Sul web attirare l’attenzione degli utenti è difficile. Esistono, però, delle strategie di marketing. Una di queste è il cosiddetto metodo AIDA.


Oggigiorno siamo continuamente sommersi da messaggi e immagini pubblicitarie e spesso ne ignoriamo un’altissima percentuale. Questa attività è fondamentale perché il nostro cervello deve attuare una vera e propria “selezione” affinché la nostra memoria non abbia un inutile sovraccarico di informazioni.

Verrebbe quindi da pensare che sul web, in particolare sui social network, attirare l’attenzione degli utenti sia difficile o addirittura impossibile. Beh, non è così! Fortunatamente esistono delle strategie di marketing che, nonostante non siano scienze esatte, possono agevolare il nostro lavoro. Uno dei modelli teorici che vogliamo farvi conoscere è il cosiddetto metodo AIDA. Di cosa si tratta?

 

L’ AIDA è una formula teorica sul funzionamento del marketing pubblicitario, nasce nel 1898 raggiungendo negli anni ‘70 l’apice del successo. Seppur datata e aggiornata nel tempo, rappresenta ancora oggi un ottimo riferimento per la sua estrema semplicità.

Metodo Aida e BAIFDASV : il marketing rivolto all’utente

Possiamo suddividerla in quattro fasi (come suggerito dall’acronimo):

  1. Attenzione
  2. Interesse
  3. Desiderio
  4. Azione

 

ATTENZIONE


La prima fondamentale tappa del viaggio é catturare l’attenzione. Il mondo – specie nella rete – corre veloce, ci muoviamo in un oceano di annunci e pubblicità, bombardati da tutte le parti da manifesti, advertising online ecc. E’ quindi di primaria importanza che il messaggio da trasmettere incuriosisca nel minor tempo possibile il destinatario al quale è rivolto. Come? Utilizzando immagini che abbiano impatto, che siano forti e attirino, anche accomunandole a testi brevi e altrettanto incisivi.

Qui alcuni consigli su come scegliere l’immagine giusta!

INTERESSE


Ottenuta l’attenzione di qualcuno il lavoro non é finito. Essa va mantenuta viva in modo da garantirsi il tempo di stuzzicare l’interesse, di elencare i vantaggi di quello che proponete, far capire cosa si offre. Sì a elenchi brevi ma graficamente gradevoli e accattivanti, sì a testimonianze di clienti o utenti soddisfatti usando immagini o perchè no, anche video. Se si comunica su carta stampata cercare di convogliare l’interesse sul sito web o sui contatti.

DESIDERIO


Bisogna partire dal presupposto che le persone non comprano prodotti ma benefici. L’empatia non va mai messa da parte nel marketing e questa è la fase nella quale la parola d’ordine diventa: emozione. Bisogna far immaginare come il prodotto influirà sulle vite di chi lo acquista, mostrare la gente che lo sfrutta usando testimonianze ed immagini di “vita vera” che conducano chi osserva a immedesimarsi e a desiderare di vivere anche loro quei momenti e quindi che per poterlo fare abbiano bisogno di ciò che gli proponete.

AZIONE


La call to action, cioè l’operazione finale che deve portare il cliente all’azione si differenzia in base alla campagna di marketing, che può essere online oppure offline.

Nelle pubblicità online, ovviamente, la velocità è l’elemento caratterizzante. Facciamo un esempio: L’utente si ritrova sul sito di Amazon perché deve fare un acquisto, conduce le ricerche in base all’interesse e dopo aver trovato ciò che gli serve procede all’operazione finale: effettuare l’acquisto. Oppure si può verificare che durante la navigazione su internet appaia all’improvviso un pop-up o una pubblicità che lo spinga (se interessato) a continuare l’azione con l’acquisto. Missione compiuta.

Nelle campagne offline l’operazione ha un andamento più lento, perché, per esempio, l’utente, camminando per strada, si trova di fronte un cartellone pubblicitario con la pubblicità dell’Adidas che sponsorizza l’ultimo modello di scarpe da tennis. L’intenzione iniziale in questo caso è assente, però è la stessa pubblicità che potrebbe far scaturire un desiderio mantenendolo nella memoria, che porterà successivamente l’utente a completare l’azione in negozio. Stessa cosa accade sulle pagine di un giornale o in TV. In questo caso l’azione, per fare in modo che si verifichi, deve aver sviluppato correttamente le fasi che la precedono.

 

Negli anni l’AIDA è stato ampliato con l’aggiunta di alcune varianti che hanno permesso di migliorarne la strategia di marketing.

Ad esempio, nel modello BAIFDASV (evoluzione dello stesso AIDA) Christian Betancur parte dal riconoscimento di un BISOGNO, sottolineando come dopo aver attirato l’ATTENZIONE e l’INTERESSE del consumatore, sia necessario instaurarvi un rapporto di FIDUCIA.

Metodo Aida e BAIFDASV : il marketing rivolto all’utente

Molti brand infatti riescono a instaurare un rapporto duraturo con i propri clienti proprio grazie alla fiducia, divenendo uno degli aspetti più importanti da non sottovalutare. Successivamente, il cliente che si ritiene SODDISFATTO condivide la sua esperienza rilasciando una VALUTAZIONE che influenzerà le intenzioni dei futuri clienti. Questi ultimi due punti permettono l’attuazione del processo di Fidelizzazione del cliente.

Ovviamente seguire queste fasi costituisce un grosso aiuto ma, per quanto esaustive, il marketing deve tenere conto di rivolgersi a una moltitudine di persone e che ognuno – per quanto possa essere prevedibile – costituisce una variabile. Non ci si può quindi affidare a nessun meccanismo come una scienza esatta, bisogna semplicemente considerarlo come un aiuto. Ciò che consigliamo di appuntarvi come massima per ogni vostro lavoro è quello di ricordare che le persone – tutte – hanno bisogno di sapere che vi interessate a loro e che volete aiutarle con i vostri prodotti e servizi.

Insomma AIDA o BAIFDASV, non c’è miglior metodo che essere attenti alle esigenze della gente per avvicinarle e condurle a ricambiare i vostri sforzi.

Alla prossima!

 

Fonti:

  1. http://www.youmediaweb.com/pubblicita-tradizionale-vs-pubblicita-online-differenze-e-opportunita/
  2. http://www.piuchepuoi.it/marketing/marketing-online-ecco-le-differenze-con-quello-offline/
  3. https://www.giovannifracasso.it/6-tipi-differenti-di-pubblicita-che-avete-a-disposizione-sui-media/
  4. http://www.designpervendere.it/metodo-aida/
  5. http://www.up360.it/formula-aida-buon-marketing/
  6. http://www.davidandersonwealth.com/online-marketing-strategies/beyond-the-aida-marketing-principle/

 

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