve ad un contenuto per essere condiviso?

  1. Deve soddisfare l’aspettativa/ domanda dell’utenza;
  2. Dev’essere utile/ spendibile.

 

Scrivere contenuti con queste prerogative e finalità dovrebbe risultare anche più facile rispetto alla pubblicità dell’era antecedente;  questo perché affidarsi meno all’astrazione e mirare più alla concretezza, alla verosimiglianza insita nel raccontarsi e raccontare l’azienda ed i suoi prodotti ad esempio puntando sulla loro utilità rimanendo contemporaneamente proiettati all’applicazione pragmatica degli stessi dovrebbe venire più spontaneo e naturale oltre che raggiungere un risultato sicuramente meno artefatto.

Perciò ascoltare il mercato, affidarsi ai principali e più noti tools al fine di monitorarli e misurarli diviene un’attività basica su cui affidarsi per soddisfare la richiesta/ aspettativa delle utenze ma anche tendere verso un risultato quanto più possibile vicino alla veridicità per non apparire freddi e fasulli manipolatori autoreferenziali.

Inoltre è importante poi considerare la viralità del contenuto come il potenziale ad esso intrinseco tradotto in termini di condivisioni perché è proprio in questo meccanismo che è insito il suo aspetto peculiare di stampo “generativo”; il quale spinge a partecipare spontaneamente alla sua divulgazione che passa da utente in utente;

normalmente per interesse, utilità o quant’altro ma soprattutto perché la condivisione votata a promuoverlo alla propria rete di contatti (amici, social networking, cerchie sociali, ecc.) o pubblica.

Per ottenere questo risultato un contenuto dev’essere perciò oltretutto

  1. seduttivo al fine di catturare
  2. l’attenzione
  3. conquistarla per poi
  4. fidelizzare e magari anche
  5. convertire.

 

Sono solito abusando di qualche imperativo di troppo usare per tale sequenza procedurale sintetizzandola questo slogan: “attrai, conquista e converti! Con il verbo “convertire” in gergo s’intende portare l’utente a finalizzare con un’azione il conseguimento di un obiettivo.

 

Costruisci la tua reputazione online


Altro fattore importante per i contenuti dediti ed applicati al marketing è la reputazione la quale dev’essere oltretutto a ragion veduta meglio se sostenuta da comprovata esperienza e poggiare su servizi solidi ed affidabili. Su questo aspetto penso ci sia poco da insegnare!

E’ difficile dispensare pillole di saggezza in merito all’onestà e alla trasparenza mentre invece ritengo sia più opportuno concentrarsi sulla comunicazione per esprimerla;
in rete non mancano certo gli esempi a cui ispirarsi e da imitare: “magari ottimizzata e non frutto di un mera copia ed incolla!”

Il valore di un contenuto online ahimè risente pesantemente della reputazione al pari di un cattivo design per il successo di un brand quindi è bene fare molta e scrupolosa attenzione nel costruire quei percorsi di navigazione che sono soliti certificare e rendere autentica una attività web come la cura perlomeno della pagine essenziali che la costituiscono per la fruizione dei servizi attraverso un sito web tipo la pagina ‘About’ ‘chi siamo’, quella relativa i ‘servizi’ e magari quella con l’aggiunta di qualche feedback da parte dei clienti più soddisfatti ed affezionati.

Il blog poi sarà infine lo strumento deputato ai contenuti e per il quale si apre un capitolo a parte rispetto alla sua gestione strategica, di qualità e di valore; perché i suoi testi non risentono certo dell’obsolescenza paritetica ad un sito web statico tant’è che ogni giorno può creare contenuti sempre nuovi essendo così aggiornabile, scalabile e perennemente ottimizzato in chiave SEO perciò altamente competitivo senonché candidato ideale e fratello d’armi per fare content marketing.

 

Previsioni future sul content marketing


Il processo che sta mano a mano rendendo sempre più orizzontale e distribuita la comunicazione coinvolgerà sempre più utenti i quali oltretutto si sentiranno sempre più partecipi in questo meccanismo atto a fare marketing; cosicché aumenta il numero degli autori disponibili e papabili e quindi di riflesso vi è anche una lievitazione corrispettiva del numero delle idee sviluppando così in previsione futura una moltitudine di modalità comunicative“in questo senso temo si preannunci l’alba di una nuova era del marketing!”

Detto questo perciò è opportuno sia come clienti che come imprenditori guardarsi intorno per oltrepassare la trascorsa e datata idea di pubblicitario per sensibilizzarsi rispetto a quei comunicatori che potenzialmente possono disvelarsi o rivelarsi innovatori e quindi aumentare le probabilità di fare centro e raggiungere le utenze cavalcando nuovi trend comunicativi. Quindi sarebbe un bene iniziare a valutare anche i contenuti di autori – blogger meno noti, magari in erba ma dal potenziale latente e magari anticipare così anche i competitor.

 

Desideri scrivere un contenuto ma non sai da dove cominciare?


E’ una problematica che assale sia chi delega che gli intraprendenti, ovvero a cosa ispirarsi per generare content marketing. Eppure i contenuti sono intorno a noi, sono il nostro specchio per questo è necessario osservare attentamente e porsi in ascolto delle migliori fonti web come comunicatori, influencer e quant’altro popola la rigogliosa flora e fauna web della comunicazione e che ogni giorno condividono raccolgono e selezionano contenuti di qualità.

Dopodiché è necessario porli al vaglio della lente d’ingrandimento del proprio interesse per poi passarli nell’imbuto selettivo dei propri output specifici ed infine lavorarci su; il resto lo fa l’esercizio ed il successivo colpo d’occhio professionale che si matura con appunto la pratica alla quotidiana documentazione e formazione continua e permanente tanto cara a chi del web ha fatto la sua filosofia professionale. Alle volte per esempio è più semplice di quanto si possa pensare ed è sufficiente risalire alle origini di un’idea per averne di nuove.

Emulare in questo caso non è una colpa né uno sbaglio, badate bene non ho detto copiare! Bensì essa rappresenta una forma atavica di “creatività generativa” oltre che migliorativa la quale di rimando sposta più in alto l’asticella del livello produttivo, ed è così da sempre dall’origine dei tempi in cui il primo tra i più noti formatori-educatori rispose ai suoi discepoli nonché apostoli alla domanda come avrebbero fatto senza di lui dopo la sua dipartita che sarebbe bastato dare l’esempio!

Crediti foto

 

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Antonio Luciano

Copywriter – blogger – web writer scrivo e mi occupo di blogging, copywriting e formazione online.

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