Se “Content is the King”, la regina, il cavallo e gli altri pezzi della scacchiera cosa rappresentano nel web writing?

 

Sul contenuto, i web maestri fondano la loro crociata e ogni mossa collaterale di azione. Qualcuno se n’è accorto con largo anticipo, e ha annunciato la profezia che da li a breve avrebbe dominato ogni strategia di comunicazione e promozione nei nuovi media, costringendo gli esperti alla ricerca di strategie di razionalizzazione nella forma e nella sostanza delle parole.

Quello che abbiamo compreso, con non poca fatica, è che non basta mettere qualche informazione qua e la, seppur completa e puntuale. Quello che serve è che le parole, nella loro sequenza, siano appetibili per il lettore (emozionali, per lo più), per un pubblico che si annoia giorno dopo giorno e che sa che il “mare è pieno di pesci” e quindi sceglie le informazioni solo dai siti che ha imparato ad amare, nonché (informazioni) rispondenti a quella benedettissima indicizzazione sui motori di ricerca solamente per non rischiare di relegare tutta la strategia di comunicazione in uno spazio che per sua natura tende all’obsolescenza.

In questo contesto il content è diventato il padrone, il punto di partenza per la ricerca della strategia di azione, comunicazione e promozione. Prima di ogni altra cosa infatti si parte dal Piano di Comunicazione che decreterà quali contenuti pubblicare, per quali soggetti e per quali motivi, solo per giungere al risultato stimato.

Cosa scrivo sul sito, cosa sul blog, quali didascalie devo inserire sulle foto. E se scrivessi questo al posto di quest’altro, cosa potrebbe succedere. Ancora una volta sono le parole a mettere in dubbio ogni mossa. 

Tutto è connesso, interconnesso e integrato all’interno di una strategia più macroscopica che fa da timoniere.

Ma è davvero il RE a rappresentare il fulcro del sistema così concepito?

content-is-the-kingCi siamo posti la domanda, cioè ce l’ha posta PierPaolo e, abbiamo giocato un po’ a prendercela con gli scacchi. Cosa può offrirci la splendida arte della Zatrikiologia in questa riflessione? Il marketing si fa con il content ma i pezzi della scacchiera cosa c’entrano?

La scacchiera è lo spazio infinito del web e la vittoria di uno dei due schieramenti è la perenne battaglia di visibilità e rendimento tra competitor. La partita la vince il migliore, non c’è spazio per tutti, ma entrambi possono usare la loro migliore strategia per imporsi sull’altro. Lo scopo finale coincide con il “fare prigioniero” il RE avversario; lo “scacco matto” è la vittoria di una strategia su un’altra, di un Piano di Comunicazione sull’altro.

Da questo assunto ne deduciamo che il RE non può essere il contenuto, semmai lo scopo ultimo, il gioco sul quale si baserà attacco/difesa: il Piano di Comunicazione sarà il Re. Perchè egli non si espone, se non nella fase finale del gioco, tutti gli altri pezzi sono mossi a sua difesa.

Il contenuto non potrebbe essere neanche la REGINA. Ella possiede tutti i movimenti, ma lo può fare solo se ha la via libera, il movimento in diagonale può esser fatto lungo le traverse dello stesso colore. La regina è più efficace nel mezzo della partita che non in altre fasi. Ed è più forte se combinata con altri elementi della partita come ad esempio con una torre e due alfieri. Se consideriamo tutti i limiti e i vincoli cui è sottoposta la regina pare essere più il meccanismo di condivisione del contenuto, di diffusione della strategia attraverso i canali dei social media, utilizzabili solo se la via è sgombra, se si è fatto cioè qualcosa per predisporre il campo giusto (cioè un pubblico, gli strumenti operativi per la presenza sui social ecc.).

Poi abbiamo le TORRI, sono elementi precari, in balìa del gioco, possono essere arrestate sia dal nemico che da un pezzo proprio, non possono muovere in diagonale e se d’avanti gli si para qualcosa sono bloccate. Si tratta di qualcosa che prescinde la volontà propria ma dipende più dal contesto e dal comportamento degli altri elementi il gioco. Vuoi vedere che le torri rappresentano l’engagement (?), quel grado di appeal suscitato che anche se sperato e calcolato con minuzia e stime, dipende unicamente da come il pubblico di riferimento lo accoglierà, lo apprezzerà e lo condividerà.

E se poi gli ALFIERI fossero gli influencer? Potrebbe starci. Loro si muovono trasversalmente, in diagonale e possono esser fermati sia dall’amico che dal nemico, dipende dal grado di “influenza” che sono in grado di esercitare tutt’intorno.

Allora vuoi vedere che è il CAVALLO a rappresentare il vero e proprio contenuto?

In un solo “salto” gli è consentito fare più mosse e in relazione alla direzione che sceglie è in grado di occupare una parte rilevante della scacchiera decidendo spesso le sorti della partita. Ha un valore variabile in relazione alla posizione che occupa e può dipendere dalla casella che ha deciso di occupare. Si insinua facilmente nel campo avversario, scompligliandolo. Acquista valore se sostenuto dai pedoni che potrebbero tranquillamente rappresentare quegli elementi che fanno da corollario al testo, immagini, link, ipertesto, sottotesto ecc.

Aggiungo inoltre che il cavallo perde il suo valore se collocato in una casella laterale, una di quelle messe al margine, fuori dalla strategia centrale di azione, quella decisiva perché è solo attraverso i suoi movimenti che la Regina avanza e la difesa del Re prende forma.

Il Re è sì l’obiettivo centrale della partita ma il suo potere non è evidente fintantoché la partita è quasi al suo culmine, si getta nella mischia solo verso la fine e acquista il suo valore offensivo dopo che gli altri pezzi hanno fatto le loro mosse.

La partita è quasi conclusa quando il Re è “sotto scacco” ma se qualcuno si accorge di questo, simultaneamente può muovere scacco al re avversario e questo non può che voler dire che anche quando la partita sembra segnata, da una strategia che ha seguìto a puntino ogni regola (contenuti snelli, emozionalità, visual, sequenze numerate ecc.) è possibile con una mossa inaspettata vincere la partita con astuzia, con una semplice mossa decisiva e inaspettata.

Se non è il cavallo il contenuto non so cosa sia! Tu invece che pensi a riguardo? Avremmo piacere ad avere un tuo feedback nei commenti!

Crediti foto

Se non avessi avuto tra le mani “ABC degli Scacchi” di Ugo Pasquinelli questo post non avrei mai potuto scriverlo. 

Laura Trapasso

Aspirante scrittrice cinica e puntigliosa, con il perenne blocco dello scrittore (dice lei). Con la sola imposizione delle dita è capace di dare luce ad argomenti nuovi, mai banali, e di renderli leggeri e adatti ad ogni lettore.

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