Vuoi essere un Professionista della Comunicazione. Ti piace, sembra bello, e – diciamolo – suona veramente figo! La voglia di mettersi in gioco certo non ti manca. Ma là fuori è un mondo brutto, vuole convincerti che le tue sono stupide illusioni. Dubbi? Non averne!

 

Quello che era sembrato un sassolino era in realtà un vero e proprio macigno, se un solo articolo non è bastato a sollevare il mio fastidio. Ho preso la mia decisione: da oggi si cambia rotta. Se ti piace la mia filosofia, e se sarai abbastanza paziente da seguirmi, sappi che ti prometto contenuti di qualità, dove ogni parola è pregna di tutto me stesso.

Ho smesso di scendere a compromessi. Ma soprattutto, ho deciso di dare valore alla mia professione, quella del Professionista della Comunicazione. Troppo spesso svenduta a increduli clienti e altezzosi avventori. Risultando niente più che una marchetta.

Ricordi? Nel precedente articolo ho scomodato tre figure a vocazione artigiana: contadino, fornaio, birraio. Ebbene, ecco come la penso. Seguimi, e poi dimmi se non ho ragione.

  • Al contadino chiedo come fa a ottenere arance così buone e succose, ma non chiedo quale ciclo di coltivazione ha seguito per ottenere zucchine così saporite. In ogni caso non manco di ringraziarlo e dargli la mano prima di andare via – ché quando si lavora le mani non sono mai sporche;
  • Stesso dicasi per il fornaio, che mi accoglie nel suo fantastico mondo – il forno – fatto di calore, di aromi fragranti e svenevoli – e di ritmi frenetici nelle ore che precedono i pasti. Mi è capitato più volte di chiedergli un panetto di lievito madre, ma non gli ho mai chiesto di spiegarmi come avviare un panificio;
  • E infine il birraio, figura alla quale sono tanto legato. Un mago, capace di infondere il proprio carattere nelle sue creature, le birre. A lui chiederei di tutto – eccome, se lo farei! Vorrei chiedergli anche la sua ricetta segreta. Ma non lo faccio. Non avrebbe senso. Lo sai quanto è geloso un birraio? Prova tu a chiedergli la ricetta. Non te lo dirà. Mai!

Hai già capito dove voglio andare a parere? Ebbene, mio caro lettore, mia cara azienda, sai benissimo che ti posso aiutare. Vuoi che ti dia una mano? Non hai che da farmelo sapere! Sono disposto a mettermi in gioco con te. Sempre.

Me ne rendo conto: magari non si capisce tanto cosa facciamo in un’Agenzia di Comunicazione Integrata, ogni giorno chiusi in ufficio a smanettare al computer. E’ per questo che ho deciso, nella consapevolezza della sua inutilità, di non scrivere più quello che scrivono tutti – quelli che si svendono. Quei contenuti puoi trovarli ovunque. Invece io ti racconto qualcosa di nuovo, di originale. Ti descrivo quello che faccio, e ti spiego come coniugare le mie competenze al tuo lavoro. Ti racconto una storia:

Ecco, i risultati sono la cosa che più dovrebbe interessarti. Di certo più che sapere COME faccio. Collaboriamo, lavoriamo assieme di comune accordo, ma nel rispetto delle reciproche professionalità. Io ti lascio fare il tuo lavoro, e tu lasci che faccia il mio. Così otteniamo grandi risultati. Non mi credi? Leggi questo dettaglio della conversazione avvenuta con Cristiana Tumedei:

 

E’ un po’ come se tu chiamassi un idraulico per una perdita e lui ti spiegasse passo passo come risolvere il problema da solo. La volta dopo, ci proveresti. E, allora, ti si aprirebbero 3 scenari:
  1. Ce la fai, ma impieghi un sacco di tempo. Quindi, l’idraulico non ti ha fatto un favore, ma ha creato un ulteriore disagio;
  2. Non riesci, perdi tempo e sei costretto a chiamare un professionista. Ma siccome quello a cui ti eri affidato ti ha detto come fare, forse riteneva l’intervento banale e ti rivolgi a un altro;
  3. Ci riesci, in breve tempo. Quindi, l’idraulico ti ha fottuto!

 

Non avrebbe dunque senso, in nessuno dei possibili scenari. Non voglio annoiarti con tecnicismi che ti entusiasmano tanto quanto un manuale d’istruzioni. Se mi segui, lo fai perché reputi originale il mio modo di scrivere, e interessanti i contenuti. Perché vale la pena utilizzare il tuo prezioso tempo per ascoltarmi. E allora io ricambio, com’è giusto fare e per quanto nelle mie corde, con contenuti utili, simpatici e stimolanti. Spero apprezzerai lo sforzo.

professionista-della-comunicazione-fare-la-differenza

Contestualmente, smetto di usare i miei innumerevoli profili social per dare sfogo a comportamenti di favore. Sto parlando di condivisioni, apprezzamenti e commenti privi di sostanza. Manchevoli di interesse e di reale comprensione – leggi bene, lettura – del contenuto. Ho smesso di vendermi. Non tanto come professionista della comunicazione – o aspirante tale – ma come persona dotata di coscienza e valori. Ho deciso di spezzare le catene che mi hanno tenuto legato fino a questo momento, le stesse che continuano a sminuire e sottrarre prestigio a questa fantastica professione.

Il mio impegno, d’ora innanzi? Scrivere per il web, vivendo la Rete e raccontandone i suoi risvolti. Sul da farsi, invece, la lavagna è ancora tutta da scrivere. Seguimi, e vedrai quante belle cose faremo. Assieme.

Spero di essere riuscito a fugare tutti i tuoi dubbi. Sii sincero: cosa ti aspetti di leggere, quando apri il tuo computer: come ottimizzare la SEO del tuo sito internet? o piuttosto di quella volta in cui con un colpo di genio ho aiutato un’azienda familiare al palo a svoltare e attirare frotte di clienti? Poi se vuoi ti racconto anche di quella volta in cui ho fatto cascare il caffè sulla tastiera. Quantomeno è divertente!

Matteo Malacaria
Appassionato di web communication, guerrilla marketing e pubblicità emozionale. Affascinato dalla comunicazione d’impresa, mentre della birra artigianale ci sono rimasto sotto. Qualsivoglia cosa nel tempo libero – se ne rimane.

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