Catanzaro ha molte bellezze mal gestite e troppe bruttezze. Lo sforzo per sovvertire l’ordine: inutile!


Ti avviso, quello di oggi non sarà un post utile. Niente consigli, nessun trend né profezie sull’anno che verrà o buoni propositi per un 2016 proficuo. Oggi preferiamo, noi di Shape, chiudere l’anno con la medesima amarezza che ha accompagnato un 2015 ambiguo e instabile. Un augurio controtendenza, in sostanza; uno sfogo collettivo nei confronti di un tessuto economico, politico e sociale che con riluttanza e subordinazione, accoglie la nostra agenzia e molte altre realtà del territorio.

Negli ultimi due anni abbiamo sviluppato i nostri piani editoriali prendendo di mira l’amministrazione (locale e non), le imprese e la comunità social e sociale, evidenziandone aspetti negativi, aspetti positivi e soluzioni professionali relative al nostro settore, credendo che dimostrando le competenze e le attitudini dell’agenzia, qualcuno potesse, per così dire, ringraziarci e tenerci in considerazione. Ma ci sbagliavamo, forse abbiamo esagerato con gli elenchi puntati e i consigli troppo dettagliati. Abbiamo puntato su Catanzaro, abbiamo fatto del marketing territoriale e dei nuovi media gli aspetti portanti di queste consulenze gratuite ma non è bastato. (Molti di voi hanno messo in pratica senza riconoscerne il giusto valore e senza mai riconoscerci alcunché. Ma questa è un’altra storia. Va bene così!)

Davvero non risulta possibile esser trattati alla stregua degli altri professionisti? Perché il preventivo che mi chiedi devo ridurlo sempre fino ai minimi termini per accaparrarmi una commissione?

Una sola è la risposta: il nostro background culturale e antropologico è davvero viziato e, la perenne crisi del nuovo millennio, in tutte le sue contraddizioni, non ha fatto altro che aggravare una pessima distribuzione delle posizioni di potere, nella nostra città.

Siamo dotati di una classe dirigente, dirigista e regista delle vite altrui, psicotica e prepotente, che non ammette la condivisione di spazi decisionali e riduce, ove possibile, l’accesso democratico di nuove e vecchie imprese (non affiliate), perché non titolate ad occupare il loro stesso trono. Quando i bastoni tra le ruote sono d’oro zecchino, non c’è proprio via d’uscita. Resistere è lotta ma la lotta miete vittime. 
N.B.: Con democrazia intendo: pari condizioni di partenza e riconoscimento effettivo del merito (e delle competenze).
I soggetti di riferimento, come da infografica, sono le classi che, con primato nazionale, occupano i posti più appetibili della scala.

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Questi decretano del successo o dell’esclusione dei pesci piccoli con i quali sono costretti a interagire.
Cosa altro è opportuno fare per dimostrare un’adeguata professionalità tale da esser tenuta in considerazione da chi detiene la responsabilità del futuro di Catanzaro? Quali altre competenze dovremmo mettere in campo per vendere i nostri servizi a PA e imprese senza che ci rispondano: “non abbiamo budget“. Lo stesso budget che poi trovano per assumere esperti di marketing e comunicazione non indigeni per risolvere, col medesimo piano di comunicazione nostro, le inefficienze che gli abbiamo precedentemente evidenziato?
Perché per migliorare il nostro territorio, singoli, associazioni, gruppi politici e imprese sono costretti ad una naturale e cosciente subordinazione a questi giochetti manovrati da una classe politica dominata da massoneria e clientelismo.

(Forse Catanzaro è una delle città in cui la stampa si occupa contestualmente di cronaca, attualità e politica senza voltare pagina, senza sostituire i protagonisti e senza cambiare argomenti. Così giusto per dire!). 
Schiavi di una questione meridionale che ci vuole spenti e passivi, nei confronti di un potere che non riusciamo a vedere, conoscere e dunque sovvertire, anche la partecipazione è resa impossibile da una carente comunicazione pubblica inesistente. Una popolazione totalmente assuefatta alla logica del “tanto funziona così!”

Sarebbe ora di smetterla! O di prendere una posizione ed evitare di fare errori quando abbiamo la possibilità, invece, di fare la cosa giusta.

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Sono stanca di rispondere alla domanda: “perché non provi fuori dalla Calabria? Perché non fate solo siti a poco prezzo? Perché non lavorate gratis per visibilità, ti conviene é uno che conta? Perché per organizzare l’ evento non chiedete a quello la, é amico mio?
Voglio poter costruire la Catanzaro che vorrei e che in piccole, disparate e disperate missioni sta crescendo sulle bocche di visionari professionisti, mai riconosciuti come tali.

Volevo anche fare un breve elenco dei progetti locali presenti nella mia città, potendo riempire di vanti per la città dei venti, ma non lo farò, l’ho sempre fatto, ho elogiato (senza alcuna seconda finalità) associazioni, commercianti e imprenditori che si dimostravano all’altezza di una Catanzaro ideale, ma non hanno mai “ricambiato il favore”, mai dimostrato la medesima stima nei nostri confronti. E sinceramente siamo stanchi anche di questo, perché l’amore è sì incondizionato ma se non è sorretto da almeno due soggetti che lavorano biunivocamente c’è poco da fare, prima o poi la passione di esaurisce e resta solo il rammarico di aver sperato, ancora una volta, invano.

Esempi? A quali post mi riferisco? A quali consulenze?

Ufficio marketing chiama Catanzaro: eccoti 6 consigli!
Su identità e memoria collettiva come fertilizzante per un’economia di lungo periodo, studiata su esigenze e risorse territoriali

Marketing territoriale dei soliti ignoti
Una programmazione strategica di eventi utili per un turismo di qualità, elaborato dal concorso tra PMI, PA e collettività.

Eventi in città: come (non) fare comunicazione pubblica
Analisi e criticità della Notte Piccante e il consiglio di investire in strategie digitali e piani di comunicazione

Marketing territoriale: il Chilometro Piccante di Shape
La nostra utopia, un evento che ha avuto fan ed emulatori, ma dalla quale non ne abbiamo ricavato che sorrisi e strette di mano.

Il marketing salverà il centro storico di Catanzaro!
L’isola pedonale, un corridoio di attività commerciali a misura di cittadino digitale e tradizionale. Attenzione dei politici e partecipazione dei privati alla “cosa pubblica

Il ruolo delle imprese nel marketing territoriale
Anche qui è il nostro Centro Storico il luogo di riferimento per discuterne, su esempi tangibili soluzioni possibili per un business di qualità.

Il ruolo delle PA nel marketing territoriale
La responsabilità della classe politica e di quella amministrativa nella creazione di spazi di coesione col privato e i cittadini per programmare lo sviluppo del territorio con coerenza, trasparenza e stabilità.

Avevamo in programma di elencarne altri ma in fin dei conti si trovano sul nostro Blog quindi se volete saperne di più non avete che da sbirciare un po’.

Tanti auguri di buon natale Catanzaro!

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