“Nessuno mi intervista quindi mi lascio interrogare dal mio staff”

Così inizia la chiacchierata con Pierpaolo Voci, Direttore creativo di Shape Beyond Graphic. Un urlo contro la rassegnazione al trend attuale del: “no budget”, del “siete bravi, mi servite, ma non ho soldi”

Partiamo dal principio, e vediamo cosa ti ha portato alla creazione di Shape Beyond Graphic.
Sin dal lontano 2001, ho capito che creare la mia agenzia di comunicazione integrata, avrebbe rappresentato la mia più grande aspirazione professionale. Sono partito occupandomi di grafica e web design, appassionato al mondo dei colori, anche se sono daltonico, della comunicazione, del web e del marketing intelligente e alternativo. L’agenzia prende vita, nel 2007 e da allora lotto per far capire alla gente a cosa serve un piano di comunicazione.

Perché, nonostante le difficoltà legate ad una cultura della comunicazione pressoché assente sul nostro territorio locale, hai deciso di far partire la tua attività proprio da Catanzaro.
Sin dall’inizio ero ben consapevole che, più che un’attività lavorativa, sarebbe stata una crociata. Perché trovo davvero faticoso dover spiegare ogni volta che non ha nulla a che vedere con la tipografia, né con manifesti o volantini. Mi era addirittura venuto in mente di aprire una sezione nel blog che raccogliesse queste domande “spazzatura”, volevo chiamarla “Shape junk”. Catanzaro è la mia città, la mia terra e le radici le ho qui ed era impensabile per me, andare altrove a far valere, quello che credo essere, un valore aggiunto. All’epoca poi, non erano presenti molti concorrenti, nel settore, quale migliore occasione?!

Non ti è venuto il dubbio che l’assenza di competitor, sul territorio, fosse legata più che altro, ad un’assenza della domanda, sul servizio offerto?
Non solo il dubbio, ma la certezza. Il passo essenziale per lo sviluppo del progetto risiede proprio nella creazione di un collegamento più vivo con il territorio, con un’identità falsata e pressoché assente, un senso di appartenenza culturale che fa sentire la sua mancanza. La tensione tra l’assenza di concorrenza e l’assenza di domanda, non solo non mi ha spaventato, ma mi ha dato uno stimolo in più, nel credere in questa “mission”, che è prima culturale e poi professionale. Perché il difficile è far capire alla gente comune, di cosa ci occupiamo. Fortunatamente, grazie ai recenti sviluppi, sta vedendo la luce. Aver ampliato l’organico dello staff, aver partecipato a più progetti di rilevanza locale, ha dato a Shape l’opportunità di farsi una nomea, e ad esser riconosciuta come un’agenzia di comunicazione integrata dalle mille qualità.

Sembra che ritagliarsi un posto al sole, in questa terra assuefatta ad una scomoda tradizione del “fai da te”, sia difficilissimo.
Altroché. I primi e più gratificanti lavori che ho eseguito, quelli che mi hanno portato a credere in me e nelle capacità, sono stati quelli con clienti provenienti da città quali Salerno, Napoli, Pisa e Roma. Certo è un po’ frustrante vedere che gli apprezzamenti vengono più dall’esterno che dall’interno, ma con sforzi e lotte ci stiamo riuscendo anche in loco, step by step.

Qual è stato il periodo più florido, in questi anni di attività?
Il periodo più florido è stato sicuramente quello tra il 2008 e il 2010. Un periodo ancora con strascichi di benessere e innovazione che hanno consentito a pubblici e privati di investire in marketing e comunicazione, consapevoli dell’importanza del social e del web in generale. Già dal 2011, tuttavia, la crisi economica generalizzata ha registrato i primi intoppi e gli inciampi. In quel periodo anche la PA era più propositiva e disposta ad affidarsi a specialisti della comunicazione, sia per i nuovi obblighi comunitari legati ad un rapporto smart e responsabile nei confronti del cittadino, sia per l’importanza crescente del web e dei nuovi canali mediatici.
In quegli anni sono riuscito anche ad organizzare eventi, per così dire non convenzionali per associazioni e per dar lustro ad eventi della mia città (ancora una volta a costo&ricavo zero) per il puro attaccamento (ndr. Flash and smart-mob per i quali ha anche ricevuto dei premi)

Deduco che hai avuto modo di approcciarti con le PA…
Sì, dal 2010. Purtroppo il dato tangibile è che confondono la comunicazione con l’ufficio stampa (che anche se presente, non adempie di certo ai compiti che gli spetterebbero). Non hanno la minima idea di come si comunichi all’interno e all’esterno, di come sia opportuno diffondere un messaggio coerente e di come sia necessario esser sempre presenti, trasparenti e lungimiranti. Anche una bugia (cosa che sconsiglio a tutti), necessita di una pianificazione, e per farlo servono professionisti. Per non correre alcun rischio preferiscono chiudersi in un mutismo senza pari. Per dirla in poche parole, nell’assurda ipotesi che si approvi un piano per una “smart city” a Catanzaro, come lo spiego a mia madre settantenne?
Ho avuto anche modo di redigere un piano di comunicazione per il mio comune, che ho elaborato con mesi di analisi approfondite (durante le ferie e durante i preparativi del mio matrimonio) che non solo non sarebbe stato retribuito ma che non è stato preso in considerazione, perché non compreso. (In quell’occasione il sindaco per incapacità di comprensione del piano di comunicazione mi mandò dal responsabile del suo ufficio stampa, chiaramente senza alcun risvolto positivo). Risultato? Nessuno. I cittadini non conoscono la città, non conoscono i politici, le politiche che votano, le spese, i problemi… nulla!
Non cambia il discorso quando si parla di business privato, inutile cercare di inculcare il senso di importanza del marketing del nuovo millennio, quando pur riconoscendo la tua agenzia, come leader del settore, pretende un piano di comunicazione senza nemmeno un compenso.

Il succo del discorso, è quindi che si confonda la comunicazione con l’informazione, e che quindi né clienti potenziali (pubblici e privati) né utenti siano in grado di capirne i confini invalicabili tra le due.
Esatto. Ma non solo, la realtà con cui l’agenzia si scontra è quella fatta dai sedicenti specialisti della comunicazione, che altro non sono che procacciatori di sponsor, venditori di spazi pubblicitari e titolari di tipografie e affissioni di 6×3. Sono ruoli che si confondono, settori che non si connettono sempre e personalità che pensano di poter fare tutto senza l’ausilio di specialisti. Riviste locali dalla dubbia capacità di offrire informazione, testate giornalistiche on line che sono semplici divulgatori di comunicati stampa del politico di turno, e aggregatori di banner, quanto mai antiestetici.
Le grandi aziende si rivolgono fuori, per chissà quale maggiore autorevolezza, e quelle piccole non hanno le forze economiche e la preparazione culturale per assuefarsi alla logica promozionale. E’ contro questo, Shape, sta lottando con forza.

Cosa ti spinge a continuare con questa vision
Quello che mi aiuta è la ricerca costante di stimoli, esterni ed interni. Mi aiuta conoscere e apprezzare il mio attuale staff che mi auguro cresca il più possibile, verso professionalità che riescano a coadiavare il mio know how. Mi rallegra il co-working che stiamo portando avanti come dei pionieri, in una città in cui gli affitti sono ingiustificatamente carissimi. Certo manca quella sana concorrenza che riuscirebbe a darci più stimoli, ma ce li andiamo a cercare fuori.
Ringrazio il mio staff e sono contento quando vedo che qualcuno ha voglia di imparare, di condividere le proprie conoscenze, di crescere assieme e voglio poter lanciare un messaggio a voi due:
Per Laura: “credi in quello che sei, perché sei brava e competente e devi farlo pesare agli altri , le ansie sono giustificate, il senso di responsabilità anche, l’umiltà è una cosa positiva, ma non ti fare affondare dai disfattisti”
Per Matteo: “continua ad assere un bambino curioso, non su tutto quello che ti circonda, ma su quello che creerà e rappresenterà la tua imminente e definita personalità e professionalità, perchè hai tante facce e tanta energia, da incanalare nella direzione giusta.”

Laura Trapasso

Aspirante scrittrice cinica e puntigliosa, con il perenne blocco dello scrittore (dice lei). Con la sola imposizione delle dita è capace di dare luce ad argomenti nuovi, mai banali, e di renderli leggeri e adatti ad ogni lettore.

3 COMMENTS

  1. Sono un Professionista delle Crociate, la prima in particolare, nonché Esperto di Reti Commerciali (Creazione, Gestione, Sviluppo e Mantenimento) e Formatore di Consulenti Commerciali.
    Ritengo che, aldilà della stima e dell’affetto che mi legano a Matteo Malacaria, ci siano ampi margini di una possibile Collaborazione Professionale e magari anche Umana.
    Spero avremo a breve l’opportunità di conoscerci, sarà un vero piacere.
    Cordialità!

    Antonio Maria Mirante

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